Pochi mesi fa sono stata a fare un giretto a Berlino; giusto per la cronaca ero ad un concerto super stra fighissimo al famoso locale SO36 di Kruzberg e suonavano i Dag Nasty e gli Youth of Today; ma non è assolutamente di questo che parliamo oggi! A questo favoloso concerto c’era un tipo con una maglia con su scritto “Fuck Tattoo Society” di little Swastika, e beh, io devo essere sincera in quel momento non avevo bene idea di cosa ci fosse dietro a quel pezzo di stoffa, ma di sicuro io e quella maglia condividevamo lo stesso pensiero, che spesso in Italia avevo provato a tirare fuori ma con scarsi risultati. Quindi dopo una chiacchierata col ragazzo che indossava la suddetta maglietta ed un’attenta ricerca su internet ecco cosa è venuto fuori!
A cosa si riferisce la maglia?
Little Swastika -Freakshop era il nome di un Tattoo Studio aperto nel 2005 da un ragazzo tedesco. Diciamo che il suo modo di tatuare è abbastanza artistico e libero e meno convenzionale, all’epoca fu uno dei primi a creare questo genere un po’ astratto senza seguire nessuno stile di quelli già visti, i suoi lavori non erano traditional, neanche tribali, o chicani, insomma era difficile classificarli, e quindi in poco tempo il suo stile divenne sempre più famoso e richiesto, veniva chiamato nelle più famose convention, e a detta sua i suoi tatuaggi venivano decisamente pagati più del dovuto.
A quel punto si rese conto che era completamente dentro a questa Tattoo Society, fatta di reality show, telefoni che squillano a qualunque ora del giorno, convention fatte di fashion e trend. E così decise di chiudere per sempre il suo negozio, pensate dopo solo due anni e mezzo di attività. Adesso continua a lavorare in maniera più indipendente.
Cosa c’è dietro?
Fin da quando ero piccola mi è sempre piaciuto avere tanti piercing ed “ingioiellarmi” quei buchi, passione sicuramente ereditata da mia sorella, che da brava punk si forava continuamente davanti allo specchio della nostra cameretta. Poi crescendo mi sono appassionata anche al mondo del tatuaggio, nonostante non ne sia ricoperta. Ultimamente ho sicuramente avuto modo di entrare nel vivo della scena lavorando anche per un studio e da lì ho cominciato a rendermi conto di quanto si trattasse veramente di una società. Non solo, una società vera e propria, basata su principi veramente sbagliati... i maestri del tatuaggio non ne sarebbero fieri per niente.
Ci sono molte cose che hanno sdoganato i tatuaggi, una di queste è il fenomeno dei realty show.
Questi show sono un’arma a doppio taglio, se da un lato hanno reso molta visibilità ai tatuaggi, dall’altra parte hanno sicuramente impoverito questa cultura. Adesso tatuarsi non è più una pratica per una nicchia strana e ristretta, ma è diventato più un abbellimento estetico alla portata di tutti. Questo fa si che le persone con tatuaggi non siano, almeno in parte, discriminate, anzi spesso è un quid in più su alcuni luoghi di lavoro. Dalla nicchia a mainstream, adesso chi si fa un tatuaggio non deve per forza capirci qualcosa di tatuaggi ed è triste vedere che spesso gli studi di tatuaggi se ne approfittano parecchio... La soglia fra essere un artista ed un semplice esecutore che prende soldi è molto sottile e difficile da giudicare. Un pubblico più vasto significa che tutto deve essere più fashion, perché deve abbracciare una più vasta gamma di persone. Per non parlare di tutti i soldi che girano attorno alle convention ed eventi di questo tipo, a volte spunta qualcuno che litiga con gli organizzatori che decidono quale tatuatore può partecipare e quale no, in base a criteri del tutto sconosciuti a noi comuni mortali! Per non parlare delle riviste, i calendari e tutto quel merch che decide praticamente se tu diventerai qualcuno oppure no, se sei un “artista” oppure no. Spesso il corpo femminile è sfruttato per il semplice scopo di vendere, e deve risultare sexy a tutti i costi perché questo è quello che vende di più ed anche perché purtroppo in ambienti più tradizionali ci si porta dietro una figura della donna associata alla classica pin up che risale ad retaggio culturale risalente agli anni ‘50... Che detta così in un ambiente che dovrebbe essere progressista e all’avanguardia come quello del tatuaggio fa veramente ridere!
E quindi?
Detto ciò è inutile dilungarsi troppo, chi vuole vedere la realtà può senza problemi.
Quello che posso dirvi è di non fermarvi all’apparenza del bravo tatuatore, famoso che lavora nello studio figo e in vista all’ultima convention internazionale, ma non voglio neanche dirvi di non tatuarvi. Vi dico solo di andare un po’ oltre e scavare bene, e sono sicura che anche nella vostra città troverete uno studio all’apparenza sfigatello, che magari non è mai stato invitato in convention perché non ha agganci con le ben note società che le organizzano, magari non è mai stato sulla cover di una rivista perché non gli piace mettersi in mostra.
In questo mondo ultimamente non ci vedo molto di diverso da qualunque altro bussiness, alla fine si riduce sempre tutto ai soldi, e chi fa questo lavoro per passione e per interesse dovrebbe prendere le distanze da tutto ciò;
perché è diventata l’ennesima macchina per fare soldi e dire questo del mondo del tatuaggio è semplicemente ridicolo...
Ribadisco mille e più volte che queste sono le mie opinioni! Anzi, mi piacerebbe tantissimo sentire quelle degli altrX, avere un dibattito od uno scambio di risposte, quindi non esitate a dire anche voi la vostra, straight edge e non straight edge.. Portiamo avanti questa cultura fatta di positività e impegno mentale, non facciamola morire.
By XColombaX
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