È incredibile ma a un anno di distanza, pur con più consapevolezza e coscienza di classe, ci troviamo a navigare nella stessa melma. Ci incontriamo, incrociamo le nostre istanze, ci apriamo al confronto e in risposta, il ministro che dovrebbe tutelarci, va dritto per la sua strada, in barba ad ogni proposta. Ora, per far sì che tutto l'impegno collettivo si muova come corpo unico, sarebbe auspicabile che la testa sapesse cosa stia facendo il piede e viceversa. E prima ancora, sarebbe opportuno che il sangue circolasse con lo stesso intento di sostenere il cuore e di farlo pulsare. Fuor di metafora, e ancor più semplicemente, dovremmo essere compatti nell'avanzare delle richieste, chiari e perentori. Circa un anno fa eravamo già qui a dirci che la riapertura senza tutele avrebbe finito, dopo il blocco forzato, per distruggere definitivamente il teatro e soprattutto quel teatro, che è la grande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori e persone, fatto di piccole e medie "imprese" culturali e di artisti singoli, volontariamente singoli perché sostenitori dell'indipendenza artistica. Riaprire senza cambiare i meccanismi malati contribuirà all'avanzamento della rovina. Ma chi decide che questa porzione del comparto spettacolo sia meno importante, sia tutto sommato sacrificabile? Oltre alle istituzioni, i teatri e gli artisti che fanno parte del sistema sovvenzionato è il momento che si fermino a pensare anche ai fratelli "minori", a quelli che non chiedono niente e danno tutto, a quelli ricattati e costretti al nero per problemi mai risolti del settore. Serve unità. Che la testa sappia cosa fa il piede e che si vada compatti alla meta e se il ministro, continuerà ad andare contro il sistema culturale, ci si dovrà inventare qualcosa di epocale per avere attenzione. E poi bisognerà provare a interrogarsi sul perché il pubblico, e non quello fatto da addetti ai lavori, sia così lontano dal dibattito culturale. Mi rammarico ma fuori dai teatri non ho visto IL pubblico battere i pugni per il nostro ritorno. E invece di portare la musica alla prossima manifestazione, facciamo risuonare una più appropriata marcia funebre perché in questa direzione, i nostri funerali. https://www.instagram.com/p/CLyRyWShmyR/?igshid=1uhbv4pmrt25m