Non fare la femminuccia, è solo una relazione, certo che starai bene.
Ma, qual'è la motivazione? Non mi ha dato una motivazione, ho bisogno di una motivazione per andare avanti. È stato così improvviso che non me l'aspettavo. Come puoi comportarti cosi? Senza nemmeno discuterne. Lei ha mentito. Mi ha portato a credere che fosse tutto ok. Come puoi semplicemente perdere interesse? Ci deve essere un motivo. Come può essere crollato tutto senza che io me ne accorgessi? Ti ho forse trascurata? Ma, ho fatto del mio meglio, non è cosi? Se il mio meglio non è abbastanza, allora di cosa hai bisogno?
Ti ho concesso il beneficio del dubbio, non volevo sembrare paranoico quindi mi sono risparmiato le domande. Ma poi hai distrutto tutto, ed eri convinta nel farlo. Come se avessi trattenuto tutto fino a scoppiare.
Aspetta, questo è uno scherzo? Già, già, è cosi, deve essere uno scherzo. Giusto? Riceverò quel messaggio da un momento all'altro. "Ho commesso un errore, mi dispiace". Sono passati giorni, ma va bene, aspetterò. Poi settimane, aspetterò ancora. Mesi, anni. Perché?
Me lo ricordo come se fosse ieri. In quel momento di silenzio ho fatto del mio meglio per cercare di ignorare il dolore. Non mi sarei lamentato, non l'avrei pregata. Se tutto questo doveva durare non mi avresti messo in una situazione cosi degradante. Non ti avrei sommerso di domande cercando di saziare la mia dolorosa curiosità.
Facciamo un salto in avanti, e fingiamo che abbia accettato la tua decisione.
Le cose vanno bene adesso, nessun rimpianto, sono andato avanti. Ma è questo il problema del fingere. Quando non c'è nessun altro con te, ti stai solo prendendo in giro.
Per tutta la tua vita, la gente ti dirà: "tutto quanto accade per una ragione". E per quanto possa essere d'accordo sotto certi punti di vista, credo anche che non è per forza il tuo compito ricercare quelle ragioni. A volte ha senso evitare il doloroso cammino verso la realtà, a volte è meglio concentrarsi sul accettare le cose, nonostante l'assenza di chiarezza ed andare avanti.
L'ho incontrata durante il terzo anno di università, trovai di nuovo qualcuno di interessante. Ascoltavamo la stessa musica, avevamo lo stesso senso dell'umorismo e via dicendo. Qualcuno con cui ero nuovamente compatibile. Viveva a due città di distanza, avevo la patente ma non la macchina quindi vedersi significava trovarsi a metà strada o farsi un viaggio di tre ore per andare l'uno a casa dell'altra. Ne valeva la pena ogni volta. A scuola si fece piu dura rispetto agli anni precedenti, il che significa accumulare molto stress da tenere sotto controllo, per evitare di rovinare un altra relazione. Me la sono cavata bene, trovai il giusto equilibrio tra scuola, amici, famiglia, lavoro part-time e lei. Eravamo in una relazione stabile, lo credevo almeno. Eravamo d'accordo che la sincerità tra di noi fosse importante, significava condividere tutto tra di noi, senza segreti. Significava mettere da parte i nostri ego, non c'era da discutere. Ma la cosa più importante in assoluto era la fiducia. E dopo nove mesi passati insieme, quell'accordo fu rotto.
Stavo per iniziare il mio quarto e ultimo anno all'università. Era la prima settimana di scuola, ricordo che era un giovedì. Tornai a casa nel pomeriggio, quando ricevetti un messaggio.
'Ei, ti va una videochiamata?'
Lo trovai strano, perché di solito lo facevamo alla sera, prima di andare a dormire. Ma mi misi al Pc, mandai la chiamata e la vidi, in lacrime.
'Credo che dovremmo rompere'
Quando senti quelle parole, quando credi di avere una relazione cosi solida, cosi stabile, vieni sommerso da preoccupazioni e curiosità. E la domanda a cui dai la massima priorità è: 'Perché?'.
Perché adesso? Perché non prima? Perché sei tu che stai piangendo? Perché non ne stiamo parlando di persona?
Ma non è tutto qui. 'Come?'
Da quanto ti senti cosi? Come ti aspetti che io ci creda?
Cosa ho fatto di sbagliato? Cosa ne sarà di noi ora?
Ti rendi conto di stare facendo quello che fece il tuo ex a te.
C'è qualcun altro? È quel tuo compagno di corso?
Perché quelle domande ti portano ad altre domande ancora. E ad altre ancora. E ad altre ancora. Finché rimani con un bisogno insaziabile di sapere la verità. La curiosità fu la mia dipendenza.
'Io devo andare ora, ho del lavoro da fare, ci sentiamo più tardi'
Chiusi la chiamata, poche delle mie domande ricevettero una risposta ma la fiducia fu comunque infranta. Portandomi a dubitare della veridicità delle sue risposte. Non lavorai affatto, andai a dormire sperando fosse solo un incubo. Ma mi svegliai il giorno dopo solo per scoprire la dura verità, che il mondo va avanti, indipendentemente da te. Che tu perda il lavoro, che tu perda una persona cara, che tu perda e basta. E se rimani indietro, vieni lasciato indietro.
I miei amici cercarono di consolarmi ma ciò che dicevano veniva oscurato dalle domande nella mia testa.
Rimarremo amici? Perché non me ne hai parlato? Mi manca. Mi manca troppo. Perché te ne sei andata?
Ad un certo punto accettai la situazione e cercando di rimettermi in piedi capii che mi serviva qualcun altro. Sai, quando ti si rompe un gioco e non puoi ripararlo te ne trovi uno nuovo. Ma è un paragone infelice e non funziona per tutto.
Nella mia arroganza pensai che stessimo bene insieme e che non mi meritavo tutto questo. Mi misi a cercare. Innumerevoli ragazze, innumerevoli appuntamenti. Non compatibili. Ci provai per un anno per poi rinunciare. E vorrei averlo fatto prima, cosi non avrei perso tempo mettendo in gioco la mia dignità.
Nel momento in cui rinunciai, riuscii a superare la faccenda. Mi manca ancora la sua presenza nella mia vita ma la accettai come elemento del mio passato. Qualcosa che non posso riavere indietro. Era un vecchio capitolo, su cui potevo solo soffermarmi a rileggere ma senza rivivere l'esperienza. Mi gettai alle spalle la ricerca, le domande, non mi servivano più risposte.
Vedete, quando un gioco si rompe, non sempre si è pronti per uno nuovo, a volte bisogna rimanere senza quel gioco per riflettere su se stessi, per imparare ad essere forti anche senza e far crescere la propria indipendenza. Non bisogna cercare un nuovo gioco, si bisogna aspettare finché non lo si merita, come fosse un dono.
Per tutta la tua vita, la gente ti dirà: "tutto quanto accade per una ragione" e non è per forza il tuo compito ricercare quelle ragioni. A volte la cosa migliore da fare è accettare e andare avanti.