Nessuna domanda, nessuna risposta
“Grande raccordo anulare.
Giornata piena, infinitamente stancante.
Mamma è alla guida, io immersa nel telefono.
Rido e chiedo: “Mamma ma quando stavi imparando a guidare papà era tranquillo nell’insegnarti?”.
Nessuna risposta.
Turbata alzo lo sguardo, la macchina si dirige verso destra, le altre auto suonano i clacson.
Mi giro. “Mamma che succede?”. Nessuna risposta.
Ha perso i sensi.
In qualche modo riesco a fermare la macchina, “E adesso?”.
Panico.
Chiamo i soccorsi, qualche macchina si ferma ad aiutarmi. Fanno domande, non sento nulla.
Penso: “Papà!”.
Lo chiamo. Nessuna risposta. Lo richiamo e ancora nulla, nessuna risposta.
Arrivano i soccorsi, mi inondano con mille domande.
“Non c’è il battito..” ed io sono ferma lì.
Ora del decesso: 14:56.
“Papà perché non rispondi? Ho bisogno di te.”
Chiamo i miei fratelli, non so che fare.
Uno viene a prendermi, l’altro va a cercare papà.
“Venite in azienda.”, ci guardiamo confusi e storditi.
Arriviamo. Troppe luci, troppe persone, troppi dottori e troppi agenti.
“Che succede?”.
Papà è a terra in mezzo ad una pozza di sangue, con una pistola e un biglietto vicino: “Non sono abbastanza, vi chiedo perdono.”.
Ora stimata del decesso: 14:55.
Ah, l’amore. Che arma potente.
Quei due non lo sapevano eppure vivevano le stesse paure, le stesse preoccupazioni.
Vivevano nello stesso battito.”




















