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Domenica pomeriggio
E se, quando crediamo di amare qualcuno, ci rendessimo conto di non amare quella persona ma piuttosto l'immagine che questa ci rimanda di noi stessi?
Emily Dickinson , Sillabe di seta, 125.
Da "Ossi di seppia", Eugenio Montale
Marine Vacth
Cesare Pavese
Cesare Pavese
[...] Sarebbe ora che la società (cioè anche noi) la finisse di presentare le donne come esseri che vanno sempre trattati in maniera speciale, con un riguardo particolare, come se fossero indifese e necessitassero venerazione. Per come la vedo io è uno strumento di controllo, un modo per lasciare sempre la donna un gradino sotto, accarezzandole la testa.
E basta anche con la stronzata delle quote rosa o dei partiti che si vantano di quante donne hanno portato in parlamento. Non me ne frega un cazzo di quante donne portate in parlamento, m’interessa quante persone all’altezza ci portate, a prescindere dalla posizione in cui pisciano. Alle primarie del pd, ad esempio, sui quattro candidati della provincia (due uomini e due donne) si potevano esprimere due voti: uno per un uomo e uno per una donna. Un’ingiustizia. Io avrei voluto essere libero di votare per le due donne o per i due uomini, casomai avessi giudicato che i candidati migliori avessero lo stesso sesso. Le quote rosa sono una benda, una soluzione facile capace di cambiare le cose solo da un punto di vista numerico, un artificio per dire “visto? la metà sono donne”, mentre la società continua a essere sbilanciata a favore degli uomini. Gli stipendi più bassi a parità di qualifica, il minore accesso a ruoli dirigenziali, la minore occupazione, la visione della donna come proprietà e la violenza che ne ne consegue (di cui i media si ricordano ogni tanto, quando mancano altri argomenti) non si risolvono con le quote rosa. Secondo me (lo sottolineo, secondo me, in quanto non ho la presunzione di aver capito tutto, anzi) il cambiamento si ottiene operando sulla cultura delle persone, sulla loro educazione, sulla comprensione del fatto che la donna vale esattamente come l’uomo. Cioè, il più delle volte, pochino. Kaddour Kouachi www.kaddourkouachi.wordpress.com articolo completo www,kaddourkouachi.wordpress.com/2013/03/15/ledonnehannorottoilcazzo/
La donna vampiro - Edvard Munch
Jane Margolis - Breaking Bad
The Search for the Absolute ~ Rene Magritte
September Sixteenth ~ Rene Magritte
Via
Du’ anni che ‘n ce sei. Eccerto, è colpa mia … Te penso e nun vorrei … Aspetto che vai via.
Via da ‘sti pensieri che affogano la vita che mòre volentieri … È ‘n pezzo che è finita.
Via dalla mia stanza che odora, ancora odora … de te che ‘n lontananza me pensi, forse, ora …
Me pensi? Ma de che! Stai co’ ‘na certa Sara … Ma è bella come me? De na bellezza rara?
Eh sarà bella sì … Ma nun ce l’ho co’ lei. In fondo se finì fu pe’ gli errori miei.
Più vorte te l’ho chiesto: vattene se puoi … Ma resta solo questo: ricordi, miei, de noi.
Via dalla mia testa! Te prego, damme pace … Sei come ‘na tempesta che uccide mentre tace.
Poeti Der Trullo - Marta Der Terzo Lotto
Ho quasi paura, in verità, tanto sento la mia vita allacciata al pensiero radioso che l’anima mi ha preso l’altra estate, tanto la tua sempre cara immagine abita in questo cuore tutto tuo, questo mio cuore soltanto bramoso di amarti e di piacerti! Io tremo - e tu perdona la mia estrema franchezza - se penso che un sorriso, una parola da parte tua son legge ormai per me, e che ti basterebbe un solo gesto, una parola, un battito di palpebre, per chiudere il mio essere nel lutto della sua celeste illusione. Ma piuttosto io desidero vederti, dovesse l’avvenire essermi buio e fecondo di pene innumerevoli, solo attraverso una speranza immensa immerso in questa somma beatitudine di dirmi ancora e sempre, malgrado i malinconici ritorni, che ti amo, amore mio!
Le Bonne Chanson, XV, Paul Verlaine