Avevo una specie di sogno.
Ora sono qui, dove avevo desiderato essere.
Eppure sono ancora ferma, stanca, indecisa.
Rassegnata.
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@urladisumane
Avevo una specie di sogno.
Ora sono qui, dove avevo desiderato essere.
Eppure sono ancora ferma, stanca, indecisa.
Rassegnata.
Farai meglio a rassegnarti. Dal momento in cui si riceve la vita, non c’è via di scampo. Questo vale per te così come per me. Per quante cose belle possano capitarci, in vita non troveremo mai l’uguaglianza. Se da un lato c’è qualcuno che se ne va serenamente, assistito dai famigliari, c’è anche chi muore così, senza una famiglia, in un appartamento buio nella più completa solitudine. Ricchi o poveri, belli o brutti, prima o poi tutti moriamo. E solo nella morte, siamo finalmente tutti uguali.
–Reiji Miwa
"Ogni vaso può contenere solo una certa quantità di gocce e più gli anni passano e più la quantità aumenta.Guardandomi negli occhi continuò il su discorso dicendomi che, nonostante potessi contenere solo qualche goccia, a me era toccato il mare e avrei dovuto smetterla di incolparmi per non essere riuscita a contenerlo e per essere stata dilaniata da esso. Se avessi continuato a sentirmi in colpa avrei distrutto quel vaso riempiendolo di crepe e poi non sarei riuscita a contenere neanche una singola goccia.Anche tu, come me, quando sei felice ti chiedi dove sia il tranello?Anche tu ti chiedi quando arriverà il momento in cui la tua stabilità, il tuo equilibrio e la tua felicità verranno distrutte?Se lo fai sei molto simile a me.Io ho paura.Tu hai paura?So che la mia vita è un continuo susseguirsi di periodi più o men luminosi e bui.Ho imparato a prendere più luce possibile per poter poi affrontare i periodi bui ma a volte l’oscurità è così profonda che il pallore di quella flebile luminosità basta solo per pochi istanti."
“Non volevo vivere ciò che non era vita, la vita è così cara; né volevo praticare la rassegnazione, a meno che non fosse del tutto necessario…”
— Henri David Thoreau
“Ho paura di rassegnarmi, di guardarmi intorno e pensare “In fondo che vuoi che sia? Lascio tutto così e non ci penso più”. Io voglio pensarci, ci voglio pensare sempre, ci voglio credere, ci voglio sperare. Io ci voglio affogare, nelle mie speranze.”
— Susanna Casciani
25.01
Mi arrabbio perché mi arrabbio. Perché continuo a restarci male, perché continuo a dare aspettandomi di ricevere.
Sono come ad una fermata dell'autobus sbagliata. Aspetto sempre quello giusto ma non passa mai. Nel mio autobus, quello che aspetto, c'è tutto il bene del mondo, la comprensione, la gentilezza, l'empatia e la trasparenza, c'è il darsi agli altri senza interesse, il donare il proprio tempo con consapevolezza. E dunque mi arrabbio perché niente di tutto questo arriva. Perché ho come un cartello sulla testa con sopra scritto " vabbè tanto sono io, non c'è problema" che autorizza gli altri a fare ciò che vogliono ma soprattutto a non fare che è anche peggio. Ed io mi arrabbio e mi arrabbio anche perché mi arrabbio, perché non dovrei. Perché mi viene detto "non ci pensare più, non fare nervi, elimina la negatività, lascia fare, non te la prendere", come delle nuvolette intorno che però io scaccio via con la mano. Perché l'indifferenza è sintomo di superiorità, di maturità, ma é anche l'arte di chi non ha interesse. Perché il silenzio è segno di educazione e bontà ma spesso viene frainteso in "fai di me ciò che vuoi". Ed io mi arrabbio. Perché prima non era così, prima qualcosa si salvava, prima qualcuno si salvava. Ora no.
Le persone non cambiano, alzano solo muri più alti per nascondere la propria natura, quello che stanno facendo con te, era già stato fatto e lo rifaranno poi con un'altra, così, via dicendo all'infinito, incapaci di stare soli andranno a zonzo a fare male. Finirete negli stessi posti dove prima ci portava anche lei, vi dirà le stesse frasi, vi darà le stesse attenzioni, vi scoperá nello stesso modo, vi darà le medesime delusioni, avrà le stesse reazioni. Vi accorgerete che ci saranno gli stessi step fino alla fine. Se siete fortunate nel frattempo non penserà alla precedente, vi propinerá anche per suo ciò che era di qualcun altro. Si manderà infine tutto a puttane sfumato l'entusiasmo iniziale, ed in qualche mese, entrambi come nuovi. Non stateci male che non ne vale la pena. Nessuno è diverso, e se vi dice il contrario è solo più cane degli altri.
“Non abbiamo bisogno d'amore, ma di qualcuno da amare, penso.”
— Sebastian(CoCo).
La verità è che hai scoperto il peggio di me senza accorgertene perché ho avuto pazienza nel mostrartelo, sono stata paziente, non volevo tu scappassi così te l'ho mostrato piano piano, tempo dopo tempo, abbraccio dopo abbraccio, passo dopo passo, caduta dopo caduta, nuotata dopo nuotata, salto dopo salto, bacio dopo bacio, carezza dopo carezza, sorpresa dopo sorpresa, lacrima dopo lacrima, urlo dopo urlo… Ho aspettato, non volevo ti spaventassi, ma non importa perché sono stata così delicata nel far fluire me stessa su di te che per te nulla è cambiato. Un giorno mi odierai per averti rovinato la vita, per averti fatto credere che avremo potuto vivere quest'amore, per averti fatto credere che potesse funzionare nonostante tutto e tutti, nonostante io sapessi che era tutto un inganno, ma sai io ti amavo davvero, ti amo ancora, e non ho resistito a quel subdolo egoista istinto di fartelo sapere; ma io lo so, so che riuscirai a odiarmi, perché sai che non puoi amarmi per sempre dopo tutto quello che ti ho fatto, non importa se io ero la tua vita se ti svegliavi per me, se aspettavi la sera solo per venire nel mio letto, non importa, perché ti ho ferito, io ho distrutto quello che eravamo. Perciò anche se ti amerò per sempre, spero tu possa odiarmi un giorno… Per sempre tua *******
TheRipMe (via theripme)
Lettera a me stessa.
Ho avuto da ridire su molto per quanto riguarda i miei sentimenti. Mi sono messa in discussione pur sapendo di perdere contro me stessa. Esiste una parte di me talmente forte e irruente, da sovrastare la me più timida, quella intima e che più sento vicino. Non c'è molto da dire, non ho mai abbastanza parole per me. E allora preferisco dire semplicemente: sono. Io sono. Sono perché effettivamente esisto, vivo, respiro, mangio fin troppo, bevo, gioisco, mi rattristo. E quindi semplicemente sono. Mi piace lasciarmi in sospeso, sono su un filo aggrappata con il mignolo della mia mano. Ora sto per cadere, ora sto per raggiungere un equilibrio. Ma né nel primo e tantomeno nel secondo caso riesco nel mio intento. Sono in perenne attesa. E dopo questo ragionamento allora aggiungo alla parola sono, anche attendo. Io sono e attendo. Due verbi che mi descrivono. È strano perché non dovrebbero essere due voci verbali a descriverti, bensì due aggettivi, ma non per me. Io sono. Cosa? Sono. Io attendo. Cosa? Attendo. Non mi etichetto, non appartengo a nessuna schedata. Sono felice, triste, apatica? Non lo so. Io preferisco fermarmi al verbo. Sarà forse perché ascolto solo e sempre le parole degli altri e mai le mie. È un vizio che non riesco a togliermi, come chi fuma e se ne frega che fa male alla salute. Io ascolto gli altri e mi ferisco con le mie stesse mani. Masochismo? Non direi. Più che altro è amore verso il prossimo. Mi sta a cuore ciò che pensano di me, sentono di me. Superficiale? Non mi sento così, ma posso apparire. Ecco. Io sono, attendo, appaio. Man, mano che parlo di me trovo nuovi verbi, ma non aggettivi. Strano, tutto molto strano. È un aggettivo che potrebbe appartenermi, ma nemmeno. Io non appartengo a nessun aggettivo perché nessuno lo sento mio. Io sono di me stessa, ma qualche volta questo non lo tengo a mente. Io concedo agli altri la mia disponibilità talvolta escludendo le mie priorità. Io sono, attendo, appaio e concedo. Potrei andare avanti per ore, anche solo per capire quello che davvero credo di essere. Ma non rientrerebbe nei miei parametri che ancora non conosco, ma che so esistono. E quindi per il momento, piacere: Io sono, attendo, appaio e concedo.
Sei caduta a pezzi? Ottimo. Rimettili insieme nel modo che più ti aggrada.
Organizza la tua giornata in modo da non avere spazio per il tempo libero. Prendi più impegni che puoi e sii eccellente in ciascuno di essi. Svegliati di buon’ora, vai a lezione tutti i giorni, prendi appunti, non distrarti. Vai in biblioteca dopo le lezioni, mangia mentre studi, esci dalla biblioteca all'orario di chiusura. Torna a casa, mangia, porta fuori il cane e poi studia ancora. Vai a letto con il mal di testa. Vai a letto così stanca, così distrutta, da addormentarti in 5 minuti.
Tieniti occupata. Fa in modo di essere così impegnata, così stanca, che quando finalmente avrai del tempo libero lo userai per dormire e per rilassarti. Aumenta sempre di più i tuo standard sino a farli diventare impossibili, inumani. Gioisci quando riesci a raggiungerti, arrabbiati quando questo non succede. Sfrutta la tua rabbia per migliorare, attingi da essa ogni qualvolta vorrai arrenderti. Confronta te stessa con gli altri, spronati a far di più, a diventare come loro prima e meglio di loro poi. Sii ambiziosa, testarda, inarrestabile.
Sei triste, sei delusa, sei arrabbiata. Non lasciare che queste cose ti consumino, non lasciare che questi sentimenti ti distruggano. Usali. Usali per migliorare, per diventare più brava, per diventare una delle migliori. Non permettere alle tue emozioni, a qualunque cosa ti sia successa in passato, di danneggiarti. Non cadere a terra, non buttarti sul letto a piangere. Perché se lo fai rischi di non alzarti. Voglio che tu combatta, che ti impegni a restare in piedi. Dentro di te ci sono sentimenti in grado di avere il sopravvento. So che puoi sentirli, quasi vederli. Combattili. Distruggili. Usali.
“Non credo ci si possa aspettare che qualcuno voli sotto di noi a salvarci. Credo ci si debba salvare da soli.”
(via ehysoulsister)
Scusami se me ne sono andata Ti perdono per non avermi fermata
lunacostante (via lunacostante)