Sapessi cosa costa germogliare a freddo in un terreno senza pace.

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Sapessi cosa costa germogliare a freddo in un terreno senza pace.
Abbiamo di fronte a noi questo enorme colosso che chiamiamo l'Altro, nei confronti del quale siamo totalmente impauriti: ci sentiamo prevaricati, manipolati, assorbiti da esso e dalla sua volontà ed è un rapporto morboso perché senza l'Altro come riferimento non sappiamo allo stesso tempo muoverci, siamo in balìa dell'insicurezza. Eppure, pur scegliendo l'Altro non sappiamo come affrontarlo, come difendercene, come trattarlo, come rapportarci ad esso, non sappiamo cosa è giusto o no per noi e cosa è giusto o no per l'Altro, non sappiamo cosa pensare di lui, come interpretare i suoi comportamenti. L'insicurezza quindi permane, è presente. Ma mentre nel primo caso dobbiamo avere a che fare con l'angoscia di doverci chiedere cosa vogliamo Noi, di rapportarci col nostro desiderio; nel secondo caso dobbiamo avere a che fare 'solo' con l'ansia di non sapere bene cosa fare per fare tutto per bene e far felici tutti. L'angoscia del primo caso è insostenibile, per noi, mentre l'ansia del secondo caso è più gestibile: abbiamo dei rituali, dei gesti, abbiamo l'interpretazione, la finezza psicologica, la sensibilità etc. come punti di riferimento; nel primo caso abbiamo il vuoto più assoluto, invece, il buio. Mentalmente, però, non siamo più in grado di reggere tutta questa ansia, siamo sempre più insofferenti all'Altro, a noi stessi, ai teatrini che mettiamo in scena, alla nostra impotenza, alla nostra paura, alla nostra insicurezza. Ed essere più insofferenti non significa essere solo mentalmente stanchi, ma anche e soprattutto fisicamente provati.
Pace non trovo
Pace non trovo, et non ò da far guerra;
e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;
et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.
Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,
né per suo mi riten né scioglie il laccio;
et non m’ancide Amore, et non mi sferra,
né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.
Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
et bramo di perir, et cheggio aita;
et ò in odio me stesso, et amo altrui.
Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte et vita:
in questo stato son, donna, per voi.
Francesco Petrarca
Ma perché mi è già risalita la voglia di cambiare la montatura degli occhiali?
Quando si dice Uomo
—–Messaggio originale—– Da: Ragazzina Inviato: domenica 20/12/2015 22:44 A: Max Oggetto:
Anonimo ha chiesto: E se facendo l amore con lui non ti soddisfava l avresti lasciato ? La mia risposta la sai, non sto nemmeno a dirtela, e so che nemmeno tu mi lasceresti ma… tu faresti sesso con un’altra se io… e poi verresti a dormire nel nostro letto, tra le mie braccia. Mi toccheresti come se niente fosse?
>Mai
>Max… non voglio dire che non sei sincero, ma tu… io ti chiamavo puttaniere, a te il sesso piace, hai (avevi) avuto altre donne, voglio dire tu lo vuoi fare
>Con te. Smettila subito, non pensare se. Non c’è nessun se. Che cazzo, R, è tutto cambiato da quando ci sei. Prima non avevo niente da perdere, non ti farei mai una cosa del genere. Finché proverò un briciolo d’amore per la mia Ragazzina, non potrò mai farle tanto male. Non ti umilierò, toccare un’altra donna e poi te, non oltraggerei mai il tuo corpo in modo tanto spregevole che uomo sarei? Non desideri un’altra donna se ami la tua, e te lo dico io che ero un puttaniere, non ho bisogno di altro, non sarà una scopata a colmare il mio ego di maschio. Mi piace il sesso, mi piace di più da quando lo faccio con te, amo farti l’amore, a te, solo a te. Se un giorno dovessi non soddisfarmi più, anche se credo che non succederà, vorrà dire che avrò raggiunto la pace dei sensi, mi accontenterò di quel tanto che mi hai dato. Ricordi come fremeva il mio corpo quando sapevo che non potevo averti, succede ancora e ti ho, potresti mai non soddisfarmi? Amore era la tua paura più grande allora, non farla tornare, ti avevano riempito la testa di strane teorie su cosa volevano i ragazzi, eri così giovane, quanto ti ho amata, in tutti i ‘sensi’, cosa ti avevo detto? Non avevo bisogno che tu facessi l’amore con me, avevo bisogno di te tra le mie braccia, è ancora così. Del sesso posso farne a meno, di te no.
>Al ‘Con te’ mi avevi già detto tutto che volevo sentire. Grazie Uomo meraviglioso, soprattutto per non essere più un puttaniere! Non tornerà più quella paura, tranquillo… eventualmente ci godremo assieme il raggiungimento della pace dei sensi!! Me le ricordo si le tue lezioni, e me ne vergogno ancora! Grazie per avermele date, mi sono state utili, mi hanno permesso di non sentirmi sbagliata o diversa per le decisioni non ‘convenzionali’ che ho preso. Una domanda per te, ma se raggiungiamo la pace dei sensi, poi noi a letto che facciamo? Dormiamo? :))
>Tu dormirai, io ti guarderò. E quando sarai sveglia ti leggerò dei libri, ti racconterò la mia giornata e tu farai lo stesso, ti riempierò di baci, riderò con te, ti lascerò ridere di me, ti terrò tra le braccia, possiamo fare tutto quello che vogliamo ma, come ti ho detto amore mio, sono sicuro che tu non mi concederai mai pace, nemmeno quella dei sensi.
>Me la concederai prima tu… sei più vecchio!!!
>Non contarci, non è mia intenzione. Mi prometti una cosa?
>Cosa?
>Ferma quella testolina, non alimentare strani pensieri. Nonostante la mia età abbiamo ancora tanto sesso da fare, non negarmelo prima del tempo
>Prometto. Hanno anche detto che sono la migliore ragazza che c’è
>Lo sapevo già. E per fortuna sei la mia ragazza… Cosa ‘indossa’ ora la mia ragazza?
<
>Va a cagare idiota!
Una botta secca Un colpo, al centro dello sterno, cuore in frantumi Anima vagante in me Senza pace, senza speranza, alcuna Sola e desolata in un limbo di solitudine ed incertezza Cerco chiarezza, cerco concretezza Dove non c'è, dove manca [Eli
Sapessi cosa costa germogliare a freddo in un terreno senza pace.
- Alda Merini
Mi sono detta che era solo una fissa, solo orgoglio, mi sono detta che ti ammiravo come una fangirl ammira il suo idolo, che ti amavo come le donne d'Italia amano Gabriel Garko, mi sono detta che eri solo un'immagine e che non amavo il vero te, mi sono detta che eri soltanto la proiezione di tante frustrazioni che pensavo di sanare con te, mi sono detta di amarti solo perché ti amava la me di quattro anni fa, mi sono detta che era solo attrazione fisica, perché bello e affascinante lo sei sempre stato, mi sono detta che in fin dei conti, volevo solo portarti a letto. Mi sono detta che non ti conosco, non so chi sei, non so come sei, se bevi molto, cosa ti piace, se sei dolce o stronzo, timido o spavaldo, non so che donna ti piace, le more o le bionde, le secche o tende, la Nutella o la marmellata di albicocche, perché io amo entrambi. E forse l'ultima obiezione è l'unica sensata. Perché io non ho fatto che inventarmi scuse su scuse, giustificazioni inutili e castelli in aria, per nascondere a me e agli altri l'unica, inalienabile verità, e cioè che non importa nulla chi ci sia nella mia vita e quanto possa amarlo, io sono e probabilmente sarò sempre eternamente, disperatamente, insensatamente innamorata di te, senza cura e senza pace. E per quanto spazio occupi lui, il tuo posto è li. E nemmeno io posso rimuoverlo.
Non chiedermi come si possano amare due persone. Perché io non so nemmeno come abbia mai potuto amare te, ma è successo.