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È da un po’ che non mi metto a scrivere quello che penso ma oggi è un giornata un po’ no. Ho tantissimo da studiare e non sto facendo niente perchè sto ripensando ad Anchovy. Sai quanto ti ho detto che volevo riscrivergli? Ecco l’ho fatto... ci siamo visti qualche volta e tutto per me è rimasto invariato. Quello che provo per lui non è cambiato. Mi è mancato davvero tanto. Ho però fatto una grande cazzata, ora sono di nuovo qua a pensarlo. Volevo scrivere giusto per sfogarmi un po’ e per fare un po’ di chiarezza su tutto quello che mi sta passando per la testa in questo momento. Ci siamo rivisti, abbiamo preso un caffè una, due, tre volte e qualche sporadico messaggio la cui risposta da parte sua si fa sempre attendere qualche giorno o spesso non arriva. Avevo paura la prima volta ma ero abbastanza deciso. Con l’andare del tempo però, è uscito fuori tutto quello che era stato nascosto con molta fatica dal poco tempo che ho passato a non pensarlo. Come siamo rimasti? Beh lui mi ha detto che può avere un “rapporto civile con me” ma che non intende alludere a niente di più serio o che almeno non sia dato per scontato. Mi sembra però che io non possa e non voglia essere suo amico. Avevo una voglia matta di baciarlo quando l’ho visto ma in lui molto è cambiato. Mi ha detto di essere ancora freddo nei miei confronti e che preferisce andare molto piano. A me tutto questo sta bene ma non mi sembra ci sia, nei suoi confronti, la voglia di aprirsi e ritornare, anche se con la massima calma, ad un rapporto diverso da due persone che parlano solo per qualche messaggio. Ho avuto molto tempo per pensare e ripercorrere tutto quello che è successo tra di noi. Perché ci siamo lasciati? Perché è successo tutto? Io, ad oggi, non saprei rispondere a questa domanda così fondamentale. Non saprei rispondere perché non mi è mai stato chiaro. Ho sempre dato la colpa a diversi fattori: la distanza, la moltitudine di cose che sono successo all’inizio di questo anno o semplicemente per due caratteri che, in una determinata situazione, hanno smesso di avere un dialogo aperto. Non ho però mai dato la “colpa” alla fine del sentimento che ci legava, un sentimento forte che io trovo ancora in me. Faccio una fatica immensa ad immagine tutto ciò cambiato dentro di lui, faccio davvero tanta fatica. La sua paura più grande nei miei confronti era il mio attaccamento quasi morboso verso di lui. Si, me lo riconosco. Ero davvero troppo attaccato ma per una serie di vicissitudini per cui nemmeno io con me stesso riuscivo a stare bene e trovavo in lui l’unica persona che mi faceva stare bene. Avevo problemi con l’Università e mi sentivo solo, terribilmente solo. Arrivato il momento in cui ho messo in dubbio anche lui mi sono reso conto che dovevo parlargli e spiegargli la situazione. Avevo bisogno di un momento per me, un momento di riflessione...













