Racconti Interattivi. 60 likes · 50 talking about this. Se per cambiare il destino di una storia bastasse una reaction, avresti il coraggio di assumerti una simile responsabilità ?
E se le vecchie Fiabe Storte diventassero interattive?
Show & Tell
hello vonnie
almost home

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Janaina Medeiros
tumblr dot com
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Keni
Sweet Seals For You, Always
we're not kids anymore.
taylor price
trying on a metaphor
Not today Justin
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todays bird
🩵 avery cochrane 🩵
One Nice Bug Per Day
NASA
Cosimo Galluzzi

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Racconti Interattivi. 60 likes · 50 talking about this. Se per cambiare il destino di una storia bastasse una reaction, avresti il coraggio di assumerti una simile responsabilità ?
E se le vecchie Fiabe Storte diventassero interattive?
Onde
Ai bambini spesso si fanno domande di una semplicità quasi colpevole.
Quel giorno alla classe fu chiesto di che colore fosse il mare. La platea di scolaretti si divise tra chi il mare lo voleva azzurro e chi se lo reclamava blu.
Solo Aurora disse che il mare era verde e - interpellata sul perché di questa curiosa risposta - sostenne che lo aveva visto coi suoi stessi occhi, illuminato dai raggi del Sole di primo mattino.
Joël, invece, non rispose proprio nulla.
I maestri, dunque, chiesero ai bambini di disegnare un orizzonte marittimo. Gli scarabocchi che ne risultarono erano tutti piuttosto monotoni: una linea - a volte spessa altre volte più sottile, a volte azzurra a volte nera - separava il fondo del mare, appena scosso dalle onde, dal fondo del cielo, segnato da qualche nuvoletta bianca.
Il disegno di Aurora spiccava tra gli altri come un corallo depositato per sbaglio su una spiaggia deserta. C’era un sole bellissimo, che si levava a fatica da Oriente, e un mare verdino che scintillava di riflessi gialli, azzurri e violacei. I maestri avrebbero giurato che, solo guardando quel foglio arrossito di pastelli, si potesse toccare il fondo di quel limpido litorale.
Joël fu l’ultimo dei bambini a consegnare il proprio disegno. I maestri si dispiacquero nel vedere che aveva colorato tutto il suo foglio di nero.
- Di che colore è il mare, Joël?
- Nero.
Joël aveva ragione. Ricordava le nottate passate ad osservare le onde sbattute sugli scogli dal vento. Ricordava le scie biancastre delle navi veloci, che correvano verso un confine sempre più nero. Sapeva delle lunghe nottate perse senza l’indizio di un orizzonte, sperando che la morte sarebbe arrivata un po’ più tardi.
Prima di uscire, Aurora passò vicino al suo banco, gli diede un bacio e tracciò sul suo foglio una scia di pastello chiaro, leggero. Una luce nel nero, che divideva il cielo e la terra.
Il mare è assassino, il mare è colore del vino.
Il mare dimentica viandanti e orizzonti, inghiotte in silenzio la vita. Ma ogni notte ha la sua alba, l’alba che dice che la notte è finita.
Governare stanca
(che è una poesia sul sentirsi presi per il culo)
Mi chiedi perché scriva e mi lasci sconvolto.
Ti rispondo.
Scrivo perché piacersi è un’ambizione un po’ estrema. Perché piacere agli altri è una roba da politici vissuti.
Perché piacere a te è un po’ come la raccolta differenziata di carta e cartone, il socialismo reale internazionalista, il volontariato nei Paesi in via di Sviluppo:
una battaglia nobilissima, ma persa.
Nella scia di fanali al ritorno, su strade percorse da ingegni più acuti tu sei l’ombra del sogno più futile che precede l’aurora, paralisi stanca di questi vent’anni.
Poesia negata a questo cinico incedere, che meglio si adatta a chi ha coraggio di credere alle fiabe.
Pensieri.
Ho vissuto giorni lontani nella bufera chiassosa delle genti.
Sono caduto non ricordo quando dall'indolente precipizio della rabbia.
Ho dormito troppi anni nel solaio impolverato dei ricordi.
Ora torni e mi parli ed io sogno soltanto di presentarmi a te la notte come un tarlo e rosicchiare i tuoi pensieri.
Gli esami sono finiti e la bella giornata di sole che ne è venuta fuori festeggiava con noi, i tortellini e il lambrusco (sì, da quando vivo a Bologna, sono diventato parecchio uno stereotipo). Voi siete già in vacanza da molto? O le fatiche del lavoro e degli esami vi opprimeranno anche in queste settimane così calde.
Io potrò finalmente festeggiare il mio compleanno, che è stato qualche giorno fa, in effetti, ma è rovinosamente annegato nei libri di Privato. E poi tornare al lavoro su una raccolta di racconti e poesie che magari... entro questo inverno... sssh! non diciamo niente! (seguitemi sulla mia pagina facebook e su instagram, per tutti gli aggiornamenti: cercherò di pubblicarne tanti)
Nel frattempo, colgo l'occasione di ricordarvi che il demo di questa raccolta esiste già ed è qui: https://www.wattpad.com/story/94656931-fiabe-storte (è su wattpad, ma dal pc potete leggere quel che volete anche senza scaricare l'app)
Fatemi sapere come passerete queste vacanze, che io programmi non ne ho fatti ancora e voglio invidiarvi un po'.
Tanti auguri. (19)
Non cercare a un uomo il peso dei suoi anni, se non ci hai passato insieme le stelle cadenti a ferragosto. Non dargli sulla schiena un numero di giorni, se non hai tolto prima quelli passati ad aspettare a una stazione senza treni, quelli sprecati a contestare i fiumi, quelli perduti in maggio e ritrovati in novembre, quelli bruciati nel trebbiano e nei sospiri, quelli scritti a penna che sono gli unici a valere, quelli rinnegati con la forza di mille bufere, quelli ammassati sul fondo di un divano, quelli fieri di nicotina e sole forte, quelli scordati o che si vogliono scordare, quelli presenti che non vogliono restare, quelli idioti che fingerà di non avere e quelli pieni di poesia da mantenere. Prima di dare a un uomo il peso dei suoi anni, ascolta le voci sotto al suo portone e coi giorni che restano fagli dei bracciali, guardalo che se li coccola davanti ad uno specchio da solo, "Tanti auguri." Coi giorni che restano, facci dei romanzi, ma la sera non cercare a un uomo il peso dei suoi anni.
Una veduta di Roma nel freddo gennaio di qualche anno fa. Di frullati e promesse antiche.
Questa è la prima delle poesie che ho pubblicato con gli amici di Crossing Poetry, nonché l'inizio di una nuova fantastica avventura. D'ora in poi, pubblicherò sulla mia pagina facebook, appena nata, tutti i miei lavori, nonché sul mio profilo instagram, e sui nuovissimi portali: Quello su cui siete adesso per la poesia e i racconti. GLITCH PHOTOGRAPHY per la fotografia. Le pagine che usavo in precedenza (fb.me/fiabestorte) e fiabestorte.tumblr.com restano il punto di riferimento per quel progetto e non verranno dismesse. Ringrazio in anticipo chi vorrà accompagnarmi e sostenermi in questa nuova avventura. Tutto questo non esisterebbe senza quelle preziosissime persone che ogni giorno mi spingono a mandarlo avanti.