Te ne sei andata così, senza salutare nessuno, in silenzio. Ti sembrano modi, T? Non sono arrabbiata con te, tranquilla. Però che cazzo, un "ciao, ci vediamo quando mi raggiungerete" potevi almeno lasciarlo. Ti hanno lasciato lo smalto nero di Halloween e senza trucco, e so che non approvi, perché ti piace essere sempre impeccabile, con il tuo rossetto rosso e l'eye-liner, e le unghie rosa, che tra l'altro questa volta erano bellissime, con lo sfumato. E poi il vestito da sposa... cazzo, spero glielo abbia chiesto tu, perché è stato tristissimo. Saresti stata bellissima, e quel velo con i tuoi lunghi capelli biondi era semplicemente stupendo. Ma non arriverà mai il giorno del tuo matrimonio, e noi non ti vedremo sposa, nè madre, nè qualunque cosa saresti potuta diventare. T, ma sei sicura che sei morta? No, perché io non me ne rendo conto, e sto aspettando che torni. Tu non sei in quella bara bianca, vero? Non sei nella sala mortuaria, tutta sola nel freddo di Novembre, vero? Tu sei nell'arcobaleno di oggi, e stai bene e sei felice. Ti sono piaciuti i palloncini? 150, poi non dire che siamo degli amici di merda. Ma poi ti volevo far notare che ci vuole l'arte per morire il 2 Novembre, il giorno dei morti, alle 11:30 del mattino (era per prenderti l'ultimo caffè freddo, come se Dio non te l'avesse offerto) , tutta sola (lo so che non ti piacciono gli ospedali, ma dacci almeno una speranza o qualche medico con cui prendercela), nel sonno. Eri bella, comunque, anche da morta. Un po' bianca forse, ma il bianco fa élite. Sembrava dormissi, come dormivi in autobus quando andavamo in gita- solo che lì ti svegliavi. Tua madre è stata con te tutto il tempo, sei stata cattiva a non avvisarla, a lasciarla uscire. Non parliamo degli altri (tuo zio ti ha continuato a chiamare per tutto il tempo, ma non hai risposto). E Angelo? L'hai abbandonato senza ammettere proteste. La mia lettera l'hai sentita? Concisa è piena di sentimento, come piace a te, che mi incoraggiavi a scrivere ma non avevi ma sbatta di leggere tutto. Spero tu non ti sia distratta a guardare le nuvole. Ma poi, T, non eri tu quella che voleva fare la maturità e andare a vivere a Roma? Te ne sei dimenticata? E i tuoi bambini biondi? E la patente, che dovevi fare l'esame? Questo'anno, poi, dovevamo andare in vacanza tutte assieme, finalmente da sole, e ora come ti portiamo? Quelle pagelline di morte mi fanno venire la depressione, lo sai. Ah, tra l'altro la plastica sul manifesto era sporca,così , giusto per farti arrabbiare un po', perché io lo sono molto. T, cazzo, ma chi te lo ha fatto fare? Ma perché non hai chiesto di andare all'ospedale? Non vorrei essere sempre la solita, ma te lo dico sempre o no, di avvisare se ti senti male? Sabato non saresti uscita, che te ne fotte! Guarda tu che ci hai combinato! Bel ponte ci hai fatto fare! Se ancora non lo hai capito, vorrei arrabbiarmi con qualcuno, e invece sei arrivata all'ospedale già morta. Non posso dare la colpa a qualche guidatore ubriaco, o a un medico inefficiente, o a qualcuno che ti ha tipo spinto giù dalle scale del tuo pianerottolo. Ti ricordi quando mi aspettavi alla fine delle scale e quando stavo per salire alle ultime mi venivi incontro e mi abbracciavi? E ora chi mi aspetta più? E chi prepara i dolci per Angelo? Ti ricordi che tutti i giorni mi chiamavi a ora di pranzo? Non avevo mai neanche mangiato, lo sai? E il peluche che hai regalato a mia sorella quando si è operata? E la vacanza nelle tua casa al mare, vicino al laghetto delle aragoste? E quella volta che volevamo vedere un film di Halloween, ma ci addormentammo sul divano? Era Dracula, mi pare, ma era brutto, alla fine. E il gelato a fine estate? E i pomeriggi passati a commentare cosa succedeva in classe? E i riassunti del Grande Fratello? E lo stalking su Instagram? E le figure fuori scuola? Ti sei stancata? T, perché ci hai lasciato? Perché ti sei addormentata? Perché non ti sei svegliata? Risposa in pace, gallinella mia. Ti voglio bene, non te lo dimenticare mai.