Dicevo, c’è fra gli umani una patria parallela di spettri, dimensione dell’irrealizzato, più grande tutto il resto. Ricordo i romanzi di Bernhardt ed erano molto tristi, ma qualcosa di più triste è stato pensato e non scritto, perché il significato ha consumato la forma. Così qualcuno avrà immaginato un’opera d’arte, un quadro, una scultura, sufficiente a se stessa, ché dipingere o scolpire avrebbe solo macchiato. Sono sicuro, alle volte non serve, è persino offensivo, oltrepassare i confini della persona, così i più grandi di tutti tacevano e noi non sappiamo chi sono. E immagino che davvero da qualche parte si dispieghi la logica della poesia occitana, una cosa del tipo ti amo e basta così, non è necessario che tu lo sappia, non è necessario che tu esista e nemmeno io, scompariamo infine e infine rimane questa luce il cui sguardo fa di tutte le cose luce immobile.