[ Se in quest`esclamazione vegetava un minimo di allegria, svanisce insieme alle successive parole di Tansy, che giustamente pretende delle spiegazioni. Perché Evan Miller è sempre allegro e solare, sempre scherzoso e irritante. Il suo sorriso è sempre dolce e disponibile... ma non oggi. Oggi Evan è diverso, e anche se ha tentato di nasconderlo, ormai è palese. E lui non vuole che Hortense si preoccupi per lui, o che assuma l`espressione cupa che manifesta in questo preciso istante, ma non vuole neanche che lei si offenda, se lui decide di tacere. Nemmeno quella richiesta, per quanto premurosa, sembra scalfire quella faccia dura che ha messo su, rabbuiata dalla consapevolezza che con Hortense non è proprio capace di dissimulare. Abbassa il capo, incurvandosi se possibile ancora di più, mentre il mento prende a tremare lievemente, insieme alle mani olivastre. ] Non è lo stesso... Tansy. [ Cerca di giustificare la sua incapacità di spiegarsi con parole vuote, pronunciate con un tono piatto che non ha mai utilizzato, se non nel dormiveglia, o quando è ancora troppo addormentato per dire alcunché. ] Da quando sono nato mi hanno sempre detto di non mostrarmi debole. E con mio fratello ho imparato a non farlo mai, perché altrimenti sarebbe stato sempre peggio. Mi capisci? [ Il mantello, essendosi privato del pilastro su cui si reggeva, scivola sull`altra spalla, mentre la Grifondoro cambia posizione, forse nel tentativo di convincerlo a vuotare il sacco. Si stringe nelle spalle, indifeso di fronte allo sguardo altrui, dinanzi a cui ormai è inutile celarsi. Ma non vuole piangere, e sa già che sarà molto difficile che accada. ] Ho imparato a sopportare e fregarmene, il più delle volte mordendomi la lingua talmente forte da farmi male per non reagire. [ Non si sa esattamente dove voglia andare a parare con questo, ma continua a parlare, consapevole che - di fatto - non le sta dando alcuna risposta. ] E` così che va nella famiglia Miller! Devi tenere duro, sempre. Devi fingere che tutto vada bene, perché se ti fermi a pensare a quello che va male è finita. Perché è troppo. [ Si passa una mano sugli occhi, lasciandola scorrere lentamente per darsi una calmata. Perché, se questo discorso dovrebbe aiutarlo a non scoppiare, in realtà sta soltanto alimentando una fiamma nascosta. ] Ieri è successa una cosa, e se non avessi paura di crollare te ne parlerei. Il problema è che... non so se ce la faccio. [ Il groppo alla gola comincia a stringere sempre di più, facendosi vivo per la prima volta da quando si è svegliato, stamattina. Più opprimente del giorno prima. ] Se ripetessi certe parole, allora diventerebbero reali, capisci? E allora non saprei più come convincermi che tutto va bene. Perché no, non va bene proprio per niente. [ Si copre il viso con le mani, nel tentativo di nascondere ad Hortense l`espressione che gli è appena comparsa sul volto... e di celare il rossore degli occhi pece. ]