Febbraio, dimmi, perchè sei così breve?
I tuoi giorni si trascinano lenti con piedi appuntiti, tu, con tutte le tue ombre che si allungano sui marciapiedi davanti ad un sole che finge di cader giù più tardi.
Febbraio, mi doni l’inganno con grazia distillata.
Hai il sapore della noia e la bocca impastata dal risveglio.
Ti slanci in pomeriggi fini, sottili e larghi a dismisura.
Mi ricordi il signore seduto alla fermata stamattina, mi ricordi tutti gli uomini qualunque.
Febbraio, sei una perla che non ha mai visto nessuno, hai il guscio chiuso, le labbra indietro.
Febbraio, sei ventotto ed ogni quattro anni ventinove, tu solo hai trovato il dispari nel pari e non vuoi dirmi come hai fatto.
Fai capricci, sembri neve, sembri mare.
Febbraio, non hai la febbrile incostanza di tua sorella Marzo e non ricordi neanche vagamente il deciso rigore di Gennaio.
Hai lasciato tutti i tuoi fogli nel fondo del cassetto e aspetti che qualcuno li trovi nei mesi a venire.
Aspetti che qualcuno ti legga.
Febbraio, hai gli occhi tutti gialli e ci vedi bene.
Così ridi di noi.
Inneggi all’amore quando i nostri cuori sono ancora imbrinati, e tu lo sai che i nostri baci non sono veri, tu ghigni beffardo e noi diciamo, amore.
Ma io so che il mio onomastico non vale nulla.
Febbraio, sei ricoperto di ruggine fresca e nella tua bava di larva, beato, ti dondoli.
Stai dietro la tenda e ti lasci guardare dai palazzi di fronte ma nessuno ha occhi per te.
Febbraio, sei tutto il tempo che lascio marcire, sei tutti gli uomini che non mi fanno dormire.
Sei già stanco e pesante, hai l’alito di un ubriaco.
La notte, ti lamenti delle tue giornate, quando sei già a letto, quando hai già finito, eppure non sai ancora piangere.
Di mattina, mostri mille dei tuoi colori ed hai sul volto raggi che vorresti chiamare primaverili.
Sfoggi allora le tue maschere vistose, stappi il vino buono e lanci in aria i tuoi coriandoli.
Febbraio, allora sei un istante.
Febbraio, allora sei carnevale tutto l’anno.
Ci urli che tutto è lecito, proprio quando non possiamo.
Ci inverti e ci capovolgi, non c’è ricco, non c’è povero, non ci siamo nemmeno noi.
Ma sotto il mento porti gli abiti che ti hanno sempre costretto e noi con te, siamo goffi.
Febbraio, hai un sapore dolciastro, tra putrefazione e resurrezione.
Hai smesso di parlare e lasci soltanto che gomitoli di pensieri si avviluppino veloci nelle tue stanze.
Febbraio, non sai trattenere, non sai agire, sei tutto preso in un laborioso silenzio.
La tua strada è un crepitare di foglie ed ore sbagliate, le calpesti con semplicità, ti interrompe una striscia rossa di sole o l’arrivo buio della luna.
Febbraio, guardi vecchie foto, poi ci soffi su e le accartocci in un angolo.
Febbraio, non hai vento per farci ritornare, non hai freddo per farci riparare.
Febbraio, hai le mani conserte e stai seduto su una panchina verde, non riesci ad alzarti, non riesci a muovere un piede.
Passa un bambino, passano le case, passa un albero e si lasciano tutto il resto dietro.
Non sai sfiorare, Febbraio, non sai abbracciare.
Ed ogni cosa che vorresti afferrare, la lasci scivolar giù dalle tue mani.
Sei solo conseguenza, sei solo anticipo, hai gli occhi ancora gonfi dal gelo, temo sempre che ti esplodano in volto, poi rimani seduto.
Trascorri le tue giornate in pigiama, rompi i tuoi specchi, sonnecchi.
Febbraio, resti nascosto sotto i doveri, sussulti d’incanto,
poi torni dov’eri.
Febbraio, hai un amore soltanto e lo incontri di notte.
Febbraio, non ti fai vedere.
Febbraio, non vuoi far sapere.
Febbraio, hai un tono di rimprovero che non convince neanche te.
Febbraio, hai una musica sbagliata che sale su dai viali e si rompe nei vetri.
Febbraio, hai già dimenticato ogni promessa e non ne fai di nuove.
Febbraio, non hai parole buone, non hai braccia forti.
Febbraio, non sai chiedere aiuto, non sai aprire le porte di casa.
Le tue maniglie sono rotte.
Febbraio, mi lasci da sola a sbiascicare intenzioni, ti ingozzi di interruzioni.
Febbraio, sei lento, mi stendo, con te, attendo.
Febbraio, oggi mi ricordi tutti i comunque che ho sentito.
Febbraio, oggi sei il tempo che non ho mai avuto.
Febbraio, oggi mi ricordi anche me.
Febbraio, dimmi, perchè sei così breve?
Credi davvero che io mi prenda cura di te?