Tolleranza
A modo nostro siamo una società tollerante. Non verso i derelitti però. Lo siamo verso i privilegiati. Giulia 1300 e altri miracoli _ Fabio Bartolomei

No title available
Xuebing Du
almost home
Cosimo Galluzzi
trying on a metaphor

❣ Chile in a Photography ❣
Today's Document

pixel skylines
cherry valley forever
d e v o n

Andulka

Kaledo Art

shark vs the universe
AnasAbdin
Three Goblin Art
Cosmic Funnies
will byers stan first human second
Alisa U Zemlji Chuda
Misplaced Lens Cap
$LAYYYTER
seen from United States
seen from Türkiye

seen from Türkiye
seen from United States
seen from India
seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from France
seen from United States

seen from Mexico
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
@cosediclo
Tolleranza
A modo nostro siamo una società tollerante. Non verso i derelitti però. Lo siamo verso i privilegiati. Giulia 1300 e altri miracoli _ Fabio Bartolomei
Watercolor print. Non tutte le macchie sono indesiderate. Ve ne sono di delicate che scendono e si allargano, liquide. Fluide di acqua colorata. Nascono fiumi, laghi e torrenti. Blocchi di ghiaccio che si sciolgono. Foglie che gocciolano. E poi striature, rigature, trasparenze e impalpabili effetti. Come un'alba timida. Come un occhio che vede attraverso la foschia. La macchia è qui un errore che diventa arte.
Splendido splendente. Cantava così, ma qui c'entra poco. Se non per l'effetto che fa. L'ultima tendenza in fatto di moda e accessori, è l'effetto metallicoe cangiante dell'acciaio. Ne escono creature metà donne e metà pura fantascienza, il sottile confine tra umano e artificiale. Della serie "Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi". Tzè!
Sex and the city. Something else to say? It's important to understand ( a lot of) women universe. It's important to understand (a bit of ) love.
My name is Bond. James Bond. Agente 007 con licenza di uccidere. Aston Martin e vesper martini, shaken not stirred. Agitato, non mescolato. Perchè uno così può pure permettersi di essere un pelino esigente, al bancone del bar. Che di solito è quello di un rinomato casino o di un albergo extra-super-oltre lusso. E c'ha gli occhi puntati addosso di quelli che contano, che sono sempre cattivi e di almeno una super femmina da dieci punti. Il massimo. Quella che tutti vorrebbero ma, fatalità, si porta a letto sempre lui. Perchè alle donne, tutte in generale mica solo alle stragnocche che possono tutto, piace l'uomo così. Quello che non deve chiedere mai, quello del posto giusto al momento giusto, colto, astuto e vincente e, ovviamente sì, vestito impeccabilmente bene. Si evince una certa lussuosa sobrietà anche quando indossa un dolcevita o un pullover. Il minimal chic che si accompagna bene con lo sguardo magnetico e la sigaretta in bocca. E col fare da pavone. Del bastare a se stessi per capirci. Ahhhhh, sospiriamo. Grazie Ian.
Con un nome così non si può fare vita anonima. Me l'ha fatta conoscere un'amica che, in quanto a mani d'oro, cuore e pura passione, non ha nulla da invidiarle. Nei suoi inviti a cena ritrovo lo stesso gusto sublime per lo stare a tavola. E con questo intendo che il cibo, è solo una parte. Importante di sicuro, ma non l'unica. Lo sguardo si poggia anche su porcellane bone china traboccanti di delicati fiori o dai profili che sembrano stucchi veneziani, bianchissime come latte. Luccicanti posate e candelabri d'argento, su tovaglie che sembrano quadri. Nastri di raso, inebrianti peonie, bacche profumate e vetri trasparenti. Si respira in ogni foto il gusto per i dettagli. Anch'essi fanno parte del sapore che si sente in bocca. Tutti i sensi sono coinvolti. Vince sempre il condividere. Questo è il punto. Mangiare, creare, stupire. Comunque e sempre per qualcuno. Anche voi l'avete notato in queste feste? Sono fatta così. Come quell'amica. Alle birreriepaninotechefastfood preferiamo i piccoli ristorantini. Vi auguro di trovare il vostro sapore, quello che coinvolge tutti i sensi. En plein. Buon 2016. http://www.csabadallazorza.com
RED PASSION La sapete di certo la storia che qualcosa di rosso bisogna indossarlo. Ora che le feste sono imminenti, ve lo ribadisco. Quest'anno però esageriamo, per piacere. Non basta l'ultimo completo intimo tutto pizzi e merli e balconcini push up. Nemmeno la guepiere. E' ora di effetti speciali super all'insegna del rosso, che porta bene. Gonne lunghe o corte, corsetti stretti o abiti minimal asimettrici, voile spumeggianti, spacchi vertiginosi, scollature mozzafiato e schiene nude. Fasciatevi se potete. Comuqnue sia : SEDUCETE. Con qualunque mezzo. A qualsiasi costo.Giocatevi il jolly, l'asso nella manica, buttate tutto sul tavolo. Per finire in bellezza e cominciare anche meglio!
L'azulejo (pronuncia portoghese [ɐzuˈleʒu]; spagnola [aθuˈlexo], dall'arabo الزليج az-zulaiŷ, "pietra lucidata") è un tipico ornamento dell'architettura portoghese e spagnola consistente in una piastrella di ceramica non molto spessa e con una superficie smaltata e decorata. Lo dice Wikipedia. Io dico che è uno spettacolo semplicemente meraviglioso di storia e folclore. E' arte che incanta, soprattutto sotto cieli tersi col sole che inonda tutto di luce. Sarà che ho ancora il sapore di Malaga in bocca. Io mi ci riempirei la casa. La camera, il bagno, la cucina. Pavimenti e soffitti senza ritegno. Azzurro cobalto, verde copra, marrone miele e marrone scuro, rosso e bianco. Non manca niente.
Se "Per un punto Martin perse la cappa", evitate voialtre la stessa sorte! Arriva con un treno diretto, partito nel Medioevo (really) e ripartito poi varie volte negli anni. Oggi si è fermato qui. Questo mantello, fratello del poncho, privo di maniche e solitamente provvisto di cappuccio, divenne simbolo del vestiario della nobiltà. Vi basta? Come sempre, sono varie ed eventuali le varianti. In lana, in montone, bordati in pelle, in cachemire. Fate voi. Affrettatevi però. Dicono che il gelo stia arrivando. Mortacci sua.
Ho letto alcuni libri di Oriana Fallaci. Girata l'ultima pagina, avevo una gran rabbia dentro. Un po' la stessa sensazione dopo aver visto Bastardi senza gloria, quella necessità di fare pulizia perchè GIUSTIFICATA. Come quello che ammazza il ladro che gli va in casa. Coloro che pensano di disporre della vita umana come vogliono sono ovunque, in qualsiasi strato sociale. Si minano la pace e la sicurezza in cui abbiamo il diritto di vivere e, cosa riprovevole, si colpiscono innocenti. E colpire innocenti vuol dire colpire l'umanità. Vuol dire NESSUNO ESCLUSO. Di fronte a questo, a quello che è successo a Parigi, e negli anni a Madrid, negli Stati Uniti, ad Oslo, in Russia, Israele, Londra, Sharm e in tanti altri luoghi, non esiste altro se non la CONDANNA più totale. Sulla Jihad ci sarebbero capitoli da scrivere, sulle controverse interpretazioni del Corano altrettanti. Questi integralisti sono dei fanatici che parlano in nome di qualcosa che si sono inventati, qualcosa di mitico e assurdo, che giustifica le loro azioni CRIMINALI. Non c'entra la religione, nè Allah. Anche se lo invocano finchè sgozzano, trucidano, stuprano, mutilano, giustiziano. Mi chiedo se sia possibile fermarli una volta per tutte. Mi chiedo se l'Occidente si sia sempre comportato in maniera integerrima. Parlo di armi, di interessi, di sfruttamenti, oppressioni e tirannia. Mi chiedo se non debba combattere il popolo in prima linea. Quel popolo che li ospita, che li conosce. Parlo di quei fratelli che non sono d'accordo con l'idea che stanno dando dell'Islam. Qui si parla di civiltà e di regresso selvaggio. Dovrei non avere paura.
Questa storia viene prima del rockabilly, che ne fu il revival negli anni 70'. Una volta esisteva il dualismo vestito da lavoro/vestito della domenica, poi arrivarono i teddy (boys and girls). Un gruppo nutrito di intraprendenti giovanotti che introdusse il concetto del vestire bene, sempre. E per bene intendo quasi regale, con riferimento al re Edoardo VII. Nella Londra degli anni 50'-60' e poco dopo in tutto il Regno Unito, lo stile fu successivamente influenzato e indissolubilmente legato al rock and roll americano, per il quale si impazziva. I maschi portavano i capelli lunghi e alzati sulla fronte con la brillantina nel tipico quiff e la coda d'anatra ai lati. Oppure col taglio Boston, squadrato sulla nuca. Una moda che non ha mai smesso di pulsare. Ce lo testimoniano i tantissimi scatti contemporanei reloaded che si fondono e confondono con le affascinanti immagini dell'epoca. Per i nostalgici del credo "ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai?". A' la prochaine
Valentino Rossi. Vale. The doctor. Lui è il numero 46, eredità del padre Graziano. "Pensa se non ci avessi provato" non è solo la sua autobiografia. No. E' il suo stile di vita. Incredibili avventure che ci hanno tenuto e ancora, a 36 anni suonati, ci tengono incollati allo schermo. E allora può vincere chiunque il mondiale, ma io non dimenticherò mai i discorsi che ti fai con la tua moto prima di ogni gara, le palle che tiri fuori dal dodicesimo al quarto posto, i sorrisi sornioni, le derapate, le sgommate verso il podio. Ce ne sono state tante vittorie. Oggi no. Ci rode il culo. Ma se li sognano tanti applausi. L'affetto della gente. Pure quel piccolo uomo di Biaggi che aspetta Lorenzo alla transenna. Aspetta e spera.
Quando distribuivano tette e senso dell'orientamento io non ero presente, ciò nonostante, sono altri quelli che considero difetti. Avere poco seno, anzi, ha anche lati positivi. E' una seduzione diversa rispetto a chi sfoggia un bel davanzale, e lo sa fare senza volgarità. Così, io non ho mai avuto l'esigenza di pushare, alzare, esondare, strizzare, comprimere. Una volta mi fermai davanti ad una vetrina dov'era esposto un completo intimo di La Perla. Fu amore. Il loro must? Il triangle bra. Il reggiseno più seducente che c'è. Senza ferretto, senza coppe. Un triangolo di desideri. Uomini sappiatelo quando ve lo troverete davanti. Abbiate un attimo di assoluta adorazione.
Gabriele Rubini aka Chef Rubio, Frascati 1983. Che, non s'era capito? Due le sue grandi passioni: rugby e cucina. Con la prima è arrivato fino in Nuova Zelanda e con la seconda, chissà. Il programma Unti e bisunti la dice lunga su di lui. Uno stomaco forte amante degli street food che nel cibo ci sta proprio dentro, letteralmente, insozzandosi tutto e gustandosi fino all'orgasmo ogni boccone. Tocca tutto con le mani, con prepotenza. Guarda, esamina, ammicca, analizza con ironia, gusta. Un'esplosione di sensi. Lui delle Stelle Michelin non sa che farsene e se lo chiami personaggio televisivo gli fai un torto.
La bellezza passa anche da qui, dal nostro naso e dall'olfatto, dritta dritta fino al cervello. E siamo pronte ad uscire o ad andare a dormire, come Marylin, vestite solo di Chanel numero 5 (nessuno le ha mai chiesto a quanto teneva il riscaldamento?). Non potete immaginare fino a dove si spinge questo mondo in quanto a bizzarrìe. Esiste il vulva fragrance (io ce l'ho profumata), il funeral home scent (pace all'anima sua), il burger king body spray (non per vegetariani), l'eau de Stilton (sì, di formaggio parliamo), lobster sent (per palati raffinati) e il secretions magnifique (no comment). E, se di marketing dobbiamo parlare, anche il packaging è fondamentale. Giusto per citare un brand, Moschino, che da sempre propone boccette _ come dire _ eccentriche. Tipo il teddy da decapitare o l'ultima campagna di Fresh, per molti acquirenti veri e propri oggetti del desiderio, soprammobili double face. Esiste pure il paint perfume (wode) che ti colora tutta di blu che sembri un personaggio di Avatar. Ma poi sparisce. Geni.
حِجَاب (HIJAB) E' la campagna "Close the loop" di H&M che mi dà l'opportunità di parlarvi di un'altra moda. Certo, quella riciclata senza dubbio, ma anche quella di cui fa parte una delle tante e dei tanti (tutti non comuni) testimonial dello spot in questione, ovvero Mariah Indrissi, 23enne musulmana, segni particolari: velata. Con il hijab, il velo islamico, così come vuole la cultura della shari'a. Qui è doveroso uno STOP. Sì perché la questione è delicata e controversa, molti sociologi vedono nel velo una ritrovata dignità femminile, altri una subordinazione della donna rispetto all'uomo. Per Corano e Sunna bisogna indossarlo, non c'è scampo. Ma se da questa parte una donna è libera di mostrare (fin troppo?) il suo corpo, perché dall'altra non può esserlo di coprirsi? Me lo sto solo chiedendo. E mentre lo faccio, guardo una foto da Instagram, un selfie di una bella ragazza col velo sopra la quale urla lo slogan : "KEEP CALM AND BE PROUD TO WEAR HIJAB". Ergo, come accade in tutto il mondo, che a qualcuna il hijab sta stretto ma ad altre assolutamente no, anzi. Ci fanno gli squat in palestra, ci bevono lo spritz in centro, ci vanno in spiaggia, ci fanno servizi fotografici. Trovano sempre nuovi affascinanti modi per indossarlo a colpi di tutorial sul web. Non è indossare il velo il problema. Ci sono culture diverse e diversi credo. Ma il rispetto è universale. Io dico.
Overall Over. Slim. Boyfriend fit. Denim or not, it's the same. Same sexy thing & way to wear it. Quando frequentavo il liceo (artistico) ne avevo una che portavo soprattutto slacciata. In fin dei conti mi è sempre rimasta nel cuore e, evidentemente, non sono l'unica. Perfetta col top corto, con la t-shirt bianca ma perchè no (?) con la camicia a maniche lunghe, col maglione di lana e col cappotto sopra. Perfetta per questo autunno che ci bussa alla porte. SIGH. D'obbligo una bella dose di charme per non sembrare appena uscite da un cantiere edile. A buon intenditor.