85 le vittime del terrorismo fascista.
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85 le vittime del terrorismo fascista.
Ieri a “Notti Mondiali” Marco Tardelli ha avuto il coraggio di dire in Rai quello che hanno pensato più o meno tutti sulla sospensione della squalifica del bomber statunitense Folarin Balogun in vista dei Quarti col Belgio.
“Questa è una gran brutta cosa. A parte la volontarietà o meno, questo era fallo e, di conseguenza, non andava annullata la squalifica.
Ma in questo Mondiale si può fare di tutto, basta ricevere degli ordini…”
Il riferimento era ovviamente alla telefonata di Trump al Presidente Infantino per fargli ritirare la squalifica.
Apriti cielo!
A quel punto la conduttrice Paola Ferrari, in imbarazzo totale, prima finge di non aver capito:
“Dei…?”
Ma Tardelli non arretra di un millimetro:
“Degli ORDINI!”
Paola Ferrari, in pieno allarme, se ne dissocia pubblicamente, non si sa neanche bene a nome di chi.
“Hai detto una cosa importante, te ne assumi la responsabilità…”
Tardelli:
“Certo che me ne assumo la responsabilità”.
Tardelli ha detto la pura e semplice verità, rivelata peraltro dal Nyt e confermata da Afp e Associated Press.
Ha detto quello che, normalmente, avrebbe dovuto dire il o la giornalista.
L’unico peraltro ad avere il coraggio di dirlo in diretta, sulla Rai e ad assumersene la responsabilità.
Ma d’altronde uno il coraggio, se non ce l’ha, non se lo può dare.
Bravo Marco!
Lorenzo Tosa
Se passa l’idea che anche le regole generali, globalmente riconosciute e rispettate, possono essere superate di punto in bianco solo per compiacere e favorire qualcuno, allora anche la credibilità sportiva della più alta competizione calcistica mondiale è persa. Il gioco è finito!
Critiche pesantissime da ogni parte del mondo. Malagò: "Una assurdità". Rudy Garcia: "Il 5 luglio è il 1 aprile". Blatter: "I cartellini non
Highly useful!
Capo caccia
Amazing view - Bark Europa in Antarctica
🎥 @niekvanhalteren
Wow! Terrifying moments with a very huge Great White…
The magical mistery door tour…✨🎈
Marvellous! ✨
Galleria Umberto I, Napoli, Italia ©️my photo
Mariah Carey - All I Want For Christmas Is You
Christmas without Mariah? Impossible.
"Englishman in New York" es una de las canciones más emblemáticas de Sting, pero cuando salió de gira con Shaggy en 2018, le dieron un giro de reggae que resaltó sus dos puntos fuertes. El original fue inspirado por el amigo de Sting Quentin Crisp, un escritor y narrador inglés abiertamente gay que se había mudado a Nueva York a finales de los 70. Sting admiraba el coraje de Crisp al vivir auténticamente, incluso cuando significaba enfrentarse a la discriminación. La canción se convirtió en un tributo a la individualidad y la resistencia en un mundo a menudo implacable. Cuando Shaggy se unió a Sting para interpretarlo en vivo y en su álbum colaborativo 44/876, trajo un surco caribeño y su marca registrada sabor dancehall, que transformó la canción en algo celebratorio en lugar de reflexivo.
Vía @jambandclips
Figli di un dio minore…
Gaza è immersa nel silenzio assordante dei media che non ne parlano, come se tutto fosse passato, finito, seppellito come le migliaia di morti palestinesi. Invece la tragedia continua, i razzi si fanno sentire, gli aiuti umanitari non passano, i coloni israeliani attaccano, uccidono, imperversano su quel che resta di questi territori martoriati. Eppure tutto tace, qualche trafiletto e qualche veloce commento qua e là e poi il nulla.
Gaza stuprata, violentata, uccisa...
Gaza, Guernica...