C’erano quattro fratelli, due maschi e due femmine. Un giorno, il minore, si inoltrò nel bosco col fucile del padre e il necessario per la c
Se vi va di leggere qualcosa di mio 💌
seen from Netherlands
seen from Saudi Arabia
seen from Romania

seen from United States
seen from Russia
seen from United Kingdom
seen from Brazil
seen from Malaysia
seen from United States
seen from France
seen from United States
seen from Ireland
seen from Poland
seen from United Kingdom
seen from Ireland

seen from Japan
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Ireland
seen from United States
C’erano quattro fratelli, due maschi e due femmine. Un giorno, il minore, si inoltrò nel bosco col fucile del padre e il necessario per la c
Se vi va di leggere qualcosa di mio 💌
" La città è chiara, in nessuna altra città del mondo i punti cardinali sono così precisi e servono tanto all'uomo: Est, West, Sud, Nord. Si sa sempre dove ci si trova, e anche il Sole fa il suo corso rispettando le regole. Si è perfettamente collocati. Ma come? Forse il segreto è guardare attorno la gente e ci si sorprende allora della loro franchezza. Una sera capita per caso in un teatro sperimentale. New York ha tanti teatri che invece di andarci tutte le sere il turista-scrittore è stato tentato di scrivere una commedia. Ma una sera va in un teatrino dove non si rappresenta niente, se non quello che gli spettatori vorranno rappresentarvi. Il turista conta gli spettatori: sono quindici, lui compreso. Vi sono alcune ragazze e tre di queste salgono sui palcoscenico. Cominciano a raccontare la loro vita e a viverla senza vergogna e senza letteratura. Alla fine dello spettacolo il turista le ama. Un'altra sera, scendendo (come una palla nei piani inclinati di Galileo) la vite (the screw) del Museo Guggenheim, è felice perché ha capito — ma ha ancora tante cose da capire — che una città è fatta come la gente che ci vive. Egli sta semplicemente vivendo. "
---------
Brano tratto dall’articolo pubblicato su American Vogue il 1° novembre 1967 con il titolo «Travel», poi raccolto in:
Ennio Flaiano, Un giorno a Bombay e altre note di viaggio, a cura di Rossana Dedola, Rizzoli, Milano, 1980¹; p. 104.
"Infine", disse Pierot, "le cose sono sempre un po' diverse da come uno se le immagina". "Il colpevole ancora non l'ho scoperto, ma di certo qualche traccia l'assassino deve averla lasciata e io la troverò, e se non la troverò mi taglierò la barba". Ma si stava facendo tardi, era quasi sera, e Pierot e lady Lemon decisero di andare insieme a prendere uno spritz in un noto locale per scambisti ben nascosto dentro una chiesa...
Pierot e lady Lemon
La finestra che si affacciava sul mondo
C'era una volta, in un tempo non troppo lontano, una finestra che si affacciava sul mondo. Se riuscivi a trovarla questa ti mostrava ogni volta qualcosa di diverso; paesaggi, città, persone, case, mari... Una volta un viaggiatore si affacciò alla finestra, e per ore ci rimase ammirando una valle incantata impossibile da trovare. Un'altra volta ci si affacciò una ragazza, che aveva trovato la finestra nella sua camera da letto, perché non rimaneva mai ferma, bensì si spostava dove meno te l'aspettavi. La ragazza si ritrovò a guardare dall'alto di un grattacielo la città più immensa che avesse mai visto. Un'altra volta ancora, un giovane dall'animo ignorante, aprì la finestra del negozio in cui lavorava e vide due ragazze che si baciavano al tramonto di un parco da favola. L'ultima anziana vedova che aprì la finestra che si affacciava sul mondo, rivide finalmente come in una visione, suo marito, che ormai aveva perso da tempo...
Solo che c'era una conseguenza per ogni persona e per ogni posto su cui essa si affacciava. Del primo viaggiatore infatti, dopo che decise di scavalcare il davanzale per entrare nella valle incantata, non si seppe mai più nulla.
La ragazza, trovatasi in cima a un grattacielo, ne approfittò per togliersi la vita davanti agli sguardi della folla inorridita.
Il giovane uomo, che non era mai stato educato, si scagliò contro le due ragazze ferendole gravemente. Era omofobo.
La vecchia, logorata dal dolore per la perdita del suo grande amore, decise di raggiungere suo marito una volta per tutte.
Ora della finestra non si hanno più notizie, c'è chi ne racconta ancora dicendo di averci visto dentro il fantasma della vecchia riunita col marito, chi dice di essere riuscita a trovarla e averci visto dentro il proprio futuro, e chi dice di averci visto la città dei propri sogni o paesaggi che nessuno potrebbe mai immaginare... Ma la storia che invece si racconta più spesso, è che la finestra sia stata chiusa per sempre da chiunque ci fosse stato dall'altra parte, per non permettere più a nessuno di essere ingannato dal fascino, dalla paura, dalla tentazione, dei paesaggi al di là di essa.
Se tu te ne andassi, mi nasconderesti dentro al cuore tuo? Non darei fastidio, resterei in silenzio dentro ai fatti tuoi. Se tu te ne andassi, dentro alla valigia metti un po' di me, tanto sono a pezzi, non chiamarmi pazzo, sai che amo te. Non lasciarmi amore mio, se non ci sei non sono io, dimmi tu che vita è se ti riprendi tutto quel che dai. Giura, amore, non lasciarmi mai, resta qui tutto il tempo che vuoi e dillo insieme a me: ti amo da impazzire. Se tu te ne andassi e trovassi una donna che non sono io, ne potrei morire, non respirerei senza i sorrisi tuoi, tu sei vita che da vita ai giorni miei. Lasciami sognare, com'è bello amare quando ci sei tu, non potrà finire e lo ripeto ancora, sei l'unica donna che amo da impazzire.
baciavialemiepaure
Se un giorno tu mi chiederai cosa ho visto nei tuoi occhi, un giorno forse te lo dirò.
Nei tuoi occhi ho visto l'amore e l'odio,
nei tuoi occhi ho visto l'oro e l'argento,
il rame, il piombo e il petrolio.
Nei tuoi occhi ho visto i tuoi desideri,
il desiderio di esistere e il desiderio di combattere
il desiderio di distruggere e quello di distruggerti.
Nei tuoi occhi ho visto Eros e Thanatos,
nei tuoi occhi ho visto il peso del mondo,
la voglia d'oblio.
(Massimo Ognibene)
La tua dolcezza è veleno,
un veleno amaro.
Ti imbarazza mostrarti
ti nascondi.
Fingo male di non notare il bello e il dannato che sei,
fingi di non vedere che fingo male,
siamo trasparenti, troppo,
non succede niente.
Massimo Ognibene
Mi sono vaccinato perché credo che sia giusto farlo, perché penso che vaccinarsi sia il male minore e perché il mio medico di base, un fico da paura di cui sono follemente e segretamente innamorato e dal quale vado quasi ogni giorno inventandomi ogni tipo di disturbo, ha deciso che da domani non riceverà più pazienti non vaccinati.
Massimo Ognibene