Guardami,
i miei occhi sono spenti
e il mio sorriso è triste.
Guardami,
e non limitarti a vedermi.
Guardami,
perchè ho bisogno che qualcuno capisca
venga da me e mi abbracci...
-Eseildomanidosseieri.
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Guardami,
i miei occhi sono spenti
e il mio sorriso è triste.
Guardami,
e non limitarti a vedermi.
Guardami,
perchè ho bisogno che qualcuno capisca
venga da me e mi abbracci...
-Eseildomanidosseieri.
Ero curiosa, molto, volevo fare un sacco di domande. Poi mi avete fatto credere che ero assillante, pesante, logorroica. Ho smesso di fare domande
Ero genuina, piena di buone intenzioni, per voi invece solo ingenua. Ci tenevate a mostrarmi lo schifo del mondo, a farmi vedere quanto nessuna persona meritava il mio sostegno. Ho smesso di esserlo.
Ero pronta a prendermi la responsabilità, a gestirvi tutti, ma mi avete detto che non era un mio compito, che sapevate cavarvela. Mi sono allontanata.
Volevo studiare, mi piaceva perfino, ma si ascoltava solo chi aveva avuto la vita più dura, quindi ne cercai una all'altezza
Sono diventata nervosa, rabbiosa, intoccabile. Stavo bene, ma vi siete avvicinati per dirmi che potevo stare meglio, che dovevo abbandonare la rabbia. L'ho fatto.
Ora sono silenziosa, spenta, annoiata, stupida, sola e tossica per le persone. Non c'è più qualcuno a dirmi qualcosa. Forse sono diventata la versione meno fastidiosa di me stessa. Forse per questo nessuno fa più caso a me, e alla fine, forse, nemmeno mi importa più.
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Mi dispiace non poterti più raccontare le mie giornate ma il fatto è che nemmeno me le ricordo.
La rabbia mai spenta
Guè
Me ne accorgo che a volte mi spengo, che mi zittisco e fisso il vuoto. Non so perché accade, è che non ho niente da dire, ed è strano perché sono così logorroica di solito. Ma poi mi prendono quei 5 minuti in cui voglio solo isolarmi nel mio mondo, senza persone e niente, sento il niente.
@chernobyl-x
Mi sentivo solo spenta. Succedevano delle cose dentro di me e non sapevo spiegartele, perché non sapevo capirle, e in quel momento non eri abbastanza nemmeno tu perché io diventassi meno triste. Mi sono chiusa in me stessa come faccio sempre. A volte non guardo in faccia ciò che mi fa male, illudendomi che così faccia meno male, e invece fa male lo stesso. A volte sento che non riesco a continuare e mi fermo. Ho sempre fatto così; ho allontanato tutti nei miei periodi no per non sentire il peso sullo stomaco di avere gente accanto, con le loro aspettative, e per non dover spiegare perché non riuscivo a sorridere. Il che è ancora più fastidioso, visto che motivi per non sorridere in effetti non ce ne sono, sono tutti dietro di te, dentro di te, sono una vecchia storia che all’improvviso, non si sa bene perché, torna a pesarti sulle spalle e non sai che farci. Perché a volte il passato fa mancare l’aria, il mio vuoto sotto la pelle mi fa mancare l’aria, il solo pensiero del futuro che arriverà mi destabilizza, tutte le persone che sono entrate nella mia vita per un po’ e poi fuggite mi tagliano il respiro, tutte le cose che non riesco a dire ad alta voce lo fanno ancora e ancora. A volte vai giù non per un motivo preciso, succede e basta. Sembra che il dolore che hai ignorato venga a chiedere il conto. E io ho reagito sempre allo stesso modo: ho allontanato anche chi ci teneva a me, mostrandomi fredda, insofferente, indifferente, a tratti cattiva solo perché stavo soffrendo e non volevo che si vedesse, volevo solo starmene per i fatti miei. Così ho allontanato anche te, ti ho chiesto di non farti vedere mai più, ma più ti scansavo e più tu tornavi. Mi chiedevo: “È amore o solo voglia di dimostrare qualcosa? Di dimostrare che cosa?”. Quel giorno, però, mi hai fatto tornare la voglia di guardare il mondo. Sei venuto a prendermi e mi hai costretto a uscire, mi hai preso la mia giacca preferita, mi hai detto: «Mettila», mi hai guardato sorridendo e mi hai dato un abbraccio. È stato strano sciogliersi, schiudersi, aprirsi, lasciarsi andare, pensavo che non ne sarei più stata capace.