E Picierno che dice??

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@vimollo
E Picierno che dice??
Arriva da Venezia. Ed è il premio nazionale per le spiagge libere che ho ricevuto da Legambiente e Touring Club Italiano. Ecco. Voglio dedicarlo a tutti voi. Voglio dedicarlo ad ognuna delle centinaia di migliaia di persone che, da tutta Italia, ininterrottamente, da stamattina, stanno sostenendo la presa di posizione a favore di chi vive le spiagge libere.
Ve lo confesso. Mi ha davvero emozionato questa enorme onda popolare che chiede più diritti e meno clientelismo. Che bello.
Perche questa non è più solo una giusta battaglia locale. Non è più soltanto una questione che afferisce alle città italiane che affacciano sul mare. Ma è una sacrosanta vertenza che gli italiani ritengono assolutamente prioritaria. Quella della liberazione dei beni comuni. Quella della cacciata di chi occupa beni pubblici. Ci riguarda tutti.
Più coraggio e meno padroni. E più testa alta.
Sappiatelo. Noi continueremo a mantenere la schiena dritta. Ed a non tollerare soprusi. Mai. Ognuno faccia la propria parte. Perché possiamo scrivere una nuova pagina di partecipazione. Per le spiagge libere. Per i beni pubblici.
Grazie a tutti voi, “pezzenti”. Siamo una squadra che non ha confini. E siamo forti. Insieme, ci riusciamo. Un passo alla volta.
Ieri il titolare di uno stabilimento balneare della sua città ha definito con disprezzo chi utilizza la spiaggia libera “un pezzente”.
Allora il sindaco Josi Della Ragione, ha risposto così:
“Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene.
Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i bagnanti e per i lavoratori. Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in spiaggia più diritti, più tutele. Così libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione.
Perché il vostro tempo è finito.
È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di ‘abusivo storico’. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché ‘il varco del lido è proprietà privata’.
Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio.
I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa.
Ve l’ho promesso: ci riusciremo”.
I fasci sono gente semplice. Qualche anno fa avevano dato loro una parola d'ordine: "Ruspa!" e ripetevano quella sotto ogni post. Li ricordate? Teneroni.
Da qualche tempo hanno insegnato loro una nuova parola: "Remigrazione!" e la ripetono ossessivamente. Come un bambino che impara a dire "culo" e lo dice tutto il giorno; la differenza è che neanche un bambino si sognerebbe di pensare che "culo" possa essere un programma politico.
Il fatto che in questi anni, in un modo o nell'altro, l'estrema destra abbia quasi sempre governato e mai abbia trovato una soluzione alle questioni, a loro neanche li sfiora. Hanno una nuova parola e ora si baloccano con quella. Gente che vive di obiettivi sbagliati e vota la paura, pensando di votare la disciplina.
Saverio Tommasi
Se cercate la misura del baratro in cui è sprofondato questo Paese, eccola.
Teatro Comunale di Vicenza, domenica pomeriggio. Sotto i riflettori, davanti a 400 persone in piedi che urlano "generale, generale", due uomini adulti si tolgono la maglietta e restano a petto nudo.
Sono Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani, conduttore della Zanzara su Radio24.
Si infilano una t-shirt bianca. Sopra c'è scritto: "Siamo tutti Mario Roggero".
La sala impazzisce tra gli applausi.
Bene. Allora vediamo cosa significa essere tutti Mario Roggero.
A Grinzane Cavour, il 28 aprile 2021, tre rapinatori entrano nella gioielleria di Mario Roggero. Uno ha un coltello. L'altro impugna una pistola giocattolo. Il terzo aspetta in auto.
La rapina finisce. I tre escono, stanno salendo in macchina per fuggire.
A quel punto Roggero prende la sua pistola vera, esce dal negozio e li insegue in strada.
Spara alle spalle di chi sta scappando. Uccide Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. Ferisce Alessandro Modica, 34, alla gamba.
E mentre Spinelli, colpito a morte, riesce a trascinarsi per qualche secondo sull'asfalto, Roggero lo raggiunge e lo prende a calci in faccia. Mentre agonizza, mentre muore.
Lo dice la sentenza della Corte d'Appello di Torino del 3 dicembre 2025, che ha condannato Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione per omicidio volontario:
“L'esplosione di plurimi colpi dall'arma utilizzata da Roggero" è avvenuta "all'esterno della gioielleria, sulla pubblica via, in un momento nel quale l'azione violenta minacciosa da parte dei tre autori della rapina era conclusa e gli stessi stavano per salire sulla loro automobile per allontanarsi".
Ecco. Adesso sapete cosa vuol dire indossare quella maglietta.
E ieri pomeriggio, un europarlamentare si è denudato per rivendicare tutto questo. Accanto a lui un conduttore radiofonico ha replicato la pagliacciata.
Poi Cruciani, al microfono, ha lanciato la proposta a Futuro Nazionale: "Candidate Mario Roggero".
Candidatelo. Mandatelo in Parlamento. Fategli scrivere le leggi italiane su giustizia, sicurezza, legittima difesa. L'uomo che ha inseguito in strada chi fuggiva e gli ha sparato alle spalle. L'uomo che ha preso a calci in faccia un moribondo sull'asfalto. Mandatelo a rappresentare l'Italia.
Esiste una differenza tra difendersi e giustiziare.
Tra proteggersi da una rapina, un crimine ovviamente odioso, e inseguire in strada chi scappa per finirlo a terra.
Quella differenza ha 3800 anni: si chiama fine della vendetta privata.
“Occhio per occhio” è il Codice di Hammurabi, 1750 avanti Cristo. Da allora l’umanità ha fatto un piccolo passo avanti: ha deciso che a punire non è la mano del singolo armato in mezzo alla strada, ma la legge. È la differenza tra la civiltà e la barbarie. E ieri, a Vicenza, un teatro intero ha applaudito il ritorno alla barbarie.
Questa è la destra italiana del 2026. E la chiamano “futuro” nazionale”.
Da Abolizione del suffragio universale
✨🌱✨
Gianni Alemanno esce da Rebibbia, si fa intervistare dal Corriere della Sera e regala alla destra italiana una delle perizie più tragicomiche mai prodotte.
La commissiona da solo, la svolge da solo, e la annuncia raggiante:
"Ho trovato una grande empatia, poi, non ci crederete, ma la maggior parte dei detenuti sono tutti di destra. È strano ma è così".
Alemanno è convinto di fare un complimento. Vuole raccontarci una destra calorosa, solidale, umana persino in cella. E con il sorriso di chi porta una buona notizia certifica una cosa sola: il posto d'Italia con la più alta concentrazione di destra è la galera.
Il campione, del resto, è perfetto. Un penitenziario è pieno di gente condannata per aver violato la legge. Alemanno entra, si guarda intorno, fa la conta e scopre che la maggioranza la pensa come lui.
Lui lo spaccia per un dato sull'empatia. È un dato sulla vocazione di un'intera area politica.
Il bello è che nel campione rientra pure lui: condannato in via definitiva per traffico di influenze illecite e abuso d'ufficio. Parte integrante della statistica che annuncia col sorriso.
Trent'anni a ripetere che a delinquere sono sempre gli altri. Un anno e mezzo a Rebibbia per scoprire che a farlo sono i propri simili.
Grazie del dato, Gianni. Sulla predisposizione della destra alla galera, da oggi abbiamo un più che attendibile testimone.
da Abolizione del suffragio universale
Ilaria Cucchi
Oggi la Cassazione ha scritto la parola fine sull’uccisione di Stefano Cucchi e sull’annientamento morale e fisico della mia famiglia che ne è conseguito.
Queste lacrime le dedico ai Generali Alessandro Casarsa e Vittorio Tomasone.
Il primo, nel momento in cui le versavo, era diventato niente di meno che il comandante dei Corazzieri del Quirinale. Il secondo era in pole position per la carica di Comandante Generale dell’Arma.
Casarsa ha scritto la causa di morte di Stefano ancor prima che venisse effettuata l’autopsia con parole esatte che verranno riportate poi dai medici legali di un processo che il pm Musarò ebbe a definire kafkiano. I testimoni erano i responsabili del suo omicidio mentre gli imputati erano i suoi testimoni.
Tomasone, nel giorno in cui comunicò a tutta la stampa nazionale la telefonata di condoglianze a mia madre non mancò di aggiungere falsamente, dall’alto della sua autorevolezza, che però Stefano Cucchi era un tossicodipendente, anoressico, sieropositivo.
Tomasone ci ha condannati a vita alle infamie degli haters della carta stampata e del web.
Casarsa ha costretto la mia famiglia a consumarsi la vita in 16 anni di udienze.
Per il primo le agenzie di stampa oggi riportano: “Chiara volontà di impedire di ricondurre responsabilità a carabinieri” e “Dai carabinieri falso per coprire responsabilità”.
Per il secondo rimangono le scuse verbalizzate nel processo sulle domande del mio avvocato per aver detto quelle parole false ai giornalisti.
Tutto qui.
Ciao mamma e ciao papà.
Ciao Stefano
Quelli de:
Pene esemplari...
Aggravante dell'omicidio stradale...
Tolleranza zero per chi guida dopo aver assunto sostanze...