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@enneci
Secondo il menestrello delle infrastrutture, il ticket per passare sul ponte sullo stretto doveva essere di una decina di euro.
Qualcuno gli ricorda che per rientrare (forse) nei costi, quella cifra deve essere moltiplicata per 3 o 4 volte.
Ma nessun problema, il menestrello continuerà a mangiare (anche metaforicamente) e a sprecare risorse (di tutti) nel suo sogno bagnato e irrealizzabile.
Nel frattempo, al largo della costa tirrenica cosentina...
🫣👎🇮🇹🍌🍈🍈🍌🇮🇹💩👋 Non ha fallito lei, hanno fallito quelli che l'hanno votata mandando al governo un'incapace. 👎 🗞️ "Meloni fallimentare": lo dice il Financial Times. Ma il vero fallimento è un altro.
Il Financial Times non è un giornaletto di opposizione. È il giornale della City, della finanza che conta, il termometro della credibilità internazionale di un paese.
E loro hanno scritto una parola pesante: fallimentare .
Ma c’è un errore di fondo in questa analisi.
Non ha fallito lei. Hanno fallito quelli che l’hanno votata.
🧠 La premessa: un'incapace al governo
L’hanno portata lì. L’hanno messa su un piedistallo. Hanno applaudito ogni sua uscita, ogni suo "uuh uuh", ogni suo pianto in diretta. L’hanno difesa quando sbagliava, giustificata quando mentiva, osannata quando urlava.
Hanno mandato al governo un’incapace sapendo benissimo che era incapace.
Perché lo sapevano. Lo sapevano quando prometteva la flat tax e poi faceva manovre da destra socialista. Lo sapevano quando parlava di "italiani primi" e poi firmava i decreti per l’invio di armi all’Ucraina. Lo sapevano quando diceva "saremo noi a comandare in Europa" e poi tornava a casa con le pive nel sacco.
Ma loro hanno continuato a votarla. E continuano a difenderla.
🎭 Il paradosso della "incapace"
Se una persona è chiaramente inadeguata al ruolo che ricopre, chi è il vero responsabile del disastro?
Il chirurgo che opera male? Sì, ma anche il primario che lo ha assunto.
Il pilota che schianta l’aereo? Sì, ma anche la compagnia che gli ha dato i comandi.
La premier che fallisce? Sì, ma anche gli elettori che l’hanno messa lì sapendo che non aveva le competenze.
E qui casca l’asino.
Perché molti di quelli che oggi si lamentano del caro vita, dei conti pubblici in rosso, delle pensioni rimandate, della sanità a pezzi… sono proprio quelli che hanno votato per lei.
📉 I numeri del fallimento
Non è opinione. È matematica:
Deficit al 3,1% – Italia in procedura d’infrazione .
Debito pubblico oltre 2.900 miliardi – record storico .
Spesa sanitaria reale in calo – mentre le liste d’attesa aumentano .
Salari fermi – mentre l’inflazione ha mangiato il potere d’acquisto .
PNRR – la spesa è ancora sotto il 50% degli obiettivi, a un passo dalla scadenza .
E mentre tutto questo accade, loro – quelli che l’hanno votata – continuano a dire: "Sì, ma è colpa di chi ha governato prima".
Il passato è il rifugio degli incapaci. Il presente è il loro fallimento.
🔁 La trappola del "ma gli altri erano peggio"
Questa è la narrativa che tiene in vita il consenso.
"Ma Conte ha fatto il Superbonus" – Vero. Ma il governo Meloni ha avuto 4 anni per metterci una pezza. Invece ha solo pianto.
"Ma la sinistra non ha mai governato bene" – Forse. Ma tu hai votato per cambiare. E non è cambiato nulla. Anzi.
"Ma l’Europa ci blocca" – Eri tu che volevi l’Italia sovrana? Dov’è finita?
La realtà è che l’incapacità non si misura con le buone intenzioni. Si misura con i risultati.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Compresi quelli del Financial Times.
⚠️ Il vero fallimento: l’incapacità di ammettere l’errore
Il fallimento più grande non è Meloni.
Il fallimento più grande è l’incapacità dei suoi elettori di dire "ho sbagliato" .
Perché se una persona ha sbagliato a votare, può correggere il tiro la volta dopo. Può ammettere che le promesse erano fumo. Può dire "non ci casco più".
Ma chi continua a difenderla, a giustificarla, a votarla – quello non è più un elettore. È un complice.
E la complicità non si scusa. Si combatte.
🗳️ La prossima volta
Se la prossima volta voterai ancora per lei, sapendo quello che ha combinato, allora il fallimento non sarà più suo.
Sarà tuo.
Perché votare un’incapace la prima volta può essere un errore.
Votarla la seconda volta è una scelta.
Votarla la terza volta è una condanna. Per te, per i tuoi figli, per il paese.
Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Ma il giudizio vero lo daranno le urne.
E se vincerà ancora, allora la colpa non sarà della destra. Sarà dell’Italia intera.
Condividi se pensi che la responsabilità di un voto sbagliato non si cancelli con le scuse, ma con la consapevolezza.
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Vorrei capire perché quel coglione di Salvini non dice niente di questo onesto cittadino italiano, italianissimo per quel farabutto razzista dell ex generale, mentre starnazza per ogni atto compiuto da extracomunitari o da italiani di seconda generazione (pensare che idiozia)
Este tío juega en otra liga
In queste celebrazioni che noi facciamo nel decennale della Resistenza, di fatti e di figure di quel tempo, noi ci illudiamo di essere qui, vivi, che celebriamo i morti. E non ci accorgiamo che sono loro, i morti, che ci convocano qui, come dinanzi a un Tribunale invisibile, a render conto di quello che in questi 10 anni possiamo aver fatto per non essere indegni di loro, noi vivi. In tutte le celebrazioni torna, ripetuta in cento variazioni oratorie, una verità elementare che nelle lettere dei condannati a morte è espressa come una naturale e semplice certezza: che i morti non hanno considerato la loro fine come una conclusione e come un punto d’arrivo, ma piuttosto come un punto di partenza, come una premessa, che doveva segnare ai superstiti il cammino verso l’avvenire. Quando pensiamo a loro per giudicarli, ci accorgiamo che son loro che giudicano noi.
Piero Calamandrei
QUANDO SALVINI PRENDE LE TUE DIFESE
Sei il protagonista di un fatto di cronaca. Ritieni di aver subito un torto. Salvini prenderà le tue difese? Forse sì, ma devi raggiungere un buon punteggio.
Faccio alcuni esempi (l'elenco è molto più lungo).
– Sei italiano? Aggiungi 30 punti.
– Hai ricostruito il tuo albero genealogico fino al Diciannovesimo secolo perché ci tieni a dimostrare che tutti i tuoi avi sono italiani? Altri 80 punti.
– Sei comunista, anarchico o come minimo antifascista? Togli 300 punti.
- Leggi giornali che ogni tanto nominano espressioni vietate come "diritti umani"? Togli 30 punti. I giornali di quel tipo si chiamano giornaloni. E i giornaloni sono al servizio dei poteri forti.
– Ti interessa la storia? Togli 30 punti. Gli storici sono professoroni. E i professoroni sono servi dei poteri forti. La storia te la raccontiamo noi.
– Prendi in prestito libri dalla biblioteca? Significa che leggi libri e sei pure povero. Togli 30 punti. Se proprio vuoi leggere qualcosa, Bruno Vespa ha scritto un libro con copertina rigida su Mussolini. E non prenderlo in biblioteca. Compralo. Non dirmi che non puoi spendere nemmeno qualche decina di euro.
– Il torto che ritieni di aver subito è causato da un immigrato? Aggiungi 60 punti.
– È causato da qualcuno che non è immigrato ma ha almeno un prozio africano? Aggiungi 40 punti.
– Hai scritto almeno una volta su Facebook "gli italiani nelle tende, gli immigrati negli hotel a cinque stelle col wi-fi"?. Aggiungi 50 punti.
– Hai scritto su Facebook "non festeggio il 25 aprile, festeggio San Marco". Aggiungi 50 punti. Anzi, come non detto, aggiungine solo 10. Questa cosa di San Marco è un'idea di Vannacci. Quello sta sottraendo voti alla lega.
– Hai scritto su Facebook "sinistronzi"? Complimenti, è una battuta bellissima. Altri 50 punti.
– Sei un taxista contro il POS e hai scelto di negare gli antibiotici ai tuoi figli malati di polmonite perché i medici sono dottoroni? Aggiungi 100 punti.
Hai totalizzato un buon punteggio? Salvini sarà dalla tua parte. Ma fossi in te non ne andrei fiero.
[L'Ideota]