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#13 RADHA MAY, When The Towel Drops
When The Towel Drops Vol1 I Italy, è una performance e mostra di Radha May (Elisa Giardina Papa, Bathsheba Okwenje, Nupur Mathur) che riporta alla luce le sequenze cinematografiche e i documenti ufficiali relativi alla censura delle espressioni della femminilità e sessualità nel cinema italiano dal secondo Dopoguerra agli anni Sessanta. A partire dai materiali preservati nell’archivio della Revisione Cinematografica e ospitati dalla Cineteca di Bologna, Radha May porta in primo piano alcune delle vicende censorie italiane e si interroga sulle logiche istituzionali e politiche che hanno portato alla rimozione di immagini e dialoghi da film come Zabriskie Point (Michelangelo Antonioni), Alle Soglie Della Vita (Ingmar Bergman), La Notte Brava (Mauro Bolognini) e Il Vedovo (Dino Risi).
Con questo lavoro, basato su diverse scene tagliate e mai viste in pubblico, Radha May riflette su come sia cambiato il concetto di accettabilità dell’espressione femminile e della sessualità dagli anni Cinquanta ad oggi, ma allo stesso tempo reintroduce nella memoria collettiva ciò che è stato rimosso e nascosto.
Hanno collaborato alla performance: Elena Giulia Abbiatici, Barbara Baiocchi, Valentina Campari, Martina Castigliani, Ornella Costanzo, Camilla Crescino, Laura D’Amore, Sabine Delafon, Giulia Floris, Helga Franza, Tiziana Gemin, #girlsinmuseums, Kamilia Kard, Chiara Ligi, Maresa Lippolis, Francesca Malagoli, Silvia Pellizzari, Elena Radice, Zoe Romano.
When The Towel Drops Vol1 I Italy è stato realizzato grazie a contributo di: MiBACT - Direzione Generale per il Cinema; Fondazione Cineteca di Bologna; Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale; Italia Taglia; Creative Arts Council, Brown University; Italian Studies Department, Brown University; Granoff Center for the Arts, Brown University, Department of Modern Culture and Media, Brown University, Digital + Media, Rhode Island School of Design, Pembroke Center for Teaching and Research on Women, Brown University, Co-Works, Rhode Island School of Design, Studio Azzurro.
#12 camerAnebbia, Tribute to Studio Azzurro
on Vimeo 28 ottobre - 13 novembre 2016
In omaggio alla lunga collaborazione, tuttora in corso, con Studio Azzurro, camerAnebbia propone tre installazioni con cui rivisita alcuni lavori celebri dello Studio, attraverso una lente apparentemente scientifica, che lascia emergere la passione per la grafica generativa e per la poetica del "codice", come metafore di quella trama digitale invisibile sottesa alle immagini e, forse, al mondo stesso. Seguendo Il Nuotatore si rivelano i modelli matematici che sostengono l’ordine delle cose visibili e invisibili, mentre uno dei Tamburi a Sud diventa una fontana interattiva, anzi, la "fontana di Fermi": la sua pelle si comporta come una superficie d’acqua e la cassa di risonanza amplifica le onde del passaggio degli spettatori. Un monitor, intanto, diventa luogo di un inatteso divertissement, in cui i nomi delle installazioni di Studio Azzurro vengono ricodificati con il linguaggio che sta sempre più conquistando la nostra comunicazione, gli emoji.
#studioazzurro #ilnuotatore (presso Royal Palace of Milan)
La Semiurgia di Studio Azzurro
di Paolo Fabbri
«Il regista semiurgo degli studi su Galileo non è però un demiurgo: l’interattività tra attori antropomorfi e simulacri digitali aggiunge nuovi metadati. L’azione del singolo e/o del collettivo sull’immagine la commisura e la trasforma; l’esecuzione partecipata attraversa con la propria cadenza quella musicale: crea il proprio ritmo che è la risultante di almeno due cadenze. Un’emergenza che varia nelle riprese dello spettacolo. Il teatro di Studio Azzurro può essere eseguito e riallestito con lo sviluppo del contenuto iscritto nell’improvvisazione interattiva del suo progetto (Galileo, studi per l’Inferno è presentato all’Opern Haus, Norimberga, 2006, e successivamente riproposto al Teatro degli Arcimboldi, Milano, 2008). Come ogni spettacolo multimediale è un allografo. A differenza della pittura e della scultura a scalpello, prevede un’esecuzione in due tempi: una partitura autografa che permette diverse esecuzioni le quali sono tutte originali rispetto alla prima. Tanto più rilevante nella realizzazione interattiva in cui la relazione tra attanti (umani e digitali) genera di volta in volta differenti manifestazioni.»
Il Lucifero di Ludovico Cardi, detto il Cigoli, un “semioforo”.
Tre immagini dallo spettacolo GALILEO. Studi per l’Inferno, Norimberga 2006.
Studio Azzurro (col naso all'insù) #studioazzurro #immaginisensibili #retroprospettiva (presso Royal Palace of Milan)
Studio Azzurro (per De Andrè) #studioazzurro #immaginisensibili #retroprospettiva (presso Royal Palace of Milan)