I hope you believe that you can still make a beautiful life for yourself even if you lost many years of it to grief, or darkness, depression, or a wound that wouldn't close.
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@antaxone
I hope you believe that you can still make a beautiful life for yourself even if you lost many years of it to grief, or darkness, depression, or a wound that wouldn't close.
Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli "altri" le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell'arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d'altronde non rispetta lui. Non ama l'amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l'ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre. Le madri sono generalmente fasciste.
(Ennio Flaiano)
If they miss you they will find a way to reach you
L’inquietudine lo assale. Sente il bisogno di fare le valigie, di lasciare la sua camera, di allontanarsi dal suo ambiente e dal suo passato. Non gli basta partire per un viaggio, deve proprio andarsene. […] Si separerà dalle persone che ha intorno e, se potrà, non andrà a cercarne altre. Non riesce più a vivere in mezzo alla gente. La gente lo paralizza, si fa di lui l’immagine che più le piace. Non appena si sta in un luogo per un certo tempo, si appare sotto troppe forme, troppe immagini create dalle chiacchiere della gente, e si ha sempre meno il diritto di far riferimento a se stessi.
Ingeborg Bachmann, Il trentesimo anno, trad. it. di Magda Olivetti, Adelphi, 1985
L'ora più bella
" Esiste, o viaggiatore, l’ora più felice della tua vita? Forse ti deluderò ma ti dico che è impossibile trovarla, nei labirinti del tempo umano. Te lo dimostrerò. Se è nel passato, essa non esiste. Poiché non possiamo prevedere se un’ora ancora più bella non possa esserci riservata nel futuro, e anche se viviamo nella sventura e nell’ombra, non possiamo escludere che domani qualche luce la illumini. Inoltre, ricordando il passato, i pensieri si confondono. Può esistere, insieme all’ora vissuta che riteniamo più felice, un’ora nascosta ancora più bella, di cui abbiamo perso il ricordo, e che tornerà improvvisa nella memoria. Non possiamo trovare quest’ora nel presente. Il presente corre veloce, ci sfugge e scorre, toglie ai pensieri ogni distanza. Possiamo dire: questo attimo è felice, ma già si è dileguato, e subito un altro attimo incombe, l’ombra di un patibolo ci appare nel sole. Non possediamo una misura che possa dirci che stiamo vivendo l’ora più felice, il tempo degli orologi è infinitamente più misero del tempo del nostro cuore. Un’altra persona può suggerirci: questa è l’ora più bella della tua vita, ma potrebbe mentire e il fatto stesso che ce lo dica già ci introduce al rimpianto, al pensiero che quest’ora svanirà, che stiamo per perderla. Non possiamo evidentemente trovarla nel nostro futuro. Non possiamo prevedere in modo credibile ogni sventura o fortuna. Sappiamo bene che ogni guerra può finire con la nostra morte o con l’annuncio della pace, ogni malattia prevede una guarigione o altra sofferenza, ogni notte di viaggio ci fa sognare una tempesta o una locanda. Anche nel cuore più ferito c’è sempre la speranza che un’ora felice superi tutte le ore vissute, facendoci dimenticare ogni dolore. Nessuno può trovare quest’ora, e forse per questo gli uomini la collocano fuori della vita, in un paradiso o in un indicibile altrove. Ma questa speranza non può escludere che l’ora più felice ci sia riservata nella vita terrena. E nessuno è mai tornato da uno dei tanti immaginati aldilà, per darci l’annuncio che ha trovato oltre la vita l’ora più felice. Di Gesù noi conosciamo l’ora più terribile, l’ora della croce. Ma nessuno ci ha mai detto quale fu la sua ora più felice. Nessuna religione può svelarci questo segreto, può solo sussurrare la povera speranza dei suoi libri e dei suoi profeti, non può inventare questa ora che non le appartiene. "
Stefano Benni, L'ora più bella, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano, 2012.
happy pride from some stretchy and sleepy cats <3
"— Cosa ti piacerebbe?
—Ogni giorno me lo chiedo, sai?"
Gli squali — Giacomo Mazzariol
Pasolini 1975
Abel Ferrara - Pasolini (2014)
Lana Del Rey interview for W magazine - May 2022
Arricuordete sul è na cos
Ca nun staje maje sul tu
Sono stati solo i miei bisogni a rendere certe persone interessanti . . .