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World Heritage Post
Servizio sul TG5 sui controlli alla Malpensa dei passaporti dei passeggeri provenienti dalla Spagna.
No perché quelli arrivati a nuoto a Ceuta poi prendono tranquillamente l’aereo e vengono in Italia.
E adesso tutti tranquillizzati ci guardiamo Temptation Island.
Andate tutti affanculo.
DIECIMILA FUORI DAL CARCERE. DIECIMILA CELLE NUOVE. STESSO MINISTRO, STESSA SEDUTA, STESSO GIORNO.
Ieri la Camera ha approvato in via definitiva la legge sui detenuti tossicodipendenti. Nordio l’ha chiamata «epocale». Diecimila persone fuori.
Malati da curare, ha detto, non criminali da punire.
Poi c’è il nome della legge.
«Detenzione domiciliare.»
Non detenzione in comunità. Domiciliare. Al domicilio.
Tradotto: la misura te la danno se hai una casa dove scontarla.
Non è una condizione nascosta in un comma. È il titolo della legge.
Ora i numeri.
I diecimila sono 10.811, più 3.772 alcoldipendenti. La legge stanzia meno di venti milioni l’anno: bastano per cinquecento posti letto. Uno su trenta. In serata il ministero ha dovuto precisare che la cifra del ministro era «di prospettiva pluriennale».
Antigone dice che le comunità non sono pronte per diecimila persone.
E la legge dice che senza un programma terapeutico la domanda non si accoglie.
Con cinquecento posti e quindicimila aventi diritto non decide il bisogno. Decide l’avvocato. Decide se c’è qualcuno che ti aspetta.
La legge è scritta in modo neutro.
Funziona in modo classista senza che nessuno debba volerlo.
ORA L’ALTRA METÀ DELLA SEDUTA.
Stesso question time. Stesso ministro. Stessa mezz’ora. Ha rivendicato la costruzione di edifici per diecimila detenuti. Nel solo 2026 quasi cinquemila celle — il numero cambia a seconda di quale conferenza stampa del governo prendete.
Cinquecento escono. Cinquemila posti entrano.
E poi il dato che chiude la partita, sempre Antigone: da quando è partito il Piano carceri, i posti realmente disponibili sono DIMINUITI di 537 unità.
Costruiscono, e la capienza scende.
NON STANNO LIBERANDO NESSUNO. STANNO FACENDO POSTO.
64.436 detenuti. 46.318 posti reali. Diciottomila persone oltre la soglia.
Ottantadue suicidi nel 2025. E 254 morti in tutto, il numero più alto da decenni.
La legge sulla droga non l’hanno toccata. Quella resta identica, virgola per virgola.
I reati calano — meno otto per cento nei primi mesi del 2025. I detenuti crescono. Il carcere non si riempie perché aumenta il crimine. Si riempie perché la galera è diventata l’unica risposta alla miseria.
Il rubinetto resta aperto. Hanno comprato una vasca più grande.
MALATI DA CURARE, HA DETTO.
Cinquant’anni fa, in America, quella tesi è stata messa alla prova.
Lee Robins, 1974. Studiò i soldati rientrati dal Vietnam. Laggiù circa un soldato su cinque risultava dipendente dall’eroina. A un anno dal rientro era ricaduto circa il cinque per cento.
Non erano guariti. Era finita la guerra.
Il soldato dal Vietnam torna. Il proletario non torna da nessuna parte.
Per lui la guerra non è una missione di dodici mesi. È il turno. È l’affitto che si mangia lo stipendio. È il dentista che non ti puoi pagare. È la solitudine. È la tristezza che non ha un nome sul referto. È non dormire perché non hai un letto buono.
La guerra è l’indirizzo di casa.
Togli quella, e la dipendenza cade da sola. Lo dicono i loro dati, non i miei.
Quella guerra non la tolgono. La stanno attrezzando.
MENTRE FACEVANO POSTO.
Guardate cosa è diventato reato in questa legislatura. Il conto è di Antigone: oltre cinquantacinque nuovi reati, più di sessanta nuove aggravanti, oltre sessantacinque inasprimenti di pena. Sommando i massimi, più di quattrocento anni di carcere creati dal nulla.
Bloccare una strada col proprio corpo: fino a due anni.
La resistenza passiva in carcere: rivolta.
Il daspo urbano a chi è soltanto denunciato. Non condannato. Denunciato.
L’arresto in flagranza differita, col video, giorni dopo.
Oltre quattrocento denunciati per i blocchi sulla Palestina. Bologna oltre cento. Genova ottanta. Cagliari novanta.
Quattrocento anni di reclusione in più. E le celle in consegna nel 2026.
Non li ha fatti un decreto d’emergenza. Li ha votati un parlamento, in seduta ordinaria.
IL VOTO.
Centocinquantatré sì. Quarantadue no. Ottantadue astenuti.
Ottantadue.
Nessuno ha votato contro le celle nuove. Hanno litigato sulla riga di bilancio.
Io da quel meccanismo ci sono passato. Dieci anni: eroina, cocaina, tribunali, carcere.
Non ho nessuna storia di riscatto da vendervi.
Una cosa sola, da chi c’era.
Là dentro non ci sono malati. Ci sono poveri.
E il posto che liberano per uno di loro, lo stanno costruendo per dieci di noi.
Condividete. Ancora non è reato.
Alessio Lamparelli
Ma ci rendiamo conto com’è cambiata la percezione delle proteste in questo Paese?
Con i vari decreti sicurezza l'attuale governo ha introdotto o irrigidito sanzioni per comportamenti che fino a pochi decenni fa sarebbero stati considerati non soltanto legittimi, ma moderati: sedersi a terra durante un sit-in, bloccare temporaneamente una strada, rendere visibile il proprio dissenso attraverso forme di disobbedienza civile.
Provate a immaginare un operaio dell'autunno caldo, un bracciante delle grandi lotte contadine o uno studente del Sessantotto davanti a un gruppo di attivisti seduti sull'asfalto con le mani alzate. In molti casi avrebbero sorriso. In un Paese attraversato da scioperi spontanei, occupazioni di fabbriche, campi e università, picchetti, blocchi ferroviari e manifestazioni oceaniche, un sit-in seduti a terra con quattro cartelli e le mani alzate a moltissime persone non sarebbe sembrata nemmeno una protesta.
Ovviamente anche allora non tutto era permesso, e molte lotte subirono una repressione durissima. Il punto è un altro: si è progressivamente abbassata la soglia di ciò che viene considerato intollerabile.
Questo spostamento è il risultato di quarant'anni di resa ideologica, durante i quali il conflitto sociale è stato raccontato da (quasi) tutti come un crimine e non come un elemento fisiologico in una società con profonde disparità. Eppure la storia insegna che tutte le grandi conquiste sociali – dallo Statuto dei lavoratori ai diritti civili, dal suffragio universale alla tutela dell'ambiente – sono passate attraverso mobilitazioni che hanno inevitabilmente creato disagio, conflitto e messo in discussione l'ordine esistente.
Chi oggi si scandalizza per ogni protesta dovrebbe ricordarsi una cosa: il confine non si ferma mai. Oggi tocca a chi si siede sull'asfalto. Domani toccherà a chi organizza un corteo. Dopodomani persino una manifestazione silenziosa, di domenica pomeriggio, in periferia e priva di ogni obiettivo, potrà essere descritta come un disagio intollerabile.
E poi capirete che quelli che oggi criticate e volete sbattere in carcere avevano ragione.
Larry, the Chief Mouser, Caught a Mouse
Turns out the trick to politics isn't to merely do the job, but also make sure you take credit for it.
just received the best text message I’ve ever had. from my mom
2 pics. no caption
Minore responsabile delle proprie azioni fino a quando non intende imparare l’educazione affettiva, allora occorre il consenso dei genitori.
idk anything about this but I love it
Meanwhile, via Bluesky...
And here is the resulting image. There is at least Someone in the U.K. government who is actually doing their job, and it is Chief Mouser to the Cabinet, Larry the Cat.
Source
He’s 19, which is a good age for a working cat!
A tiny insect clinging to the head of a horned viper
#ratatouille
«Quando intorno a te vedi solo ingiustizia, egoismo e gente che sgomita per passare sopra agli altri, la tentazione di adeguarti e diventare cattivo pure tu è fortissima.
Ti dici che è l'unico modo per sopravvivere.
Ma la verità è che resistere a quel contagio, continuare a preoccuparsi degli altri pure quando non conviene, è l'unica vera forma di rivoluzione che ci rimane.»
#ZeroCalcare
One year retrospective
Ok, si ride, ma se continua così, con i topi di fogna al governo, con o senza generali merdaioli a supporto, prima o poi ai loro assassini per strada daranno l'assoluzione e magari un premio, come ha fatto trAmp con i golpisti del 6 gennaio...
DISTRAZIONE DI MASSA
Avete fatto caso alle guerre? All'aumento del costo della vita? L'inflazione che sale senza soluzione di continuità? Alla benzina che ha superato i due euro al litro? beh, per non farvi angustiare il governo vi pone valide alternative:
- la famiglia nel bosco , un normale caso di cattiva condotta genitoriale,viene trasformatao in un caso che ha diviso l'Italia, fino alla boiata del ricevimento alSENATO di questa gente sicuramente disfunzionale.
- adesso finita l'eco della famiglia, abbiamo il caso ROGGERO.
UN UOMO CHE UCCIDE DUE PERSONE E NE FERISCE UNA TERZA , sparando alle spalle, non sembrandogli sufficiente, vilipende il cadavere. Quest'uomo era già pregiudicato per una minaccia con arma da fuoco.
Cui prodest et cui nocet questa risonanza? Giova al governo che distoglie l'attenzione dagli altri problemi, nuoce alla magistratura che è sempre nel mirino del governo.
Ecco a cosa servono le armi di distrazione di massa.
Mala tempora currunt, sed pecora parantur.
Enrica Perucca