"L'odio dell'uomo si concentra sempre su ciò che lo rende consapevole delle sue qualità negative."
-C.G. Jung.

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"L'odio dell'uomo si concentra sempre su ciò che lo rende consapevole delle sue qualità negative."
-C.G. Jung.
«Chi preferisce PENSARE piuttosto che SENTIRE fa marcire nell’oscurità il proprio sentire. Non matura, ma nel marciume produce dei getti malaticci, che non arrivano alla luce. Chi preferisce SENTIRE piuttosto che pensare lascia il suo pensiero nell’oscurità, dov’esso appende le sue reti ad angoli lerci, tele vuote con cui cattura zanzare e falene. (...) Il pensatore accolga in sé il suo piacere, colui che sente accolga il proprio pensiero. Questo porterà a trovare la via.»
- Carl Gustav Jung (Libro Rosso)
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PS:
Jung in questo passo del Libro Rosso fa un chiaro rimando alle Funzioni della coscienza: "Pensiero" e "Sentimento", in relazione alla Teoria dei Tipi Psicologici. Sottolinea come è indispensabile per un Tipo Pensiero integrare, a livelli accettabili, la funzione Sentimento. E viceversa.
Recensioni da quarantena pt.2
La quarantena, almeno dal punto di vista della lettura, sta dando i suoi frutti e quindi ho deciso di fare una seconda lista dei libri che ho letto casomai qualcuno cercasse qualcosa da leggere per passare il tedio di queste giornate.
1) Tipi psicologici (C.G. Jung): Ormai è prassi che ci sia almeno un saggio di Jung tra i libri letti recentemente. Penso sia quello che per adesso mi sia piaciuto di più, che ho trovato più interessante. Parla dell’identificazione e del confronto tra tipo estroverso ed introverso (e sottocategorie), non solo nella psicologia, ma in moltissime branche del creato umano come: l’arte, la poesia, la filosofia, la prosa ecc ecc. Alla lettura risulta quasi sempre chiaro, come ogni scritto di Jung, e trovo, anche se non lo consiglio, che come primo passo per avvicinarsi agli studi junghiani vada bene, perché tutti i concetti vengono spiegati più volte e alla fine c’è un intero capitolo che raccoglie tutte le definizioni degli elementi essenziali trovati all’interno dell’opera.
2) Il tunnel (E. Sabato): E’ un romanzo che parla del rapporto morboso di un pittore con una donna di cui si invaghisce fino a diventare ossessivo ed ad ucciderla (niente spoiler, il libro te lo dice subito). La storia è narrata dal punto di vista dell’uomo, che cerca di spiegare i suoi processi mentali e le motivazioni che lo hanno portato al terribile gesto. E’ difficile immedesimarsi con il protagonista perché è un folle ed anche irritante, però ho trovato interessante cercare di comprendere i suoi ragionamenti e sorprendermi che alcuni pensieri non sono distanti da quelli che facciamo tutti e che è molto sottile, in alcuni casi, la linea che divide le persone normali da quelle che compiono atti orribili. Insomma la storia di un femminicidio agli inizi del novecento.
3) Requiem (A. Tabucchi): Requiem è un viaggio, tra l’onirico e il reale, del protagonista, in una Lisbona degli anni 60, in cui incontra persone del suo passato e si sofferma a riflettere su alcuni avvenimenti della sua vita e su alcune sue scelte, senza però arrivare mai davvero ad una quadra. Non c’è accettazione, ma solo una leggera riflessione, quasi uno sfiorare gli avvenimenti, che comunque sono già accaduti e che non può cambiare. Il tutto è narrato nello stesso modo in cui il protagonista agisce, in maniera quasi delicata, nostalgica, attorniato dall’amore per un paese che Tabucchi sente assolutamente suo, il Portogallo.
4) Il testamento Donadieu (G. Simenon): Simenon è famoso principalmente per il commissario Maigret, di cui forse ha scritto più di 60 libri. In questo romanzo invece si lancia su una storia familiare, di una dinastia di una piccola città e dei rapporti tra i vari familiari. Ovviamente non può mancare la morte che è il fattore scatenante di tutta la vicenda che porterà a rivedere tutti quelli che fino a quel momento erano considerati i pilastri della tradizione familiare. Il romanzo si legge molto facilmente, i personaggi risultano tutti molto interessanti e variopinti e non manca qualche colpo di scena imprevisto.
“Invece a un'osservazione più attenta risulta evidente che così non è, in quanto l'essere riflessivo tenta di dominare i sentimenti ribelli, ma in realtà può essere influenzato dalla passione più di quello che ha eletto consapevolmente a regola di vita i propri desideri oggettivamente orientati. Quest'ultimo, cioè l'estroverso, tenta di farcela però deve constatare che i suoi pensieri e i suoi sentimenti soggettivi gli intralciano il cammino. E' influenzato dal proprio mondo psichico interno più di quanto creda. Egli stesso non si rende conto dell'intenzionalità del suo sforzo, ma le persone che lo circondano la notano. Quindi, come regola di base, deve chiedersi sempre: " Cosa voglio veramente, qual è la mia segreta intenzione?". L'altro, l'introverso, con le sue intenzioni consapevoli, mediate, sa sempre cosa avvertono fin troppo chiaramente coloro che lo circondano, cioè che le sue intenzioni obbediscono a pulsioni forti ma non finalizzate, e ne sono notevolmente influenzate. Chi osserva e giudica l'estroverso tende a considerare il sentimento e il pensiero manifestati un velo sottile che nasconde solo incompletamente la fredda e mediata intenzione. Chi cerca di capire l'introverso è facilmente portato a pensare che una passione violenta sia tenuta faticosamente a freno da una razionalità fittizia. Entrambi i giudizi sono giusti e sbagliati. Il giudizio è sbagliato nei casi in cui la coscienza è più forte dell'inconscio e riesce ad opporgli resistenza; mentre è giusto quando la coscienza è più debole dell'inconscio e non riesce ad opporgli resistenza. In tal caso erompe con violenza ciò che giace nel fondo: nell'uno l'intenzione egoistica, nell'altro la sfrenata passione, l'impulso elementare che si sottrae a ogni considerazione.”
- Tipi psicologici. (C.G. Jung)
Enneagramma e ipnosi sono sicuramente i due strumenti di lavoro interiore più antichi e potenti ma, allo stesso tempo, più male interpretati e male utilizzati...
L'intelletto rifugge dal fare quel passo che lo porta fuori dalla propria cerchia e a rinnegare la propria validità universale, poiché per esso tutto il resto non è altro che fantasia. Ma vi è mai stato qualcosa di grande che non abbia cominciato con l'essere fantasia?
Tipi Psicologici C. G. Jung
Il quadro però muta, quando il valore dell'oggetto viene ad essere accentuato. Si produce allora una tale assimilazione del soggetto all'oggetto che il soggetto del sentimento viene più o meno a eclissarsi. Il sentimento perde il carattere personale, rimanendo puro sentimento in sé e per sé, e si ha quasi l'impressione che l'intera personalità si risolva nel singolo sentimento contingente. E poiché nella vita si succedono continuamente situazioni che provocano tonalità di sentimento diverse e talora fra loro contrastanti, la personalità si risolve in altrettanti sentimenti distinti.
Carl Gustav Jung, Tipi psicologici
E voi? Di che pasta siete fatti?
(Unoetrino per la scienza)
"Questo tipo estroverso, che basa la sua vita e le sue attività sui principi del pensiero, è probabilmente tra i 16 tipi, quello che possiede le maggiori capacità di leadership. È infatti in grado di analizzare i problemi con rigore logico, con obiettività e distacco. E grazie all'appoggio dell'intuizione, la sua funzione secondaria, è in grado di avere una visione d'insieme dei problemi e di anticipare le tendenze. È quindi un ottimo stratega. A queste qualità associa la capacità di organizzare i fatti, di pianificare le azioni e di essere innovativo. Gli piace decidere e prendere decisioni. Basa le sue azioni su un insieme di regole e di ferma autodisciplina. Non sopporta il disordine e impone degli standard elevati. È spesso una persona ambiziosa che dedica gran parte della sua energia alla propria carriera. La sua funzione inferiore è il sentimento. Può quindi mancare di sensibilità nei confronti dei bisogni e dei sentimenti delle persone. Questa mancanza d'interesse e d'attenzione nei confronti della sfera emotiva può renderlo duro, critico e poco paziente nei confronti delle persone che non si adeguano alle sue regole o alla sua efficienza. Può essere un capo brusco che intimidisce o che non riesce a dare riconoscimenti positivi ai suoi collaboratori. D'altro canto, la sua capacità di affrontare i problemi in maniera impersonale gli consente di prendere decisioni difficili e impopolari. Compensa questa sua carenza con una gestione imparziale degli uomini. Evita i favoritismi e se non è limitato dal proprio carrierismo, antepone l'interesse del gruppo o dell'organizzazione agli interessi individuali. Il suo stile di leadership poco "sentimentale" è forse il più efficace di tutti e, sul lungo periodo, è apprezzato dai collaboratori. È aperto alle novità e dimostra sovente di essere interessato a problemi di carattere intellettuale o teorico. Spesso è anche un abile oratore. Essendo una persona veloce, amante dell'azione e disposto ad accettare le sfide, può essere travolto da un numero eccessivo di progetti con la conseguenza di non dedicare tempo sufficiente a ciascuno di essi e di prendere decisioni affrettate e sbagliate. Inoltre, essendo così spesso assorbito dalla sua carriera, corre il rischio di non riuscire ad equilibrare correttamente la propria vita privata con quella professionale. Il più delle volte, chi finisce col farne le spese è la sua vita privata."