Quando finisci di leggere, o stai per finire di leggere, o hai appena iniziato a leggere, o stai pensando di leggere un libro, il più delle volte sei perseguitato da un dilemma, una perplessità, una domanda che ti trivella le cellule del tuo cervellino già martoriato da migliaia di pensieri e che difficilmente ti lascia in pace:
“E poi?”.
No, Giorgia e le sue lagne da scimmia urlatrice non c’entrano nulla.
“E poi?” è la domanda che si pone il lettore incallito quando viene assalito dall’ansia della scelta, da quale libro prendere in mano e divorare, una volta terminato quello la cui lettura è ancora in corso.
Siamo fatti così, noialtri. Siamo degli accumulatori compulsivi, paranoici e mai sazi, vogliamo sempre avere la libreria piena, debordante di roba ancora intonsa e, una volta pronti per l’estrazione del prescelto, non siamo mai sicuri che questo sia, effettivamente, IL PRESCELTO.
Sì, è un po’ come vivere in una piccola Matrix de noantri, ma con meno effetti speciali e più crisi esistenziali.
Comunque, questo mio solito, incomprensibile preambolo è stato messo per iscritto perché oggi, come tante altre volte nella mia vita, mi trovo a dover estrarre un nuovo prescelto dalla mia libreria/comodino (leggi qua per rinfrescarti la memoria).
La scrematura l’ho già fatta, ora mi tocca fare le primarie per capire a chi toccherà l’onore di essere sfogliato durante le mie notti insonni.
In ordine assolutamente casuale, eccovi i tre pre-prescelti, a cominciare da:
Perchè sì?
Che domande, perché Massimo Carlotto è Massimo Carlotto, una certezza come la morte, le tasse e l’inesistenza di dio. Di tutti i suoi libri che ho letto non ce n’è (ancora) uno che mi abbia fatto schifo. Ancora, appunto, e da qui arriviamo al dubbio.
Perché no?
Perchè c’è la paura di essere deluso, ma anche la delicatezza dell’argomento trattato, l’Argentina degli anni bui, i desaparecidos e la ricerca delle proprie origini, roba che di notte ti fa riflettere e stare male. Non so.
Passiamo a Paolo Panzacchi
Perché sì?
Perché è bravo, scrive da dio e conosce la letteratura contemporanea molto, molto meglio del sottoscritto. Ha un argomento valido su ogni questione letteraria gli venga posta e non è mai banale in quello che dice e scrive.
Perché no?
Perchè, nonostante io sappia che quella che sto per dire è una stronzata, ho paura di essere deluso. Paolo è un caro amico, e la seppur recondita idea che il suo libro possa non piacermi mi fa stare male. Bel dilemma…
Concludiamo con un peso massimo, nel bene e nel male
Perché sì?
Perché in materia di religione la penso come lui, da sempre, perché non sono mai abbastanza gli intellettuali che si schierano apertamente contro qualsiasi tipo di credo religioso, supportando le proprie teorie con dati reali. E questo saggio di Hitchens, a detto di molti che lo hanno letto, è un capolavoro.
Perché no?
Il nostro caro scrittore ateo, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, ha avuto posizioni politiche abbastanza ambigue, arrivando a essere accanito sostenitore dell’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan, oltre ad aver votato per George W. Bush, e tutto ciò ai miei occhi risulta semplicemente folle, un insulto all’intelligenza umana.
Ora, io la mia presentazione l’ho conclusa, potrei dire che aspetto suggerimenti e consigli da voi, numerosissimi lettori di questo blog (si vocifera che il vostro numero sia sempre crescente, sembra che adesso vi si conti sulle dita di ben DUE mani, oddio!). Ma la verità è che non sono un democratico, in tema di libri, film, musica, sport, finanza, cucina, tempo libero, arte, punto croce, pulizia dei piedi, fotografia, telegiornali, birre artigianali, malattie imbarazzanti, serie tv, giardinaggio, igiene intima, nomicosecittàletteratestamento e tutto il resto, difficilmente mi affido agli altrui consigli. Come i politici nostrani, anch’io penso che le primarie siano una minchiata colossale, e, sempre come loro, le ho appena celebrate giusto per darvi un contentino e farvi sentire importanti.
La verità è una, sola è imprescindibile:
IL LIBRO È MIO E DECIDO IO!
E ho le idee molto chiare, come al solito…
(ho bisogno di aiuto, vi prego, ma non ditelo in giro…)
Gio, una certezza. O forse no. Boh.
Il solito dubbio Quando finisci di leggere, o stai per finire di leggere, o hai appena iniziato a leggere, o stai pensando di leggere un libro, il più delle volte sei perseguitato da un dilemma, una perplessità, una domanda che ti trivella le cellule del tuo cervellino già martoriato da migliaia di pensieri e che difficilmente ti lascia in pace: