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Estrema grandezza, era lecito credere che fosse infinita... regram @liverpoolfc #ThanksStevie
Yeah, yeah, yeah!
Quello che manca
Guardare i film, 99 volte su 100, è qualcosa che mi devasta. Penso, rimugino, spesso mi commuovo. In ogni caso, ne esco triste o incazzato. L'amore improbabile, le gioie indicibili, le tragedie sfiorate e le miracolose combinazioni di eventi. La vita dei film è troppo più densa della mia, che non va da nessuna parte, non importa quanto io la spinga. Mi sto sforzando, come poche volte ho fatto nella mia vita. Per cambiare, per sorridere, per crederci. Ed ecco che guardo un film, i pensieri si affollano, spuntano domande come funghi e mai una risposta soddisfacente. E piango, e sento il baratro risucchiarmi. Eppure, qualcosa di buono c'è: scrivo, e il vuoto sembra meno vuoto.
Tranquilli...
Non sono morto. Non sono sparito. Sto rielaborando.
Niijima, Tokyo | Japan (by muju_79)
E mi sa che sti giorni farò strage...
Per sempre
Poche ore fa, si è sposata una delle mie più care amiche. Fa parte della mia vita da quindici anni, con alti e bassi, e la sua felicità fa felice anche me, il giusto. Si è pianto tanto, più che altro per il fatto che andrà a vivere lontano, anche perché il suo era già un matrimonio di fatto. Quando due persone stanno insieme da tanti anni, sposarsi diventa una logica conseguenza, non un salto nel buio.
Eppure, anche per loro, ci vuole coraggio a dire "per sempre". E sono sicuro di crederci più di tanti altri, proprio io che per anni ho pensato che non l'avrei mai fatto. Ora, arrivato a 30 anni, ci penso. Dire "per sempre" può non essere una stronzata. Non lo è quando ami con tutto te stesso e sei amato altrettanto, quando l'altra persona capisce e comprende i tuoi difetti e tu sei capace di sopportare i suoi con dolcezza e ironia.
Il parroco ha chiesto ai genitori degli sposi cosa servisse per far durare un matrimonio a lungo... loro hanno parlato di rispetto e pazienza, il prete ha ovviamente aggiunto la fede. Io credo che serva saper fare i passi giusti e sapere quando farli: un passo verso l'altro, quando ha bisogno di noi, un passo indietro quando forse prentendiamo troppo, e riprendere a camminare insieme.
Il matrimonio è fatto di compromessi, ciò che serve è trovare la persona giusta, quella con cui bastano pochi passi per ritrovarsi. Ci vuole coraggio per dire "per sempre", sì, ma a volte basta l'incoscienza: spesso, sono queste le unioni che falliscono, quelle in cui l'innamoramento nasconde le differenze, quelle in cui pensi che "col tempo le cose cambieranno". Ho sentito di coppie in crisi che, per risolvere una crisi, dicono "sposiamoci" e per risolvere la successiva dicono "facciamo un figlio".
Se mai mi sposerò, le chiederò di sposarmi dicendole "Con te sono felice, sposami"... Non so accontentarmi di un qualcosa che forse, col tempo, si aggiusterà . Se vorrà dire rimanere da solo, pazienza, non era destino. Negli occhi della mia amica e del suo sposo ho visto ciò che dovrebbe essere un matrimonio, il coronamento di un sogno d'amore. Non sono parole vuote, siamo noi che ne stiamo perdendo il significato.
E abbiamo pianto insieme, quando le ho sussurrato "Mi mancherai"... Ma questa è un'altra storia...
When my absence doesn’t alter your life, then my presence has no meaning in it.
Arriva luglio...
Spesso succede, almeno a me, ma credo sia comune. Tanti, troppi pensieri in testa e poi? Niente da dire. I miei silenzi sono poco fertili, ma una volta su dieci generano esplosioni. Giugno sta finendo, e non è stato un gran mese. Luglio, bah... Razionalmente so cosa aspettarmi da un mese che non ho mai amato troppo. Farò il bravo e non partirò prevenuto. Le aspettative restano basse, per tenermi al riparo da delusioni a buon mercato. Ma i sogni no, quelli restano pazzi e altissimi. Prospettive mediocri non sono degne di essere sognate.
E aggiungo io... ci si può innamorare da soli, ma per amarsi bisogna essere per forza in due...
Quella che vedo è la mia natura di sempre. La mia solita natura individualista, cocciuta, poco cooperativa, a volte arbitraria e capricciosa, eppure capace di dubitare di sé, e sempre pronto a trovare un elemento comico – o qualcosa di simile – anche nella propria sofferenza. Con lei, come fosse una vecchia borsa tenuta a tracolla, ho percorso molta strada. Non me la porto appresso perché mi piaccia. È troppo pesante per me, e nemmeno tanto bella. Qua e là è strappata. Mi sono rassegnato a tenermela perché non ne ho un’altra di ricambio. È quella che è, ma le sono affezionato. Ovviamente.
Haruki Murakami, "L'arte di correre"
Il mio giorno per ricordare
Due giorni e cinque anni fa, ho perso mio padre. Non è stato il genitore ideale, per colpe che, per lo più, non erano sue. Non ho fatto molto per aiutarlo, soprattutto durante l'adolescenza, ma, con la maturità , sono riuscito a recuperare, a dimostrargli il mio affetto. Lui l'ha riconosciuto, in maniera palese ed esplicita, e a me sono rimasti pochi rimorsi, per lo più rimpianti.
Io volevo, e ancora voglio, renderlo orgoglioso. Saperlo contento, ogni qual volta raggiungevo un traguardo, era un premio importante. Non averlo più è uno sprone in meno, al di là della cicatrice che resta, necessariamente sul cuore.
E due giorni fa, come ogni anno, sono andato a "trovarlo", al cimitero. C'era un sole che spaccava le pietre, ho sorriso pensando a quanto gli sarebbe piaciuto sdraiarsi e dedicarsi alla tintarella.
Non sono un gran credente, ma spero che qualcosa ci sia dopo la morte e, in fondo al cuore, conto che i cari che ho perso siano lì, sopra di me, a vegliare e spingermi. In questa speranza, più che pregare vado al cimitero per fare il punto della mia vita, come se non sentissi il mio papà da qualche mese e volessi aggiornarlo.
E poi, gli chiedo aiuto. L'ho fatto anche stavolta, gli ho chiesto di darmi la forza per diventare un uomo migliore. In quel momento, dal nulla, si è alzato un dolcissimo venticello a mitigare la calura, a regalarmi un brivido, un fresco abbraccio. Il mio cervello mi dice che era una semplice coincidenza, ma non ho potuto far a meno di sorridere, mentre due lacrime mi rigavano il viso. Ho guardato la sua foto, serena e rassicurante. Ne è valsa la pena, posso ricominciare.Â
Il mio procrastinare
Rinviare le azioni fa parte di me. So reagire all'urgenza, se viene da fuori, ma, se non ho una scadenza, addio. Non è solo pigrizia, come sembra all'esterno. A volte si tratta delle classiche cose che uno deve fare senza voglia, come pagare una tassa. Altre volte, invece, ho solo bisogno di cucinarle un po', le mie cose, di farle borbottare in pentola come fossero il ragù napoletano o i fagioli. Di solito, sono cose a cui tengo parecchio.
Faccio come fanno gli sciatori, prima di una gara. Chi l'ha visto sa già a cosa mi riferisco. Stanno lì, fermi nel parterre, senza ancora gli sci agganciati agli scarponi, e 'visualizzano' il percorso: muovono la testa e il busto a destra e a sinistra, simulando mentalmente il gesto atletico che stanno per compiere, immaginando le traiettorie migliori da prendere. Io faccio così.
In questi giorni ho pensato a un paio di cose che vorrei scrivere qui, vorrei parlare di lacrime e di vento. Penso anche di avere una citazione o due da postare, di quelle che valgono per me. E devo pure correggere i tag dei miei post, che sono un po' incasinati, ma ora ho capito come si fa.
Lo farò. Ora no, sono stanco, e la pentola deve borbottare ancora un po'... sennò, il ragù non viene bene.
Reblog if you have a crush on someone ♥Â
Damn...
Yeah, Man...