14 ottobre 2024
Sono le 3.37 di mattina. Il sonno tarda ad arrivare, mi fanno compagnia il buio, il silenzio e i ricordi.
Ed eccomi qui, a rileggermi i vecchi post.
A pensarti di nuovo.
Non perché mi manchi, sto ancora con il mio splendido ragazzo da 7 anni ormai, quasi 8. Abbiamo litigato molto, ma abbiamo passato ancor di più momenti felici. Stiamo bene insieme, affrontiamo qualsiasi cosa uno a fianco dell'altra.
Ma torniamo a noi.
Perché ti penso? Forse perché non abbiamo mai avuto una chiusura come si deve. Abbiamo chiuso la porta, ma mai girando la chiave. O forse questo vale solo per me, forse perché sono io quella che ci ha sofferto come un cane.
Vorrei davvero sapere perché ti sei comportato così con me. Perché usarmi per i tuoi comodi e buttarmi via come un giocattolo rotto con cui non volevi più giocare. Nemmeno te ne sei accorto, di quante crepe mi avessi provocato con i tuoi giochetti, il tuo comportamento, le tue parole.
Specialmente le tue parole bruciavano come fuoco, giacché con la distanza che co separava per me contavano come oro.
Sapevi quanto ti amassi. Ti avevo dato tutto.
Tutto.
Pensavo che non ti fosse mai bastato, ma forse ti crogiolavi nel vedermi tornare supplicando da te per delle misere briciole di affetto, per una illusione di amore che forse non è mai esistito.
Ora mi chiedo: ti sono mai veramente piaciuta? Mi hai mai almeno un pochino amata o è solo stato un gioco divertente per te?
Forse non lo saprò mai. Però mi piacerebbe saperlo, dato che non mi hai mai detto la verità sul perché ti fossi comportato così.
Forse non te lo chiedo per orgoglio, forse per paura che il tuo ritorno possa distruggere di nuovo tutto ciò che ho costruito nel tempo.
Ma...
Ma sono grande ormai. Il mio cuore è d'adamantio e insieme a qualcuno che lo custodisce veramente, non in mano a un ragazzetto infantile.
Forse un giorno ti chiederò di persona perché mi hai fatto così male.













