♠️_Gli opposti non sono elementi contrari tra loro,ma le componenti di una stessa unità..
Buona sera 🖤🌹
©️Licaonia Lupe
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©️Licaonia Lupe
Il Sistema “cattivo”: come funziona - perché ti serve
Premessa: io mi occupo di piani evolutivi e di sviluppo interiore, ma per sintesi terrò fuori il più possibile la parte esoterica.
Capire i processi del Sistema solo attraverso la mente significa tradurre qualcosa di cui non puoi comunque arrivare all’origine, perché la stessa mente è integrata al Sistema, cioè condizionata.
Tuttavia, proprio come si studierebbe qualsiasi costruzione biologica o artificiale, si può studiare il Sistema per osservarne il funzionamento, senza cercare la morale, ma osservando il come e il perché delle sue dinamiche.
Il Sistema non è cattivo, è programmato per svolgere delle funzioni, esattamente come il cervello umano è “progettato” per pensare.
Due di queste sono:
Funzione di contenimento, cioè il Sistema delimita razze e coscienze immature o corrotte, non pronte per livelli superiori di esistenza.
Parallelamente, funzione selettiva, cioè il Sistema funge anche da filtro e da formazione, mette alla prova, e consente a coloro che sviluppano le qualità necessarie di accedere a piani più evoluti.
Dunque, in apparente paradosso, da un lato ci sono ostacoli continui, pressioni, sabotaggi, condizionamenti, indottrinamenti; dall’altro, si vivono sfide per superare il processo stesso e avere risorse che servono per accedere a Sistemi Superiori di civiltà: volontà, autonomia, discernimento, condivisione, coscienza di sé, ecc.
Il motivo per cui è stata scelta la strada dell’ombra (dolore, ostacoli, costrizioni, bugie) per fare evolvere i terrestri, non è definito, ma il paradosso non è un errore. È un meccanismo deliberato, o comunque funzionale. Chi riesce a vedere oltre la superficie dell’esperienza quotidiana, osserva che la natura manifesta spesso questa doppia faccia: compressione e rilascio, crollo e rinascita, perdita e trasmutazione. Il parto, la metamorfosi del bruco, la formazione dei cristalli, la morte come soglia, sono tutti esempi in cui il dolore accompagna l’emergere di una forma nuova attraverso la rottura di un equilibrio e la spinta “distruttiva”. Nessuna leva evolutiva appare quasi mai “gentile”.
Così anche nel piano umano: la frizione, la crisi, la disillusione sono spesso le leve che spingono l’individuo a interrogarsi, a rompere automatismi, a prendere atto del suo senso del vivere.
E qui si tocca un interrogativo: perché non spiegare chiaramente alle persone cosa fare e cosa sia o non sia il Sistema (?)
Il punto è che se a un gruppo di addormentati dai indicazioni su cosa fare, essi lo faranno perché una guida glielo dice, eseguono, si rieducano persino, ma sempre in modo meccanico, imitativo e senza mai sviluppare coscienza. Chi agisce per istruzioni, per paura, per desiderio di approvazione o per imitazione, resta prigioniero di un comportamento indotto, di una mente sabotante, mai consapevole.
Una specie che esegue ciecamente, non si corregge, non produce responsabilità, non ha una logica discriminante, puoi insegnarle tutto, ma avanza senza comprendere niente, o fa quello che deve solo perché teme conseguenze. In ogni caso non diventa nient’altro che il contenitore di altri indottrinamenti, senza avere mai cognizione di sé, del proprio compito e dell’impatto che genera all’esterno.
Nessun Sistema Superiore (più complesso, più coeso, più cosciente) accoglierebbe mai al suo interno entità addormentate. In questa prospettiva il Sistema crea lo sforzo di indurre atti di volontà intenzionali, per chi sceglie, per chi vuole realizzare un mutamento consapevole.
Insegnare verità non equivarrebbe a far nascere la consapevolezza di quelle verità. E questo è un nodo fondamentale. Lo sviluppo autentico richiede una scelta interiore, una necessità precisa. Senza di esso, ogni conoscenza si riduce a condizionamento, ogni strumento a giocattolo, ogni informazione a schieramento e ogni cambiamento a un ennesimo schema illusorio.
Il Sistema processa, ma la coscienza non si trasmette. Bisogna attraversare la soglia della mente per evolvere.
Questo è il compito dei terrestri e a questo ti serve l'ombra.
- [postilla: il paradosso come per tutto il visibile, rappresenta due facce di una stessa medaglia (separazione); basterebbe che l’uomo si rivolgesse al suo interno e prestasse attenzione all’Unità, per compiere dei passi evolutivi].
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Alle donne che leggono: la vostra voce vale, la vostra storia conta, e il mondo è migliore quando non smettete di esistere a pieno.
Agli uomini che leggono: il cambiamento comincia da voi. Non basta non fare del male, bisogna scegliere ogni giorno di essere parte della cura.
SticazziZeneca
Ci hanno fatto credere che, davanti a un nemico comune per la Terra, l'intera umanità avrebbe saputo mettere da parte le varie rivalità, unendosi in un'unica forza che ci avrebbe potuto salvare.
Così tutte le Nazioni impegnate nel condividere tecnologie e risorse avrebbero creato gli Jaegers per combattere i temibili Kaiju; avrebbero mandato esperti di trivellazioni su un grande asteroide che sta impattando con la terra; oppure sarebbero riusciti a unirsi per combattere gli alieni. Capaci di costruire enormi arche per salvare genti e animali da immensi cataclismi. Combattere enormi creature chiamate i Titani.
Insomma l'umanità compatta avrebbe messo da parte egoismo, interessi personali e giochi di potere per lottare tutti insieme.
E se l'unità d'intenti degli umani non sarebbe bastata allora sarebbero apparsi degli supereroi, a salvarci e proteggerci.
La realtà ha superato le sceneggiature cinematografiche, mettendoci davanti un nemico invisibile, che non fa tremare la terra ne offuscare il cielo.
Infinitesimamente microscopico è apparso come evoluzione di sue antecedenti versioni, il coronavirus SARS-CoV-2 ha fatto uscire tutta la debolezza, l'incapacità, l'egoismo, la mala organizzazione e l'approfittarsi per profitti economici dell'essere umano, delle Nazioni, delle organizzazioni pubbliche e aziende private.
Nessun eroe che comandandoci ci salva, nessun supereroe a difenderci. Nulla di tutto questo.
Anche da una emergenza sanitaria ne escono le solite abitudini dell'uomo; gli interessi delle nazioni, i giochi di potere, le lobby per speculare sull'emergenza, le organizzazioni criminali per lucrare di più, affaristi, banche e broker che ne approfittano per mettere in piedi dei sistemi senza scrupoli per la gente. I politici che pensano, dicono e non fanno.
La gente, la gente comune invece di unirsi si divide, si contraddice, litiga e aggredisce.
Spreco, pasticci, mala organizzazione, contraddizioni, notizie false e fuorvianti, disperazione, affari poco leciti, egocentrici che sfruttano la situazione per mettersi in vetrina.
Ma anche tanti, tanti e ancora tanti che credono che tutto andrà bene, che il bene vincerà.
Non capendo che il male che il nostro più grande nemico, siamo ancora noi stessi.
Questo è uno sfogo, scritto in una fredda notte da un padre di famiglia. Stanco di doversi svegliare ogni giorno ed essere investito da una pressione mediatica di terrore, di subire negligenza e superficialità da chi dovrebbe tutelare i cittadini a fronte di lauti compensi, da chi cittadino come lui ma lavorando per un ente pubblico si nasconde e tira a campare facendo il minimo indispensabile. Poiché il suo stipendio è intoccabile.
Ci sono imprenditori, liberi professionisti, malati terminali, indigenti e persone sole che stanno sprofondando nell'indifferenza di chi ha ancora fiato ed energie per vivere comunque.
Ma fiato ed energie non durano per sempre, alla fine il fiatone e la stanchezza arriveranno anche per altri se non si reagirà per tempo.
IL MESSAGGIO DI WILL SMITH ALLA MOGLIE CHE COMMUOVE LA RETE
“Questa foto è stata scattata 20 anni fa a casa di tua mamma. È un sacco di tempo fa! Così ho deciso di fare un po’ i conti… Ti ho cantato buon compleanno 20 volte e comprato 19 regali (ero impazzito, quell'unico anno). Ti ho guardata soffiare 693 candeline (737 dopo stasera). Ti ho detto "Ti amo" almeno 8.285 volte. E, dei quasi 3,96 miliardi di donne sul pianeta, ce n'è solo una con cui voglio spendere il resto della mia vita.
Buon compleanno, amore mio!”
~ web
Che la cosa che più ti frega è l'associazione. Associ cose alle persone e poi quando queste non ci sono più tutte quelle cose rimangono e le situazioni te le ripropongono anche più frequentemente del normale, o almeno tu cogli così per un principio psicologico di cui ora non ricordo il nome e quindi ti ritrovi con la testa dove non vorresti e devi fare operazione di sottrazione per riuscire a non rovinarti la serata.
La vita è tutta un'operazione di sottrazione, fin quando non rimani solo tu e se sei fortunato prima o poi incontri qualcuno che aggiunge qualcosa, basta anche solo una cosa, un'unità, e tutto ritorna ad avere senso, come gli insiemi matematici che funzionano solo se, stabilito il valore dell'unità e le sue proprietà, queste valgono ancora quando inizi ad operare con numeri che sono somme algebriche di quell'unità.
Insomma, non funziona niente se vale solo per te ma tutto ha senso se vale per te ed un'altra persona almeno.
Muro del senso comune
Oggi voglio parlarvi di Gon, il protagonista di HunterxHunter.
In una puntanta Gon e i suoi amici si trovano ad affrontare l’esame per diventare Hunter, sono arrivati ad una dura prova, sono in cinque e si trovano davanti ad una scelta scomoda. Una strada permette il passaggio di tutti ma è lunga e difficile, impiegherebbero 45 ore. Percorrendo l’altra circa 3 minuti, ma possono accedervi soltanto 3 persone.
Si vota Cerchio per quella lunga e difficile o Croce per quella corta e facile. Se la maggioranza voterà Croce, la porta si aprirà solo nel momento in cui due di loro verranno ammanettati e le persone in questione non potranno muoversi fino allo scadere del tempo.
Sono quasi tutti decisi a combattersi tra di loro pur di superare l’esame.
In questa situazione solamente Gon riesce a rimanere lucido, infatti afferma:
Che cosa significa questo? E’ un grande esempio di Leadership, un bravo Leader unisce tutti, non divide. E’ stato capace di vedere oltre il limite. Mentre il gruppo vuole scegliere la strada breve e perciò lasciare indietro due persone, Gon ha avuto il coraggio di esprimere i suoi sentimenti più sinceri. Preferisce fallire l’esame che lasciare qualcuno indietro.
Mentre gli altri litigano e si combattono Gon trova la soluzione.
Riesce a convincere gli altri a votare per aprire la porta che dava accesso alla strada lunga e difficile.
Ed entro il tempo limite rompe il muro per percorrere quella corta e facile. Questo ha permesso loro di passare in cinque. Quello che Gon è riuscito ad abbattere non è un semplice muro, lui è riuscito a distruggere il muro del senso comune.
Ha rotto le catene che legano tutti noi, è stato capace di agire senza la paura delle conseguenze e del fallimento. Ha avuto il coraggio di rischiare e ha fatto vincere l’intero gruppo.
Da Gon possiamo imparare che le soluzioni esistono, che la vittoria non significa la sconfitta di altri, si può anche vincere insieme. Ed infine, ciò che ci blocca è soltanto la paura, superata questa potremo anche noi distruggere il muro del senso comune.
guardati intorno, siamo sei miliardi
tu sei solo un unità