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@obscure-object
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Lol, I said it to at least a couple of friends of mine recently
RTFM
In modo empirico e senza la minima pretesa di precisione andrò a fare un'affermazione scomoda e antipatica per taluni che però, se vorrete, potrete verificare magari in modo più scientifico.
L'ask che ieri sera @firewalker mi ha girato mi ha fatto tornare in mente quel lungo periodo in cui ne ricevevo decine e decine al giorno, culminato poi nel 2020 in cui gli ask erano decine e decine all'ora.
Attenzione, qua non stiamo parlando se le mie risposte fossero 'vere/scientifiche/professionali' o meno: alcune richiedevano solo qualche minuto di scrittura perché era un argomento che conoscevo in modo impeccabile e inequivocabile, altre qualche decina di minuti perché volevo ricontrollare le informazioni o fare una ricerca più approfondita.
In ogni caso il mio contributo era 'faticato' ed espresso con il massimo di serietà e impegno possibili.
Tutta questa manfrina - solo all'apparenza autocelebrativa ma in realtà solo utile a presentare la questione - per dire che qualche giorno fa, dopo una discussione sulle intelligenze artificiali, ho deciso di riprendere tramite tag un bel numero di tutti gli ask che mi sono stati inviati in questi anni e di sottoporli uno a uno a Gemini...
Beh, se credevo di gioire delle sue scriteriate e allucinatorie risposte che mal di schiena a raccattare la mia autostima dal pavimento.
Fuori battuta, il mio esperimento non si è limitato ai soli miei ask di argomento medico ma anche altri miei contributi su altri argomenti e da lì a domande generate sul momento che spaziassero e poi approfondissero in modo microscopico su argomenti davvero di nicchia... Gemini è stata precisa, impeccabile e a quanto posso aver controllato io senza la minima traccia di allucinazione o di contenuto fuorviante.
A questo punto sarei curioso di sapere da voi se, interrogata nei campi di conoscenza a voi consoni, vi desse la stessa impressione di estrema precisione e affidabilità.
In ogni caso provo sentimenti contrastanti perché sono circondato da persone molto giovani - e io stesso lo faccio sempre di più - che utilizzano questo strumento in modo costante e con le più disparate richieste, soprattutto in modo non marginale per domande sulla salute mentale.
Ora, se ci riflettiamo le alternative non è che siano molte altre o che automaticamente siano migliori, spesso tutt'altro:
O la cosa la sai oppure cerchi di saperla e per cercare di saperla puoi chiedere a una persona che la sa e fidarti (fiducia epistemica) oppure cercarla sui libri su internet e avere una capacità critica così potente da riuscire a fare cernita nel pantano e sapere di esserci riuscito.
Certo, così si perde il concetto di fiducia epistemica nei confronti di figure autorevoli e professionali o quello di capacità di discernimento delle informazioni, però vi faccio una domanda: siamo adulti fatti e finiti e una parte di noi ha quelle doti di cui sopra (altrimenti negli anni 80 e in parte 90 non si sopravviveva) ma siamo sicuri che oggi ci siano così tante figure autorevoli delle quali fidarsi o informazioni digitali affidabili e fruibili quotidianamente da tutti?
Per concludere, il titolo è l'acronimo sprizzante la simpatia tipica degli informatici e significa Read The Fucking Manual e un tempo era la risposta più o meno standard che veniva data nei forum dedicati quando un utente non era abbastanza Neo da domare il Matrix e chiedeva delucidazioni su qualche argomento.
Io dico che da oggi potremmo usare ATFAI... Ask The Fantastic Artificial Intelligence [emoji ironico here]
@nusta
Santa polenta, un tag così, appena sveglia! XD ci sarebbero millemila cose da dire, sul rapporto umano in potenza che viene a mancare, sull'effettiva disponibilità delle persone "di riferimento" e il carico psicologico che essere "di riferimento" comporta, sulle competenze presunte ed effettive e sulla loro valutabilità e continuità nel tempo, sia per la gente che per i software, sulla componente emotiva che investe chi si rivolge a una persona rispetto a chi si rivolge a un "ente", sull'effettivo risparmio di tempo e potenziale acquisizione di autonomia per chi si organizza un sistema di riferimento per i suoi dubbi (esistenziali o meno che siano) sulla base di conoscenze rese disponibili dalla comunità senza dover interpellare specificatamente di volta in volta delle persone. Ora questo sistema comprende anche le AI, ma non è proprio la "comunità" ad averle messe a disposizione, anche se il sapere comune è in gran parte alla base dei contenuti che sono in grado di rielaborare per chi le interroga. E il discorso sulla "proprietà" e sulla responsabilità che essa comporta è altrettanto vasto e ingarbugliato.
Dopo questo muro di testo, devo andare a fare colazione. Ti lascio con un esempio concreto: poco fa, prima di alzarmi, per mettere in pace la testa dai pensieri bleh, stavo di nuovo cercando di ricordare se 2027 fosse un numero primo. L'ho già cercato di calcolare tempo fa, ma ero in bici e non mi ricordo come è andata a finire. Ho pensato che deve esserci probabilmente un modo per farlo "matematicamente" e ho pensato di chiedere a @paperometria e poi ho pensato di guardare su google e poi ho pensato alla "solitudine dei numeri primi" che non ho mai letto ma solo sentito nominare tante volte e forse potrei anche leggerlo prima o poi, per capire se solitudine si intende nel senso che più sono grandi e più sono lontani o nel senso che non hanno altri numeri che li possono dividere, insomma, mi sono distratta dal calcolo e mi sono alzata. Tutto questo per dire che la facilità del trovare risposte è solo un pezzo del problema, solo un filo del gomitolo, solo un ingrediente della ricetta. Ora devo proprio colazionare direi u_u
Quello che posso dirti sul discorso 2027 e AI è questo, @nusta :)
Però per ognuno di noi il concetto di fiducia verso un sistema umano o artificiale è totalmente personale quindi, volendo togliere dal discorso il mio odio personale verso quella che è una confusione mondiale di fondo tra probabilità e verità, posso dire che se la AI supera quel livello di confidenza minimo di cui si ha bisogno, allora ci si può affidare alla AI e se ne assumono i rischi conseguenti.
Ormai sono arrivato all'ordine di idee che il test di Turing dovremo non più farlo ai sistemi artificiali ma al nostro cervello, e i risultati sarebbero sorprendenti da un lato, estremamente deludenti dall'altro.
Però se chiedi a me se 2027 sia primo o meno mi guardo bene dal toglierti la gioia di scoprirlo e ti consiglio di divertirti con il test di primalità basilare, che trovi ben spiegato qui:
La AI potrà anche fornire la risposta corretta, ma anziché stirare le mie camicie prova a togliermi il gusto del sapere, e a questo se semo ridotti :) .
@kon-igi
Impeccabile no, ma precisa sì. Anzi, sempre più precisa, col passare del tempo. Le allucinazioni iniziano a essere sempre più limitate, nel mio settore.
Per completezza, mi pare giusto descrivere il mio approccio.
In passato usavo AI principalmente come un motore di ricerca dopato (dalle mie parti si dice "search engine on steroids"). Dapprima deludente, ora non sbaglia un colpo. O per lo meno, di recente non mi è piu' capitato: ho anche fatto numerose ricerche di cui conoscevo la risposta, e ho ricevuto le informazioni corrette.
Ora la uso spesso in modalità agentic (non ho idea se esista un termine differente, in italiano, scusate). Potrei vantarmi della precisione dei miei prompt, che superano i 10.000 caratteri, ma quel che conta è che il risultato è eccellente. Mi fa risparmiare un sacco di tempo sul posto di lavoro.
Sto iniziando solo negli ultimi tempi a creare applicazioni. Sono davvero alle prime armi, più che altro perché non è una necessità lavorativa, quanto piuttosto un piacere personale, e desiderio di imparare. In ogni caso, Claude Code e CodeX mi hanno stupito in positivo, e intuisco come un Senior SW Developer possa gestire in autonomia un batteria di Mac/Laptop, e produrre un sacco di codice 7x24. Come fosse lui solo un intero team di 6 persone.
Le preoccupazioni sul come persone junior, in tutti i settori, possano fare la gavetta senza farsi sedurre immediatamente da queste tecnologie è valida. Non ho una risposta, ma è chiaro che una soluzione andrà trovata. Delle due l'una: o AI diventa uno strumento che cambia le nostre vite come lo fa fatto chessò l'automobile (i più non hanno idea di come funzioni o come ripararla, ma la usano eccome). Oppure AI diventa l'arci nemico, che riduce le nostra capacità intellettiva, di ragionamento, e di inventare nuove cose. Su quest'ultimo tema, senza neanche scomodare AGI o ASI o Treacherous Turn, non ho risposta.
Poi ci sono altre preoccupazioni, come continuità lavorativa, posti di lavoro, eccetera, ma sono temi al di fuori dello scopo di questo post.
Mi auguro però di avere risposto alla domanda originale!
When I was about 6 and 7 we lived for a while in a house, built in the 19th century, where every door had hardware like this.
Noto con (dis)piacere che son tornati i Tumblr pornbot.
Leggermente più sofisticati che in passato, ma ugualmente imbarazzanti.
Creare e condividere gif porno è una mestiere serio: voi bot, al massimo, potete andare a lavorare
Vorrei fare delle nuove amicizie senza secondi fini, chi come me?
Così bello non dover sempre specificare che non vuoi una relazione, non cerchi l'anima gemella, ma vuoi fare soltanto due chiacchiere in amicizia, ma mi tocca specificarlo sempre.
Elliott Erwitt (Américain, 1928-2023), New York, 1954.
Stai zitto.
Da quando mi è accidentalmente nato il secondo nipote, sono costretto a passare molto più tempo con il primo. Non che mi dispiaccia, sia chiaro. Vito oramai ha sei anni e, accento austriaco a parte, parla un italiano eccellente e sta sviluppando un ottimo senso dell'umorismo. Purtroppo è di una dolcezza disarmente e la vita lo bastonerà in maniera irreversibile ad un certo punto, ne sono sicuro. Dicevo, non mi dispiace passare del tempo con lui. Abbiamo tantissime cose in comune: ci piacciono i Pokémon (ok a lui piacciono perché IO gli ho fatto una testa tanto da quando era in fasce) e i videogiochi. Vorrei passare del tempo anche con il secondo, ma solo perché è un ammasso di ciccette variegate sparse su tutto il corpo, si muove a malapena, sbava, fa i versetti, insomma è una pallina tendente all'obesità che vorresti spremere di coccole. Ah ecco da dove ha preso Vito la sofficità. Scorre nel sangue.
Vito viene a casa mia perché vuole giocare a Mario Kart. Io sono lo zio con i videogiochi e le carte dei Pokémon. Tutto qua, non ho altre qualità ahimé. Se provo a suonare la chitarra mi dice di stare zitto. Se provo a leggergli qualcosa di interessante mi dice di stare zitto. Se provo a spiegargli come sopravvivere in questo mondo bastardo, indovinate cosa mi dice? Esatto. Di stare zitto.
Si guarda attorno in cerca di qualcosa di simile a casa sua. Mi chiede se possiamo guardare Netflix. Io gli rispondo che non ce l'ho. Mi chiede perché. Rispondo: perché non ho soldi, non me lo posso permettere. Mi dice che fa caldo, mi chiede se posso accendere l'aria condizionata o un ventilatore. Gli dico che non dispongo di suddetti attrezzi, perché non ho soldi e non me lo posso permettere.
Si muove verso la cucina. Apre il frigo. Mi chiede perché ci sono così poche cose da mangiare come mangia lui in genere, tutto bio e vegano. Gli rispondo sempre la stessa cosa: non ho soldi e non me lo posso permettere.
Poi andiamo in salotto. Guarda la bacheca dei videogiochi. Guarda i raccoglitori contenenti centinaia e centinaia di carte rarissime e mi dice: "Certo che hai un sacco di carte e videogiochi per essere uno senza soldi".
E io che cazzo dovevo dirgli? Ha ragione. Ho provato a spiegargli che suo zio, più che povero, è un povero stronzo che fa solo scelte sbagliate. Che si sta impegnando tanto per migliorare, ma che è ancora indietro. Molto lontano dall'essere l'adulto responsabile che vorrebbe diventare. Vito ascolta, mi guarda e mi dice: "Stai zitto e giochiamo a Mario Kart".
In casa vengo regolarmente bullizzato da Ernesto, il gatto, e ora pure zittito da mio nipote. Mi resta solo il basilico con cui confidarmi e pure lui quest'anno lo vedo messo male.
Eravamo seduti a guardare le stelle. Ho provato a spiegare come mi sentivo riguardo l'imminente operazione all'occhio che avrei subito. Io non riesco ad aprirmi con le persone, a voce. Riesco a scrivere dei testi lunghissimi dove ogni tot piazzo una battuta per cercare di risollevare il morale ma dal vivo, di notte, mentre tutto attorno è stelle e buio, io mica ci riesco. Mi è stata mossa l'accusa di essere un uomo che non si apre tanto. A me. Io che ho tre stagioni di un podcast dove racconto come sto, come si sente un maschio bianco etero sulla quarantina, apparentemente sono uno che non si apre. Non ci riesco dal vivo, è vero, ma perché so che quello che giace dentro di me, può risucchiare tutte le stelle e il buio della notte e farlo scomparire in un abisso di lacerante desolazione in cui non voglio trascinare nessuno. Laggiù ci sono io, le mie carte e videogiochi e voi di tumblr.
Come lo spiego a un essere umano che non è cattiveria, il volermi tenere per me quello che mi occlude da sempre, da quando ho capito che fare battute era l'unico modo per riuscire a convivere con l'onnipresente desolazione?
Stavo visitando una mostra delle opere degli studenti dell'accademia d'arte di Vienna. Ero con una nuova conoscenza. Guardavamo queste opere terribili, di gente che se non fosse stata presa a fare quadri probabilmente starebbe fondando il prossimo partito nazi-socialista (inside joke delle accademie d'arte viennesi). Ispirato dalle rappresentazioni su tela, le chiedo di descrivermi il suo mostro personale. Devo attendere qualche momento ma poi arriva: "Non ne ho uno da molto tempo, e non ricordo come fosse fatto". Posso dire che non sopporto le persone prive di immaginazione e incapaci di descrivere i loro stati d'animo. Così taccio. Mi chiede "E il tuo, com'è?". Il mio è un bambino gracile e dai capelli lunghi e bagnati davanti alla faccia. Sta sempre in un angolo, ovunque sono. Ha la pelle tendente al verde acqua. Penso sia morto affogato. Ha gli occhi che ricordano uno stagno. Alghe e piaghe si mescolano sulla schiena. Non parla. Sta zitto e mi guarda. Mi guarda sempre. Talvolta apre la bocca ma sgorga solo acqua marrone. Sento che ci tiene a farmi vedere come si sta bene quando si tocca il fondo e l'aria non è più un problema. Mi invita sempre, ad affogare insieme a lui. Non vola più una mosca. È difficile fare nuove conoscenze dopo i quaranta, devo ammetterlo. Soprattutto quando i tuoi hobby sono dare da mangiare a un gatto obeso e ignorare lo spettro di un bambino affogato.
Stavo passando l'aspirapolvere. In casa ho un Dyson che non mi posso permettere e infatti era quello che mia madre stava dando via quando si è comprata il nuovo modello. Sono miserabile ma circondato da boomer che ce l'hanno fatta nella vita. Avere un Dyson funzionante in casa è sinonimo di successo parer mio. A un certo punto: il dramma. Smette di aspirare, si accende una spia luminosa. Il filtro va pulito, qualcosa lo sta ostruendo. Corro ai ripari e lavo con attenzione il filtro, non posso permettermi un nuovo aspirapolvere e mia madre è ben lungi da cambiare l'attuale modello di cui dispone. Lo devo lasciar asciugare per 24 ore, dopodiché tutto tornerà alla normalità, spero. Il giorno dopo lo riattacco. Devo pulire casa con estrema regolarità altrimenti finirò affogato nei peli delle bestie (e non sul fondale dello stagno insieme al mio mostro). In quelli rossi biancastri di Ernesto e in quelli neri e stopposi della cagnolina Maybelline. Lo accendo e la spia è ancora lì. Pulire il filtro non è stato sufficiente. Cerco di non farmi prendere dal panico e apro la scatola delle istruzioni. Sì, sono una persona previdente (paranoica) che non getta mai nulla e conserva tutte le istruzioni riguardanti gli elettrodomestici in casa dentro un'apposita scatola. Trovo le istruzioni giuste, leggo che devo adoperarmi e rimuovere il blocco manualmente. Prendo una pinzetta, identifico un pertugio che presenta un ciuffo di peli incastrato. Inizio ad estrarre. Esce il mondo. A poco a poco, rimuovo un'ostruzione fatta di peli, granelli di lettiera, capelli, barba. È un processo di una goduria pazzesca. Mi ricorda quei video che guardo la notte quando non riesco ad addormentarmi, quelli di gente che lava automobili degli anni 70 o tappeti lerci come solo una discarica sa fare o rasa praticelli trasandati in cambio di visualizzazioni. Continuo a estrarre, sono felice. Identifico un pezzetto di fil di ferro che aveva fatto da collante tra tutte queste sporcizie. Eccolo il colpevole. Chiudo tutto, riaccendo il Dyson, aspira come non mai. La casa torna pulita in men che non si dica.
Scrivere, per me, equivale a trovare quel pezzo di fil di ferro che ostruisce i miei pensieri.
Lo faccio da quando ero alle superiori. Quando mi domandavo perché avevo bisogno di essere sempre al centro dell'attenzione e far ridere tutta la scuola.
Dopo una mezz'ora, decido di spegnere la Switch e smettiamo di giocare a Mario Kart. Ero stanco di umiliare mio nipote che arrivava sempre dodicesimo. Che scarso che è. Mica riuscirà a concludere qualcosa nella vita se non si sbriga a diventare più bravo di me ai videogiochi.
Oggi sono andato in ospedale a fare nuovamente l'iniezione nell'occhio. Quella dove mi bloccano le palpebre stile Arancia Meccanica e mi bucano il bulbo con un ago per infilarmi una nanomedicina minuscola che, spero, mi darà un po' di tregua per i prossimi mesi. Sono tornato a farmi somministrare questa traumatica medicina per due motivi, il secondo è per stare meglio. Mentre il primo è per essere chiamato "il giovanotto", dato che tutti gli altri pazienti in sala hanno più di settantanni. Mi piace vincere facile. Per questo gioco a Mario Kart contro mio nipote.
Mentre ero in sala d'attesa mi guardo attorno. Non c'era il bambino affogato. Che codardo. Nemmeno lui ha voglia di affrontare quello che tocca a me.
Ecco l'altra spesa, dopo i videogiochi e le carte, che aiuta a definirmi "miserabile come la merda": le visite mediche.
Ora sono seduto al solito bar, con l'occhio destro che brucia e fa male come con mai, intento a estrarre il fil di ferro dai miei pensieri e provare a trovare il lato positivo in tutto questo. Perché sono stanco di lamentarmi (dal vivo almeno eh, quassù lo farò sempre, mica ve la scampate) e voglio provare a essere una versione migliore di me. Ci sto provando sul serio, da un po' di tempo. La mia psicologa sarebbe orgogliosa, non fosse che ho dovuto lasciare la terapia per comprare più carte e videogiochi.
Ordino un altro prosecco e affogo là dentro. Il mio mostro bagnato mi guarda, prova a dire qualcosa ma è solo bolle e riflussi d'acqua stagnante. Alza il pollice in segno di approvazione. Sollevo il calice, gli dico "Alla tua! Ne abbiamo passate tante assieme, vedrai che passerà anche questa!". Lui smette di sbrodalarsi addosso e dice "Stai zitto."
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Happy Independence Day!
Long conversation / Долгий разговор Natalia Livitchuk, 2016
i'm getting the sense some of you are not actually forklift certified.
well damn . egg on my face
THE PLOT THICKENS @averagejoey2000 explain yourself
I can't believe this is how I'm finding out that I got a scam forklift cert.
I took the cargo ops class at school but my teacher explained that it doesn't give a certification and I'd only be okay for ship's crane and the school forklifts. she said I could take an online exam and get my cert. I paid 60 bucks.
I'm googling and I'm seeing a lot of resources saying that the online programs cover the classroom part of the exam but not the in person practical aspect.
29 CFR 1910.178 (l)(2)(ii)
but I did the in person practical shit at school.
the back of the card even had fancy numbers on it. I couldn't have known that this isn't the one. this website sounded more official than certifyme.net, and there wasn't one with a .gov address.
so, I emailed OSHA, and they said that so long as I live and work in California, there's no such thing as forklift certification. I have to be told how to do it every time I get the job.
Update: I took a certification class in shipboard Material Handling Equipment at my federal job. *now* I'm forklift certified, but only on ships and piers and only for this company, but also rated to forklift explosives and hazardous materials. Also I'm a woman now.
This is the content I crave for, thank you Tumblr.
Also, the "Also I'm a woman now" is probably the best plot twist ending ever, in a thread about forklift certifications.