Da sempre siamo abituati a collegare questa immagine con le proteste in piazza Tienanmen, terminate il 4 giugno 1989.
Un uomo, camicia bianca, pantaloni neri e due borse per la spesa tra le mani, è fermo davanti ad una lunga fila di carri armati type 59. La sua presenza impedisce alla colonna di avanzare. L’uomo fa dei gesti plateali alzando una borsa verso il primo tank che ha di fronte. Dal mezzo corazzato iniziano delle manovre di accerchiamento, ma l’uomo si muove ed impedisce che queste abbiano successo. Poi improvvisamente quello che passerà alla storia come “Unknown Rebel" o "Tank man”, sale sul carro armato, e attraverso le feritoie cerca di parlare con l’equipaggio. Un soldato esce dalla torretta e dialoga con il rivoltoso sconosciuto. Dopo un breve scambio di battute l’uomo scende dal veicolo, che però si rimette in movimento. E allora lui lo rincorre e gli si piazza di ancora davanti, ridando inizio alla situazione di empasse che dura fino all’intervento di due individui che portano via “Tank man”, lasciando che il blindato prosegua il suo percorso.
Cosa sia accaduto in seguito al “rivoltoso sconosciuto” è impossibile da stabilire con certezza.
Ma questa scena avvenuta alla fine della repressione delle proteste di piazza Tienanmen non basta per raccontare la complessità del movimento che occupò la celeberrima piazza.
Qualcuno giustamente l’ha chiamata la Comune di Tienanmen, perché studenti e lavoratori che l’animavano chiedevano un socialismo sburocratizzato, autorganizzato, che fosse capace di liberare tutte le energie della società. Nella piazza campeggiavano le frasi di Marx, nelle assemblee si discuteva del rapporto tra libertà e potere, ovunque c’era voglia di costruire una società più egualitaria e giusta.
Non volevano la Coca-Cola e nemmeno il capitalismo: una versione della protesta che era comoda da diffondere tanto per il Partito comunista cinese che per le potenze occidentali.
A Tienanmen operai, studenti e intellettuali volevano quello che prima di loro avevano chiesto tanti altri: un comunismo libertario.
E finirono come chi li aveva preceduti, repressi a Oriente e strumentalizzati a Occidente.