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professore brontolone chiese all'interrogazione "la potenza, ragunì, di quest'elemento qui?" ragunì non la sapeva ed il prof si innervosiva "la potenza è vi per i!" disse, e assai si inviperì.
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professore brontolone chiese all'interrogazione "la potenza, ragunì, di quest'elemento qui?" ragunì non la sapeva ed il prof si innervosiva "la potenza è vi per i!" disse, e assai si inviperì.
l'enza dell'ente
deve esserci stato un cambio generazionale, nel corso degli ultimi tre-quattro lustri, o analogo avvenimento di netta cesura col passato, tra gli estensori/curatori dei manuali di analisi matematica - quelli che spiegano come si fanno gli studi di funzione. se una grandezza dipendente y varia aumentando all'aumentare di un'altra grandezza indipendente x, la si dice (monotòna) crescente; altrimenti (se y diminuisce al crescere di x) (monotòna) decrescente; giacché la proprietà di una funzione di crescere o decrescere è detta, in generale, monotonia. sicché tipicamente nei manuali si può trovare la richiesta "si studi la monotonia della funzione ecc", per dire: "figliuolo, dimmi dov'è che la funzia in questione cresce o decresce." tuttavia, negli ultimi tempi è diventato vieppiù facile imbattersi nell'obbrobriosa dicitura: "studiare la crescenza e la decrescenza della funzione". per tutti i numi, che fetenzìa: la leggo e sento puzza di piedini sudati e di formaggio molle - la crescenza, dico (proust e le sue madeleine ci fanno un baffo.) e penso: se qualcosa è lucente, brillante o scottante non diciamo che ha la lucenza, la brillanza né la scottanza. il morente ed il vivente non hanno morenza e vivenza; né il gaudente la gaudenza, né il garante la garanza o il pimpante la pimpanza. lo studente non ha studenza, il coprente la coprenza, il deludente la deludenza, il pesante la pesanza. per il corrente ed il seccante niente correnza né seccanza. certo, è vero: dante era sommo esperto di danza (però non è vero che il dente denza). con una lente si può dar fuoco ad una lenza. e se volete una figlia vincente, chiamatela vincenza. (ah che pazienza) da Giornale intimo di una fanciulla instabile, anonimo sec. xx (postilla: nella novella "Scialle nero" dalla raccolta "Novelle per un anno" di pirandello, ci sono due occorrenza del sostantivo repenza, correlato con repente, repentino: ad esempio nella frase "il cuore le balzava in petto e le batteva con tumultuosa repenza".)
studiare la lingua
- Ha pochi studenti? - chiedi. - Chi vuole che venga? chi vuole che si ricordi più dei Cimmeri? Nel campo delle lingue represse adesso ce ne sono tante che attirano di più... il basco... il bretone... lo zingaro... Tutti si iscrivono a quelle... Non che studino la lingua, quello non vuol più farlo nessuno... vogliono problemi da dibattere, idee generali da collegare ad altre idee generali. I miei colleghi s'adattano, seguono la corrente, intitolano i loro corsi "Sociologia del gallese", "Psicolinguistica dell'occitano"... Col cimmerio non si può. da I. Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore
"idee generali da collegare ad altre idee generali": un ignaro calvino che preconizzava l'attuale orale di maturità (e tante altre cose analoghe, invero)
sicché, perché leggere i classici?
Q, q
La Q es un gato que perdió la cabeza. La q es la p que vuelve del paseo. (La Q è un gatto che ha perso la testa. La q è la p che torna dalla passeggiata.) (R. G. De la Serna, Greguerías)
memo tricks (quello che la scuola non vi insegna)
scienza e coscienza dell’i non fanno senza, facce e focacce dell’i han perso le tracce
formazione continua
dice la pupazzolina che da questa primavera un fottìo di insegnanti (ha detto proprio così: fottìo) è stato formato nell’ambito "innovazione didattica e tecnologie avveniristiche”.
infatti noi ieri abbiamo cominciato il corso di formazione per l’utilizzo di timz (che stiamo tutti quanti quotidianamente utilizzando da aprile scorso)
in due dicasi due densissime ore ho imparato:
- come ci si disconnette dalla app desktop (che non ho mai installato, ma l’informazione serviva illo tempore ad una collega, gliela girerò)
- che tra audio pessimo con video ottimo e il viceversa è meglio il viceversa (con pratica dimostrazione pratica)
- come postare annunci colorati e simpatici per i compagni di timz (new feature)
- che finché mi ostinerò a lavorare con l’app web invece dell’app desktop non avrò il privilegio di sperimentare le novità più novissime, es. la griglia con le faccine dei partecipanti alla videoriunione (che tanto hanno sempre la webcam spenta, sennò la connessione rallenta, il ritardo sprofonda i nostri dialoghi in uno psichedelico tempo dilatato ed è subito fine dell’ora) e gli sfondi finti da astrologo o venditore di palloncini
memo tricks (quello che la scuola non vi insegna)
saran belli i traditori sarà bello belzebù malebranche, malebranche a me piacciono di più
stanno con i barattieri quinta bolgia: un po’ più su malebranche, malebranche fan trombetta del lor...cu-cù
osservabili
l'altro giorno mi giunse una email dal rappresentante zanichelli: era la puntata di dicembre della rubrica "idee per insegnare le scienze". una riserva di mirabolanti sciccherie pedadidattevoli pronte all’uso, per l’insegnante motivantesfidantereale che vuol proporre ai propri pupi esperienze motivantisfidantireali nonché inclusive, digitali e sollazzevoli
bon, stavolta è stato il turno di "tre idee per insegnare in dad". sono tutte spassosissime e dai nomi burotecnici, ma questa è la migliore: le schermate relazionali.
inizi o finisci o interrompi la lezione chiedendo "e allora come va?". poi a tradimento propini uno di quei grafici totalmente privi di senso che piacciono tanto agli psicologi di donna moderna, epperò interattivo, dimodoché lo stude risponde alla tua domanda posizionando opportunamente un punto sul grafico, o tracciando una curva. profondamente diseducativo: io passo quinquenni a tentare (invano) di sfatare il mito della proporzionalità ("ogni funzione crescente è proporzionalità diretta, ogni funzione decrescente è proporzionalità inversa") che misteriosamente convive con quello della crescita, che “è sempre esponenziale". e adesso dovrei legittimare ideogrammi con rette biorientate su cui si vorrebbero rappresentare entità indefinite e non misurabili come "ottimismo" "pessimismo" "energia mentale" “stanchezza"?
ma non c'è proprio più religione, e nemmeno matematica, dico o tempora o ribes
dal Giornale intimo di una fanciulla instabile, anonimo sec. xx