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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

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Chissà dove il mare finisce
quando ostenti i tuoi pensieri.
E’ come quando ciò che non ottieni
rispecchia, sul filo d’acqua salata,ciò che vorresti diventare.
Anneghi nella voglia di consapevolezza
ma con la paradossale speranza
di imparare poi a nuotare,
in un oceano di tranquillità.
PALLONCINI
26/12
Questa data rappresenta la nostra seconda uscita, “totalmente inaspettata”, così da te premurosamente definita. In quel di Milano, a fine dicembre, una breve passeggiata. Un’uscita che avresti voluto meticolosamente organizzare com’eri tuo solito fare. Un intento poi a fatti non realizzabile, poiché frutto di una mia istintiva improvvisata dell’ultimo minuto. Era un po’ come se non potessi aspettare di vederti. Ecco, in questo aspetto, purtroppo/per fortuna non sono mai riuscita ad essere una persona disciplinata. Comunque sia, quel fatidico giorno di Santo Stefano, andammo a vedere l’albero di Natale di Swarovski nella galleria commerciale Vittorio Emanuele. Ci fu un momento di silenzio, forse per imbarazzo, forse perché entrambi affascinati dalla bellezza sprigionata da quell’albero. Ma non è questo il punto: il silenzio, difatti, fu prontamente interrotto da un mio solito e poco convenzionale commento: “E se alzi lo sguardo puoi osservare l’immensità di palloncini incastrati nella cupola che sono scappati di mano ai bambini più distratti”. A questo seguirono i tuoi occhi al cielo accompagnati da un bel sorriso. Ripensandoci, non so perché ho preso in considerazione i palloncini. Non so perché quel giorno, mentre tutti erano occupati ad ammirare l’albero, io avevo distolto il mio sguardo per osservare la realtà da una seconda prospettiva oltre ogni convenzionalità. Palloncini volati all’aria divenuti futili perché finiti dispersi e incastrati. Nessuna manifestazione espressiva di libertà, ma solo il risultato di una distrazione ricorrente fra i bambini più piccoli. Qualcosa di scontato. E poi decisi di condividere la cosa con te. Senza rifletterci. Chissà perché. Forse perché anch’io come te amo osservare i dettagli. Forse perché anch’io come te non amo dare nulla per scontato. Mi auguro che entrambi riuscissimo a non darci per scontati per poterci apprezzare al meglio delle nostre possibilità, indipendentemente dall’esito che avrà la nostra conoscenza. Il palloncino è fragile e non usa la forza per conquistare. Da una parte, è un dono che può far sorridere e tenere compagnia; dall’altra, se vola è molto difficile da recuperare, se scoppia non torna più indietro. L’esito può essere positivo o negativo. Come ogni esperienza nella vita. E il concetto alla fine è semplice: siamo un palloncino pieno di emozioni in un mondo pieno di spilli. Il palloncino rappresenta l’involucro che ricopre ma soprattutto protegge la nostra sensibilità. Abbiamo timore di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo subito perché ci manca la forza. Ma la semplicità è anche questa: accettare le proprie debolezze e trasformarle in punto di forza. A oggi non ho nessuna pretesa nei tuoi confronti. Non posso prevedere il futuro ma posso affrontare il presente con maggior spensieratezza possibile. Forse quel giorno era questo, ciò che volevo dirti: non ho un carattere facile e credo di sentirmi un po’ come un palloncino, con tutti i suoi aspetti. Sai che non sono brava ad esternare. Ma finché ne sentirò il bisogno, mi impegnerò a ricercare la forza di essere per dare un senso alla mia identità, per farmi conoscere e poterti conoscere. Indipendentemente da ciò che verrà. E spero oltre ogni possibile ostacolo.
Ho creato una pagina instagram dove pubblico pensieri e recensioni libri quasi giornalmente.
Seguitemi, se vi va.
Mi farebbe piacere
@anima.di.inchiostro
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Questa data rappresenta la nostra seconda uscita, “totalmente inaspettata”, così da te premurosamente definita. In quel di Milano, a fine dicembre, una breve passeggiata. Un’uscita che avresti voluto meticolosamente organizzare com’eri tuo solito fare. Un intento poi a fatti non realizzabile, poiché frutto di una mia istintiva improvvisata dell’ultimo minuto. Era un po’ come se non potessi aspettare di vederti. Ecco, in questo aspetto, purtroppo/per fortuna non sono mai riuscita ad essere una persona disciplinata. Comunque sia, quel fatidico giorno di Santo Stefano, andammo a vedere l’albero di Natale di Swarovski nella galleria commerciale Vittorio Emanuele. Ci fu un momento di silenzio, forse per imbarazzo, forse perché entrambi affascinati dalla bellezza sprigionata da quell’albero. Ma non è questo il punto: il silenzio, difatti, fu prontamente interrotto da un mio solito e poco convenzionale commento: “E se alzi lo sguardo puoi osservare l’immensità di palloncini incastrati nella cupola che sono scappati di mano ai bambini più distratti”. A questo seguirono i tuoi occhi al cielo accompagnati da un bel sorriso. Ripensandoci, non so perché ho preso in considerazione i palloncini. Non so perché quel giorno, mentre tutti erano occupati ad ammirare l’albero, io avevo distolto il mio sguardo per osservare la realtà da una seconda prospettiva oltre ogni convenzionalità. Palloncini volati all’aria divenuti futili perché finiti dispersi e incastrati. Nessuna manifestazione espressiva di libertà, ma solo il risultato di una distrazione ricorrente fra i bambini più piccoli. Qualcosa di scontato. E poi decisi di condividere la cosa con te. Senza rifletterci. Chissà perché. Forse perché anch’io come te amo osservare i dettagli. Forse perché anch’io come te non amo dare nulla per scontato. Mi auguro che entrambi riuscissimo a non darci per scontati per poterci apprezzare al meglio delle nostre possibilità, indipendentemente dall’esito che avrà la nostra conoscenza. Il palloncino è fragile e non usa la forza per conquistare. Da una parte, è un dono che può far sorridere e tenere compagnia; dall’altra, se vola è molto difficile da recuperare, se scoppia non torna più indietro. L’esito può essere positivo o negativo. Come ogni esperienza nella vita. E il concetto alla fine è semplice: siamo un palloncino pieno di emozioni in un mondo pieno di spilli. Il palloncino rappresenta l’involucro che ricopre ma soprattutto protegge la nostra sensibilità. Abbiamo timore di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo subito perché ci manca la forza. Ma la semplicità è anche questa: accettare le proprie debolezze e trasformarle in punto di forza. A oggi non ho nessuna pretesa nei tuoi confronti. Non posso prevedere il futuro ma posso affrontare il presente con maggior spensieratezza possibile. Forse quel giorno era questo, ciò che volevo dirti: non ho un carattere facile e credo di sentirmi un po’ come un palloncino, con tutti i suoi aspetti. Sai che non sono brava ad esternare. Ma finché ne sentirò il bisogno, mi impegnerò a ricercare la forza di essere per dare un senso alla mia identità, per farmi conoscere e poterti conoscere. Indipendentemente da ciò che verrà. E spero oltre ogni possibile ostacolo.
Prima di giudicare, osserva i suoi occhi. Prima di parlare, resta in silenzio. Sentiti parte del mondo. Trova una destinazione, purchè sia senza via di ritorno
Ho creato una pagina instagram dove pubblico pensieri e recensioni libri quasi giornalmente.
Seguitemi, se vi va.
Mi farebbe piacere
@anima.di.inchiostro
In assenza di rivelazione l'esistenza perde resistenza. Mi aggrappo ai ricordi di un tempo senza tempo. Eppure l'ignoto fa piovere sotto la mia pelle. In tutto ciò che manca rifiuto di ammettere una giustificazione morale. In tutto ciò che resta accetto di ammettere la volontà del cuore. L'immaginazione è sterile. Piove sotto la mia pelle. Ma forse, in fondo,aspetto il sole
Le mani strette fra loro,
con la cura di una carezza sul viso
trattengono negli chhi,
i pensieri che non dico.
Perchè so che a volte,
una parola
può contraddire
una sensazione.
Stringo forte ciò che vale,
laddove in me,
consapevolezza di sbaglio o ragione,
non c’è.
Nell’assenza di giudizio,
in mancanza di arificio.
Vorrei davvero riuscire a capire il senso
reciproco
del cercare dipiù,
allontanare di meno.
Laddove si è liberi di essere
attenzione e considerazione
diventano valori senza prestesa
poichè nonostante ogni forma d’etica,
l’affetto non ha merito
Sfortunatamente nessuna corrispondenza nel legame tra parola e numero.
Se non avessi visto il mare avrei potuto accettare un granello di sabbia.
Eppure il sole ha accecato ogni mia convinzione.
L'emozione rifugge da ciò che le manca perché immersa nel giudizio.
Nessun inutile ideale può svelare l'ignoto.
Ciò che non si conosce confonde ogni pensiero.
Ma se la difficoltà fosse sinonimo di assenza emotiva?
So quanto pesano in te le paure se pronunciate sottovoce.
So quanto pesa in te l‘orgoglio se riveste i tuoi valori di ciò che non possiedi.
Tu, animo stanco.
Non dimenticare il tuo coraggio
Appartenermi.
Appartenerti.
Insieme e appartenenti.
A parte me, te.
A parte te, me.
Ognuno l'assenza dell'altro.
Ma a parte tutto,
nessuna divisione:
teniamoci stretti,
completamente.