"La memoria è un progetto per il futuro, non è volgersi nostalgicamente al passato. Il passato si onora solo se edifichiamo un futuro fondato su quei principi calpestati e denigrati per i quali innocenti sono caduti e uomini giusti hanno combattuto e sono morti. Purtroppo in questa nostra Europa ci sono segnali di pesanti regressioni [...]. Un'Europa pavida, vile che tace, che accetta tutto. [...] L'antifascismo si pensa, si pratica, lo si esercita avendo memoria e opponendosi a ogni forma di sopruso. Primo Levi ci ha lasciato un'eredità definitiva sulla questione: ciò che è stato può avvenire di nuovo perché appartiene al lato oscuro dell'umanità. [...] Dobbiamo combattere con tutte le nostre forze, la logica del privilegio, del sopruso, della disuguaglianza e la più grande pestilenza che può ammorbare una società: l'indifferenza.
Sono parole di Moni Ovadia. Risalgono al 2016.
Una delle funzioni degli intellettuali è subodorare la puzza di gas, di fogna, di bruciato o di sterco prima ancora che si diffonda lentamente nell'aria; tanto lentamente che finiamo per abituarcene. E tutto ci sembrerà NORMALE.
Quando cambi il copridivano, lei non gradisce e lo toglie 😠#home #cats #purple #things #bah #gatti #prepotenti #soprusi #moodoftheday #cose #viola #photo #photooftheday #gne
Appunti sull’uso improprio e impolitico della parola Anarchia.
L'anarchia non è lo scompiglio, lo schiamazzo, la confusione e il caos con cui l'identificate nei vostri discorsi in cerca di colpevoli o di cose di cui vergognarsi in quanto appartenenti a un gruppo scomposto e disorganico di persone maleducate, incivili o arroganti.
L’anarchia è uno stato della società in cui l’unico governo è la ragione. La sua lotta all'autoritarismo e al potere concentrato nelle mani di pochi rappresenta la massima espressione dell'ordine umano, basato su valori naturali, senza coazione né violenze. Non è disordine, l'anarchia. Non va scambiata con le automobili parcheggiate in terza fila o con l'assenza di regole condivise.
L'anarchia è autogestione, autorganizzazione, autogoverno, antiautoritarismo e senso della responsabilità; non un'accozzaglia di suoni indistinti senza una direzione orchestrale o un minimo di interplay tra gli esecutori.
Un anarchico non piega le regole agli interessi del potente di turno.
Un anarchico non crea il caos per imporre l'uomo forte.
Un anarchico non sfrutta, non opprime e non accetta soprusi.
Un anarchico non occupa lo spazio collettivo e non fa prevalere i propri interessi personali a discapito dell'interesse generale.
Un anarchico non corrompe e non si fa corrompere.
Un anarchico non ha in spregio i beni comuni.
Un anarchico non impone e non si impone.
Un anarchico non vuole convincerti di niente. Vuole solo essere lasciato in pace e non vuole essere confuso con chi la fa dove gli pare o con chi agisce, per fini personali, contro l'interesse o la libertà altrui. E intanto anela una comunione umana senza padroni, padrini, santi, eroi e imposizioni, un anarchico.
Perché un anarchico è un sognatore, un sognatore che vuole uscire da un incubo lungo migliaia di anni.
Dice che bisogna insegnare ai bambini la legalità, la condivisione, l'inclusività..., dice che bisogna insegnare la tolleranza e perfino la giustizia, dice.
Dice che bisogna dirgli che siamo tutti uguali, dice che bisogna dirgli che non bisogna rubare e che non bisogna dire e fare male, dice.
Io dico che queste cose non si dicono, queste cose si fanno, e dico che, se si fanno davanti ai bambini, poi anche loro le fanno; ma dico, soprattutto, che ci sono cose che davanti ai bambini non andrebbero mai fatte né dette, perché se si fanno o dicono davanti ai bambini certe brutte cose, poi quelle brutte cose pure i bambini le fanno e le dicono, aggiungo. (Tipo, per dire, imprecare contro i più sfortunati, calpestare le aiuole e i diritti altrui, dire menzogne e mezze verità, approfittarsi degli altri e del proprio ruolo di potere, prendersela con i più deboli e sbattere la porta in faccia a chi ci chiede un aiuto o anche solo un sorriso, un conforto o una parola gentile, aggiungo.)
Insomma, io dico che i bambini sono buoni accoglienti e giusti di loro (abbastanza buoni, intendo, forse non proprio buoni per natura, insomma, ma abbastanza buoni, dico), solo che poi ci sentono parlare dell'uomo nero, della donna schiava, del maschio forte, del potere del denaro, della necessità della corruzione e della sottomissione al più forte e acquisiscono sul campo le nostre fottute lezioni di intolleranza, ingiustizia, sopraffazione, sessismo, razzismo e omofobia.
Dico, insomma, che, come tante cose, l'inclusività, la tolleranza e perfino la giustizia vanno insegnate con la forza dell'esempio e, ancor più, non esponendo le nuove generazioni a modelli di intolleranza, ingiustizia e mancanza di rispetto per l'altro. Non chiacchiere, insomma, ma opere di bene fatte bene per il bene proprio e per il bene altrui, intendo.
Questo dico e, mentre lo dico, mi dico e vi dico che, se le cose stanno così, stiamo messi proprio male, soprattutto mo che il pesce puzza dalla testa e dà continue lezioni del suo fetido fetore, e certe scorregge in pubblico le fa con iattanza, protervia e arroganza, aggiungo, tra gli applausi della folla e il fragore della rete e dei giornali, a quanto vedo e sento (mentre i bambini stanno a guardare e assimilano, aggiungo preoccupato).
Perciò, io dico tutte queste cose che dico, perché, se il pesce puzza dalla testa, dico io, bisogna tagliargliela quella testa oppure girarsi dall'altra parte e scegliere un altro pesce; se uno crede che esistano pesci buoni, intendo. Se no, zucchine, melenzane e puparuoli, dico. Oppure tanta carne per tutti e per ognuno, aggiungo io.
Oggi è l’8 marzo e come ogni anno celebriamo lotte, conquiste e diritti che nel corso della Storia hanno condotto le DONNE lungo il cammino della propria #emancipazione. La strada è stata lunga ma un lungo percorso resta ancora da fare: in Italia come nel mondo le DONNE sono ancora vittime di #violenze, #soprusi e #OMICIDI. In Italia come nel mondo (ma in Italia peggio che in tutta Europa!) le DONNE al lavoro non percepiscono in media la stessa retribuzione dei propri colleghi uomini. In Italia come nel mondo è solo alle DONNE che la #società e la #famiglia affidano la gran parte del carico di cura di #bambini, #invalidi ed #anziani, a discapito di ogni reale pari opportunità. Buona Giornata Internazionale della Donna! . #internationalwomensday #giornatainternazionaledelladonna #controlaviolenzasulledonne #Italia #europe #lavoro #sindacati #sindacato #donna #donne #discriminazione #pariopportunità (presso Bari, Italy) https://www.instagram.com/p/CphY3MBo1Kr/?igshid=NGJjMDIxMWI=
Riprogrammare tutto. Dalla lingua al modo di pensare, fino ad arrivare a ridefinire la propria identità culturale. Educare di nuovo, attraverso processi di apprendimento forzato e attività coercitive. Nessun tipo di libertà e una serie di imposizioni che servono a controllare la persona, obbligata a seguire rigide regole su tutto, dalla pulizia personale all’uso del bagno. Si ottengono punteggi che, in base alla padronanza della (nuova) lingua e al processo d’apprendimento, determinano un eventuale ritorno a casa o un trattamento migliore.
La Cina li definisce “Centri di istruzione e formazione professionale” per prevenire forme di terrorismo, ma mezzo mondo li riconosce come veri e propri campi di rieducazione. Per “purificare i cuori”, sostenere “il giusto” e “rimuovere ciò che è sbagliato”. Al loro interno sono detenute oltre un milione di persone, tutte appartenenti a minoranze etniche, la maggior parte delle quali di fede musulmana. Documenti riservati hanno dimostrato che si tratta di veri e propri centri segreti di forzata rieducazione ideologica e comportamentale. Ma i campi di rieducazione, in Cina, somigliano più a delle prigioni.
E come mai prima questo signore riceve una pec che gli dice che non avrebbero messo i dipendenti in cassa integrazione, e poi, appena si è mosso per fare ricorso gli hanno risposto che avrebbero pagato?? Siamo costretti a usare la tecnologia ma NON abbiamo la certezza di sapere CHI O COSA c'è dietro, che potrebbe manipolare le risposte o addirittura non farle arrivare a destinazione. Come è successo a me.
"RISTORATORE FURIOSO SI RIBELLA AI DPCM DI CONTE ▷ "Noi restiamo aperti, basta soprusi dal Governo!"" su YouTube
Romanina: dopo aver subito per mesi la violenza e le minacce dell’ex, trova il coraggio di denunciarlo
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Continue telefonate e messaggi, aggiramento del blocco telefonico mediante l’attivazione di utenze sempre nuove, aggressioni verbali, minacce di morte, danneggiamento dell’autovettura alla quale ha squarciato gli pneumatici ed inciso una scritta sul cofano, presenza continua sul luogo di lavoro tanto da costringerla a cambiarlo, presentandosi poi anche sul posto del nuovo impiego.