silvia petronici. arte pubblica e pratiche artistiche site specific
Arte Bonifica Campagna mirando a generare un itinerario tracciato con l’arte contemporanea nel paesaggio di bonifica della Venezia Orientale impiega un determinato metodo per giungere alla produzione delle opere d’arte che consentono la creazione dell’itinerario.
Il mio lavoro nell’ambito dell’arte pubblica passa attraverso l’elaborazione di questo metodo di ricerca che si fonda sulla pratica artistica site and audience specific. Le opere emergono dall’incontro degli artisti con i luoghi, le persone e le circostanze che li caratterizzano e li animano. Tale incontro si è reso possibile grazie al tempo che ad esso è stato dedicato nel corso di due residenze artistiche, una di ricerca e una di produzione, svolte a diretto contatto con le aziende coinvolte nel progetto.
Il modello di pratica artistica site and audience specific a cui mi riferisco è stato messo a punto negli anni con il ciclo di residenze senseOFcommunity. lo spirito comunitario dell’arte nella società 2.0 dedicato alla ricerca su questo approccio alla pratica artistica nell’ambito dell’arte pubblica, delle pratiche di partecipazione e dei progetti di matrice socially engaged.
A partire dalla considerazione del valore sociale dell’arte e della sua capacità di alimentare lo spirito di condivisione, di scoperta e di comunità, questa formula di lavoro collettivo permette ad artisti e curatori di operare nelle sedi che li ospitano sollevando in esse il coinvolgimento delle persone e delle comunità con criteri rigorosi di ricerca e studio site specific.
Questo metodo punta l’attenzione sul tema della relazione, lavora sull’arte pubblica come mezzo di rigenerazione e privilegia l’approccio partecipativo.
Il titolo stesso del progetto complessivo, “sense OF community”, ha la funzione di dichiarare l’interesse per una riflessione sulla dimensione comunitaria dell’arte, sulla sua capacità di riattivare e rivitalizzare connessioni perdute tra le persone e tra le comunità e il loro territorio. Ciò che, a mio parere, esprime al massimo grado il potenziale simbolico dell’arte pubblica.
Le quattro aziende agricole coinvolte hanno ospitato per circa due settimane il lavoro di ricerca e produzione degli artisti.
Il lavoro degli artisti nella prima residenza è passato da una iniziale fase di incontro e ascolto che ha coinvolto tutti i proprietari delle aziende e coloro che vi lavorano, alle successive fasi di ideazione delle prime ipotesi, fino alla formalizzazione finale degli interventi. Nel tempo tra la prima residenza di ricerca e la seconda di produzione, i progetti artistici sono stati sottoposti ad un percorso di analisi che ne ha considerato l’adeguatezza ai parametri del progetto complessivo, l’accoglienza da parte dei proprietari delle aziende e, infine, la materiale fattibilità in anticipo sulla fase produttiva. In questa, dunque, con la collaborazione delle aziende stesse, le opere sono state installate in situ e consegnate.
Le opere sono qui presentate nella sequenza che inizia dall’opera permanente, segue con l’opera, o le opere, temporanea/e e si conclude con l’opera progetto. Opere, queste ultime, formalizzate fin nei minimi dettagli produttivi e consegnate come “render”, cioè come progetti non ancora materialmente prodotti.
(Nei testi che seguono la tipologia delle opere è segnalata dalla presenza dell’iniziale P per le opere permanenti, T per le opere temporanee e R per le opere render)
(Tutti i testi che seguono sono miei, #silviapetronici, si prega di utilizzarli citando correttamente la fonte e previa autorizzazione da parte mia e degli artisti)