Questa volta è una cosa molto grossa. Non come quell’altra, quando ho scoperto che alcuni principi attivi (se volete poi vi dico quali) in determinate circostanze misteriose possono farti partire un trip erotico neanche avessi tra le mani Fassbender infoiato. Spero vi sia capitato anche a voi perché la chimica a volte è davvero spassosa. Tipo che tu te ne stai lì che ti duole tutto fortissimo, dalle doppie punte alle unghie, febbre oltre la soglia della decenza, ti sudi pure l’anima tra il deliquio e le visioni degli alieni a forma di fiammifero che ti braccano da quando avevi tre anni e per il tuo povero cervello liquefatto passa di tutto, se ancora riesce a passarci qualcosa, di tutto tranne l’eccitazione o il sesso. Sei ridotto a larva ché manco riusciresti a bere dell’acqua, figuriamoci scopare. E invece è proprio là che da cosa immobile e inerte, leviti a corpo mistico attraversato da forze superiori e t’assale una roba che ti sconquassa da zero a cento in sessanta secondi, contro ogni tua volontà o coinvolgimento diretto. A gratis. Sì, sto parlando di quello. Cose che i vicini potrebbero risentirsene e te pensare di essere stato posseduto da un ectoplasma di livello. Un po’ come certe rare ma epiche epifanie notturne, ché ti svegli di colpo chiedendoti ancora se era solo un sogno o è successo davvero. E comunque no, non era solo un sogno.
Ho chiesto lumi agli amici scienziati pazzi esperti di molecole e mi confermano che è tutto possibile.* Sarà questione di sangue che fluidifica e vascolarizzazione di zone remote, sarà battito cardiaco accelerato, sarà un desiderio in punto di morte, non lo so.
Quindi se avete riscontrato fenomeni del genere venite allo scoperto e fatela finita, parliamone. Nessuno che te lo dice, ma succede. Insomma perlomeno diciamo basta a un utilizzo ipocrita e bigotto del farmaco. Facciamoci furbi.
L’acido acetilsalicilico ti fa una pelle splendida, l’ibuprofene può essere meglio di un paio di cocktail ben assestati, il cortisone poi è dio e ti rende invulnerabile tipo Wolverine con l’Adamantio, almeno finché continui a prenderlo. Quando smetti: il baratro. Ma non vi sto dicendo niente di nuovo, siete omertosi o timidi, e stiamo parlando solo di farmaci cosiddetti da banco...
Stavolta però mi sono spinta oltre, non so se riuscirò a tornare indietro. Ho varcato le Colonne d'Ercole della farmacopea del cuore. Ho sperimentato per esperienza diretta che sotto antibiotico IO AMO TUTTI. Una roba da tenere sotto controllo perché ti verrebbe da fare un annuncio allo stadio: io vi amo tutti, stronzi. Ci vuole contegno.
Tutti dicevo: i tipi che scaracchiano per strada quando passi (che sia segno di apprezzamento o disprezzo mai si è capito), mamma, papà, le commesse stronze, il mio capo, gli ignoranti e i superficiali, quelli che si prendono troppo sul serio, quelli che non ascoltano ma pretendono, quelli che decidono che tu sei fatto in un certo modo e amen, quelli con la sindrome LSI (Lavoro Solo Io), quelli che hanno sempre la risposta pronta, i rompicoglioni recidivi, quelli che tu non puoi dire mai di no, quelli che si fanno desiderare. E poi tutte quelle animelle che gravitano o hanno gravitato attorno a me, quelle vicine e quelle lontane, quelle che per un motivo o per un altro non fanno più parte della mia vita, quelle che mi mancano, quelle che verranno, quelle che non voglio vedere mai più, quelle che vorrei sempre con me, quelle che mi spingono ai limiti, quelle che mi succhiano le energie e basta. E poi i maschi in genere (con tutte le dovute e possibili distinzioni del caso. Ci vuole contegno).
Sia chiaro, non è neanche come quella volta che durante un Shirodara in India ho visto che siamo tutti una cosa sola, una specie di palla da discoteca rilucente, pulsante che produce un lieve scampanellio di sonaglio dell’eternità.
Questa volta è diverso, deve essere chiaramente un effetto indesiderato o collaterale del farmaco in questione, indubbiamente pericoloso. Magari ho esagerato col dosaggio. Ho cercato di documentarmi di più, per quel che potevo. Il bugiardino dell’amico cortisone è d’ispirazione. Come amico - si sa - è subdolo e alquanto pernicioso: in pratica se non ti viene un rash cutaneo, in compenso potresti vincere vertigini, ansia, iperattività, insonnia, alterazioni della personalità, aggressività. Secondo alcuni studi, in pazienti con determinate predisposizioni, può dar luogo a euforia estrema, simile alla fase maniaca della psicosi maniaco-depressiva. Con buoni tassi di incidenza di depressione, delirio, disturbo di panico. Ti pare poco.
Deve esserci per forza qualcosa così allora anche tra gli effetti psicotropi dell’antibiotico, per giustificare il mio stato di evidente alterazione. Ma niente di che. Cioè, a parte capogiri, mal di testa, iperattività, al limite convulsioni, la cosa più brutta che ti possa succedere è che ti viene una lingua nera che appare coperta di peli.
Sono un po’ delusa, volevo più risposte dalla scienza. Cerco di andare per deduzione. L'antibiotico - te lo dice lui stesso - è contro la vita. E’ una sostanza prodotta da un microrganismo incazzoso che può e vuole ucciderne altri. Mi sto dicendo che il mio cuore secerne microrganismi putridi contro l’amore? (E se sì, vai già a sapere se solo in certe circostanze e quali e perché...e occhio che qua sconfiniamo nelle malattie autoimmuni). Non ci capisco. Ma un fatto è certo, l’antibiotico fa la parte del bullo, fa la Kryptonite del mio cuore. Forse la Kryptonite rossa, o forse quella gioiello. Se devo scegliere, sempre meglio un gioiello.
Altre cose che so: i farmaci possono generare dipendenza, così come le persone. E poi c’è la resistenza: con l'andare del tempo, o con l’abuso, i microrganismi sono in grado di sviluppare resistenza, annullando gli effetti su cui mi sto interrogando.
* A quegli stessi amici scienziati pazzi esperti di molecole chiedo sempre come mai siamo in grado tra un po’ di far ricrescere arti amputati da secoli e facciamo trapianti di teste ma ancora non abbiamo un farmaco che curi la cellulite, da dentro. E stop. Ma la risposta la sappiamo tutti.