Ormai sono anni che viviamo sulla luna
con la terra sempre in cielo
mi dà quel senso di nostalgia:
guardare da fuori qualcosa che prima era casa mia
lo sento ogni volta che guardo il cielo
lo sento ogni volta che guardo dentro
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KIROKAZE
occasionally subtle
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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

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@gioleocalibri
Ormai sono anni che viviamo sulla luna
con la terra sempre in cielo
mi dà quel senso di nostalgia:
guardare da fuori qualcosa che prima era casa mia
lo sento ogni volta che guardo il cielo
lo sento ogni volta che guardo dentro
Preview of Adventure Time - The Art of Ooo book.
L'Amour a vingt ans
L'Amour A L'age Vingt (Love at Twenty)
The moving and melancholical ending of Antoine et Colette by Francois Truffaut. Composed by Georges Delerue and sung by Xavier Depraz
Ils font l'amour aux quatre vents Tous les enfants du monde Croquant la vie à belles dents Comme une pomme ronde Premiers baisers, bonheurs, chagrins Garde mon coeur Donne ta main Ça finit mal, ça finit bien Tendres et cruels sont les enfants Quand deux par deux Sur les chemins Ils vont chanter l'amour à vingt ans
Le temps de l’amour
Kara Hayward et Jared Gilman in Moonrise Kingdom, Wes Anderson Chanson: Le Temps De L'amour - Françoise Hardy
On se dit qu'à vingt ans On est le roi du monde Et qu'éternellement Il y aura dans nos yeux Tout le ciel bleu C'est le temps de l'amour Le temps des copains Et de l'aventure Quand le temps va et vient On ne pense à rien Malgré ses blessures Car le temps de l'amour C'est long et c'est court Ça dure toujours On s'en souvient
Dune II
Soltanto questo ho da dirvi ora
Voi vi sbagliate, era come vi dicevo:
La seconda tazza era amara
E tu, tu. Mi hai insegnato che l'amore si vive senza armi, solo per pugnalarmi alla schiena quando meno me l'aspettavo.
Sputo sangue. Questo è il sapore della tazza:
Sa di sangue, amaro.
Fredda neve e caldo amore in montagna Dic ‘16 - Gen ‘17
A Milano costruimmo una giostra di cristallo ma la pioggia di monete l'ha distrutta sul più bello
riparammo nei quartieri dove c'è periferia perché sotto l'immondizia sta nascosta la magia
Abbiam fatto la scommessa di una vita rattoppata come quando giochi il due nella briscola chiamata non ci provoca vergogna la volgarità o il baccano perché anche l'occhio pesto può vedere assai lontano
Lombardia, com'è facile volerti male di sorrisi non ne fai e ti piace maltrattare ma noi siamo i figli storti, nati dentro un'osteria e riusciamo a respirare, pur essendo in Lombardia e riusciamo anche a volare, pur essendo in Lombardia
Autobiography
Voglio amarti del mio amore
Voglio amarti del mio amore di un amore che sia il mio, il mio solo, e di nessun altro Non del tuo amore, né dell’amore che ti aspetteresti o che vorresti; non dell’amore come lo intendiamo comunemente: non voglio amarti di un amore convenzionale, ma del mio. un amore definito dalle mie categorie Voglio amarti di un amore scritto con il mio alfabeto; e se avrai la pazienza di interpretarlo, te ne insegnerò le lettere e tu stessa imparerai a decifrarlo, con il tempo.
Solo allora ti avrò amato davvero di un amore che sarà il mio, il mio solo, e di nessun altro. Solo allora saprò di starti amando davvero, di un sentimento spontaneo e personale.
E tu, tu amami del tuo amore. Insegnami le regole, e io ne dedurrò il gioco.
Io scrivo sempre e solo la verità. E la verità è che mi fate schifo. Le odio le persone come voi. Siete falsi, bugiardi, non sapete come si fa a vivere. Voi siete quelli che sentono un artista di strada suonare e non si mettono a cantare con lui. Voi siete quelli che camminano con la faccia seria e lo sguardo indaffarato. Voi siete quelli che non hanno mai tempo per ascoltare le storie di un bambino. Voi siete quelli che preferiscono una villetta in periferia piuttosto che una baita in montagna. Voi siete quelli che stanno rovinando il mondo perché avete smesso di essere genuini e avete iniziato a marcire dentro.
Tu mi hai salvato da questo, e mi stai dando la forza per riprendermi quella purezza perduta
3. C'è accordo comune che non possa essere ben compiuta nessuna cosa da un uomo indaffarato, non l'eloquenza, non le arti liberali, poiché un animo distratto non recepisce niente abbastanza profondamente, ma rigetta tutto come fosse stato inghiottito a forza. Nulla è meno proprio dell'uomo occupato che il vivere: di nessuna cosa e più difficile la conoscenza.
Manuel Dominguez Sanchez, La morte di Seneca
Il vivere bisogna impararlo tutta la vita e, cosa di cui ti meraviglierai forse di più,
per tutta la vita bisogna imparare a morire.
Pieter Paul Rubens, Seneca Morente
4. Tanti uomini eccelsi, lasciati tutti gli impedimenti, dopo avere rinunciato alle ricchezze, ai doveri, ai piaceri, a questo solo si dedicarono sino all'età estrema, a saper vivere; tuttavia i più tra questi se ne andarono dalla vita confessando di non saperlo ancora, tantomeno potrebbero saperlo costoro.
5. E’ proprio, credimi, di un grande uomo e che si innalza sopra gli errori umani non permettere che niente del suo tempo sia sottratto e per questo la sua vita è lunghissima, perché, per quanto tempo si è estesa, per tutto questo tempo è stata a sua disposizione. Quindi niente è giaciuto trascurato e inattivo, nulla fu sotto l'arbitrio altrui e infatti non trovò nulla di degno da scambiare con il suo tempo, custode attentissimo di quello. E così a lui fu sufficiente. E’ inevitabile invece che sia mancato a coloro dalla cui vita la folla ha portato via molto.
6. Non c'è motivo che tu creda che essi prima o poi non si rendano conto della loro perdita; sentirai certamente molti fra quelli su cui grava un grande successo esclamare di tanto in tanto, fra greggi di clienti o atti di processi o altre nobili miserie: «A me non è permesso vivere». 7. Perché non sarebbe permesso?
De Brevitate Vitae, Seneca
In traduzione di S. Costa
"Ci ho provato davvero. Ci sono delle cose di te che mi piacciono: sei intelligente, spiritoso, fenomenale a letto. Ma sei insopportabile. Hai delle gravi alterazioni emotive, hai dei problemi, un groviglio di problemi per cui dovresti andare da un medico che ti aiuti." “Mi scopi e mi snobbi. Mi ami e mi odi. Mi mostri il tuo lato sensibile e poi ti trasformi in un vero stronzo.”
“È una descrizione accurata del nostro rapporto?”
Mi duole molto che queste parole potresti rivolgerle tu a me. Un giorno -presto-, ti prometto, non sarà più così.
Mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita. Ma scegliendo te, scelgo di proseguire lungo questa strada: scegliendo te scelgo anche un futuro ben lontano dal mio passato sotto aspetti molteplici, e non solo amorosi.
Vagando tra le sabbiose dune del Sahara occidentale, dal sol affranto, scorsi un girotondo d’uomini seduti, dal capo velato. Mi parve quello uno strano rituale, giacché ciascuno tre tazze aveva accanto. Da esse, in ordine, quelli bevvero; non avidamente, ma assaporando, forse riflettendo; di sicuro, gustando.
La cosa mi parve sì strana che rapido mi chiesi qual fosse la convinzione ch’accompagnava i sorsi di quell’usanza arcana.
E lor come leggendomi nel capo:
La prima tazza è amara come la vita. La seconda è dolce come l’amore. La terza soave come la morte.
Ancor prima di meravigliarmi, io pensai ch’erano uomini intelligenti, giacché due tazze sicuramente possedevano tal sapore; ma illusi anche: per certo il mio palato sapeva la tazza di mezzo esser dotata d’una ben più grave connotazione.
Ed io così pensai poiché
Tanto l’amarezza della prima tazza al palato m’è familiare d’avermi condotto spesso a pregustar il sapor dell’ultima
Eppur più volte bevvi dalla seconda la qual però mai di dolcezza mai di sincera dolcezza bagnò la mia bocca sol di violento calor dapprima e d’asprezza poi
Ma tu ora mi dici che quelli dal turbante sono invero uomini saggi ‘che non son lor ad essere in errore ma colpevole è il mio passato d’aver de la seconda tazza il sapor mutato
E oneste mi paiono le parol tue ma altro amor non conosco che quel col sangue in bocca e l’armi in mano.
“Non migliorerà e non diventerà più facile.
Non posso continuare a mentire a me stesso dicendo: “Cambierò”.
Sono veleno.
Il veleno mi scorre nelle vene e distruggo tutto quello che tocco.
E’ questa la mia eredità. Non ho nulla da mostrare della vita che ho vissuto.”
“It doesn’t get better and it doesn’t get easier. I can’t keep lying to myself thinking I’m gonna change, I’m poison. I come from poison and I have poison inside me and I destroy everything I touch. That’s my legacy. I have nothing to show for the live I have lived. And I have nobody in my life who’s better off for having known me.”
Sono veleno e da esso provengo.
Il dolce bambino ch’io fui è corrotto; è ora adolescente viziato ed egoista incapace di sentimenti genuini.
Perché non fuggi dal mio amore di veleno?
E’ contagioso.
Io Sono veleno e da esso provengo.
La meraviglia della prima generazione di Skins risiede nel saper porre la leggerezza sulla pesantezza, creando uno stile surreale che porta alla riflessione, sapendo evitare tuttavia il pappone mielenso e superfluo del verosimile. Stile che tocca il suo apice nella successione di queste due scene.
«Perché scrivete in continuazione dei difetti, delle porcherie, e non scrivete di cose belle, delle rose?» «Perché c'è ancora molta sporcizia, avanzo del passato. Io do una mano a spazzarla via. Quando l'avremo eliminata fioriranno le rose, e allora ne scriverò.»
Vladimir Majakovskij
“Mi sento sporca” urlasti
Ed ora forse percependo la contaminata restrizione degli animi umani
la sottile cattiveria verso gli indifesi nostri simili che ha genesi presso la linea della coscienza
ed ora forse posso capirti e dunque dirti depuriamoci
corrotti siamo prede che cacciano prede non per bisogno ma per malizioso piacere per egoistico presunto riscatto da un simile male subito che sì facendo altro non facciamo che servire
Laviamo via questa sporcizia di un mondo malato questa sporcizia che si appiccica che si deposita
negli animi nostri inesplorati vecchie stanze dimenticate come in esse la polvere la sporca polvere dell’oblio si deposita
e resta
Lo psicologo Marco Salerno su Bauman
Il capitalismo e il consumismo ci hanno insegnato a non riparare mai le cose, ma a buttarle via appena qualcosa non funziona, per cercarne di nuove; le quali poi butteremo poco dopo in favore di altre nuove ancora.
Questa attitudine si è inevitabilmente declinata anche nelle relazioni: appena la fase dell’innamoramento sfuma gradualmente -verso, teoricamente, quello che dovrebbe essere la fase più sincera dell’amore-, i nostri animi si scoraggiano di fronte ai primi attriti, ed anziché provare a smussare le imperfezioni reciproche preferiamo scappare cercando qualcosa di nuovo. Decidiamo di buttare via la relazione e di “comprare” un amore nuovo. Poiché questa società ci ha anche resi narcisi; e i narcisi hanno bisogno di essere amati. Ma senza fare fatica per amare il prossimo, e per farsi amare. Amare davvero.
gc
Edvard Munch, litografie
Amare è decidere
L’amore di coppia si basa sulla decisione di stare insieme e affonda le sue radici nel coltivare i sentimenti e non nel nutrirsi solo di emozioni.