Xuebing Du

JVL
noise dept.
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
Cosimo Galluzzi

@theartofmadeline
NASA

#extradirty

shark vs the universe
tumblr dot com
Mike Driver

izzy's playlists!
occasionally subtle
Show & Tell
d e v o n
sheepfilms

titsay
AnasAbdin
Monterey Bay Aquarium

seen from Netherlands

seen from France
seen from United States
seen from United States

seen from Sweden

seen from Poland

seen from United Kingdom
seen from United Kingdom
seen from United States
seen from Germany
seen from Ukraine
seen from Uruguay
seen from United States
seen from Germany

seen from United States
seen from United States
seen from Portugal
seen from Spain
seen from Switzerland

seen from United States
@out-o-matic
Un grido di dolore sulla sicurezza stradale: la morte di Adele a 14 anni ci interroga tutti.
Una parte di me continua a domandarsi
Tra quanti anni questo inside joke smetterà di avere senso per la gente comune.
Boh?
Torino ha il più alto tasso di motorizzazione in Italia. Emerge dal Rapporto MobilitAria 2026, che sottolinea l'importanza di aumentare gli
IKEA non è solo il colosso svedese dei mobili economici: è un capolavoro di ingegneria psicologica, logistica e finanziaria. Tutto nasce dalla mente di Ingvar Kamprad, un ragazzo dislessico cresciuto nello Småland svedese, che trasforma la sua difficoltà nel memorizzare i codici nel più iconico sistema di naming al mondo.
L'intuizione che cambia le regole dell'arredamento arriva nel 1956 con l'invenzione della "scatola piatta". Invertendo la logica tradizionale – progettare prima per il trasporto e poi per l'estetica – IKEA abbatte i costi di produzione, spedizione e stoccaggio. Questo genera il celebre "IKEA effect": costringendo i clienti a montare i mobili, ne aumenta il valore percepito. L'aggiunta di percorsi a labirinto nei negozi e del cibo economico (le iconiche polpette) è una mossa geniale di retention per trattenere i consumatori e incentivarli all'acquisto.
Dietro la facciata rassicurante e accessibile, però, si nasconde una delle strutture societarie più complesse e opache al mondo. IKEA non è un'unica azienda, ma un puzzle legale. Al vertice c'è una fondazione olandese esentasse, la Stichting INGKA, creata per blindare la proprietà per sempre e impedire a chiunque di smembrarla.
Allo stesso tempo, un sistema di franchising internazionale permette a Kamprad di far uscire enormi profitti: i negozi IKEA pagano royalties per l'uso del marchio a una società parallela controllata dalla famiglia, con sede in paradisi fiscali. Una postura fiscale così aggressiva da aver attirato le indagini dell'Unione Europea per elusione e aiuti di Stato.
A questa complessa architettura finanziaria si aggiungono ombre oscure: dal pericoloso e mai del tutto rinnegato passato nazista di Kamprad, fino alle recenti inchieste di Greenpeace sulla deforestazione dei Carpazi in Romania. Nonostante queste controversie etiche, fiscali e ambientali, IKEA continua a dominare il mercato globale, sfondando i 40 miliardi di fatturato e confermandosi un impero commerciale apparentemente invulnerabile.
non penso i tassisti siano sti ricconi evasori. per me bisognerebbe distinguere tra chi evade e ha soldi a palate (come il dentista da cui andavo prima e che hanno beccato, come il bar vicino al duomo che faceva scontrini ridotti e sottopagava i dipendenti) e commercianti e professionisti che cercano di avere una vita decente e sono subissati di tasse. sennò è un’altra guerra fra poveri, magari poverissimi contro poveri, ma tant’è
E comunque anche i taxi hanno i POS.
I tassisti hanno i POS ma fingono di non averli!
E aggiungo:
@nonmiraccapezzolo per carità, è giusto prendersela prima con i grandi evasori e poi con i piccoli, però.. l'evasione va combattuta a 360° altrimenti ci sono distorsioni che non portano a nulla di buono
Se tutti evadono devo evadere anche io, altrimenti non ci sto con i costi
Se tutti evadono mancano fondi allo stato, e i soldi che mancano li devono pagare gli altri.
Se comincio a tollerare la "piccola" evasione sistematica il concetto di piccolo si allarga ogni giorno
Se comincio a tollerare sistematicamente quote di evasione, chi viene beccato e sanzionato ha il diritto di dire "perchè proprio a me!"
Federico Simoncini Ulivelli
Rido troppissimo...
Intendeva "inventate da poco"
“If I have one message to give to the secular American people, it’s that the world is not divided into countries. The world is not divided between East and West. You are American, I am Iranian, we don’t know each other, but we talk together and we understand each other perfectly. The difference between you and your government is much bigger than the difference between you and me. And the difference between me and my government is much bigger than the difference between me and you. And our governments are very much the same.”
― Marjane Satrapi, Iranian graphic novelist
Alan Paul Panassiti
La nuova frontiera della difesa politica: l’etilometro patriottico
Emanuele Pozzolo ci tiene a chiarire una cosa:
“Anche un deputato può fare un incidente stradale.”
E fin qui, grazie al cielo, siamo ancora nel perimetro della fisica conosciuta.
Una meravigliosa difesa catenacciara. Neanche Allegri col corto muso si sarebbe difeso così
Il problema è che la frase successiva,“Il resto è solo ipocrisia”, spalanca direttamente le porte a un universo parallelo dove:
l’alcoltest è un’opinione;
l’acquaplaning è una persecuzione;
e la guida in stato d’ebbrezza è un attacco ai valori occidentali.
Perché ormai la vicenda Pozzolo sta assumendo le dimensioni di una saga nazionale.
Prima lo sparo di Capodanno mentre Del Mastro butta la spazzatura.
Poi il SUV nel fosso. E che fosso. Per fortuna è rimasto illeso!
Ora il martirio mediatico dell’uomo che “fa i chilometri con la sua auto”.
Praticamente un mix tra Easy Rider, Don Camillo e un verbale della Stradale.
La cosa incredibile è la costruzione epica del personaggio.
Non è mai “Ho fatto una cazzata.” (sarebbe umano)
No.
È sempre:
il temporale;
il clima;
la militanza;
la stanchezza;
il complotto mediatico;
L'invasione della cavallette;
Mi è scaduto lo yogurt;
l’ipocrisia altrui.
Manca solo “L’etilometro era pagato da Soros.”
E intanto il partito entra nella leggenda con il comunicato più involontariamente comico dell’anno:
“Piena solidarietà e un brindisi.”
Che è un po’ come organizzare una tombolata al funerale o una festa della carne davanti a un convegno vegano.
Poi arriva il capolavoro assoluto:
“I tassi alcolemici andrebbero personalizzati.”
La nuova grande battaglia della destra identitaria.
Non più:
confini;
sovranità;
moneta nazionale.
Ma alcolemia differenziata regionale.
Il progetto è chiaro:
il piemontese regge il Nebbiolo;
il veneto neutralizza lo Spritz;
il lombardo sviluppa immunità da apericena;
il walser alpino può legalmente guidare dopo tre grappe perché “ha la montagna nel sangue”.
Nasce così il federalismo etilico!
E nel frattempo Pozzolo pubblica il video davanti alla bandiera italiana e alla mappa del mondo illuminata, con il tono di chi sta annunciando un cessate il fuoco ONU.
Link qui: https://x.com/EmanuelePozzolo/status/2062262903009386569?s=20
Ma il messaggio reale sembra essere:
“Non giudicatemi. Io faccio chilometri.”
Che è una difesa meravigliosamente italiana.
Come se il Codice della Strada prevedesse:
“Comma 4: se uno è molto impegnato politicamente, il vino diventa patriottico.”
E la frase finale, “Il resto è solo ipocrisia” ,è poesia involontaria pura.
Perché in effetti l’ipocrisia c’è.
Ma non dove pensano loro.
Sta nel tentativo disperato di trasformare un incidente, un alcoltest e una figuraccia politica …in una battaglia culturale per salvare “le tradizioni conviviali italiane.”
Ormai manca solo il decreto:
“Un grappino per la patria."
Marjane Satrapi, Persepolis
(Si può morire di dolore)
w gli uomini liberi oltre la morte
Poster advertising La vache qui rit or The Laughing Cow processed cheese (c. 1950). Artwork by Benjamin Rabier.
Ricordi d'infanzia
Enki Bilal