Non andava male. Non andava affatto male. Era solo che, poteva andare meglio. Perché, forse, la vita mi aveva viziato finora. Mi aveva regalato tante persone, tanti obiettivi da raggiungere, tante speranze da soddisfare. Alla fine mi ero adagiato nella certezza che quest'abbondanza non sarebbe mai finita. Mi ero abbuffato di vita! Ero pieno, fino all'orlo, di tutto quello che mi circondava. Ma le illusioni passano, e la stessa mano che ti ha dato tanto, è la stessa che poi ti presenta il conto. Cosa mi rimane di quell'abbuffata? L'indigestione! Il peso sullo stomaco e la certezza che, semmai un giorno rivedrò una tavola così imbandita di vita, prenderò solo quello che mi piace. Allora ho capito che la vita si assapora, nei suoi momenti più preziosi, nelle sue sfumature più toccanti. Bisogna gustare ogni istante, gelosamente, come fosse il vino più pregiato. D'ingozzarsi no, non se ne parla più...











