Proverbio del giorno: "La gatta frettolosa fece i gattini ciechi."
La saggezza antica che semplicemente ci invita a non avere fretta di ottenere risultati immediati, perché agendo con impulsività si combinano più guai che cose utili. La fretta domina le giornate e non abbiamo più il gusto di soffermarci, quasi sembra di perdere tempo se dedichiamo dei momenti a riflettere lontano dal caos mediatico e mentale. Sarebbe bello anche solo rispolverare i vecchi detti, i proverbi che sono dei consigli 'evergreen'.
"Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, è l’indifferenza dei buoni.” – Martin Luther King
Martin Luther King pronunciò questa frase nel 1963, in un discorso alla Southern Christian Leadership Conference (SCLC).
Nel contesto storico in cui Martin Luther King espresse queste parole, faceva riferimento alla lotta per i diritti civili negli Stati Uniti, e in particolare alla mancanza di sostegno e impegno attivo da parte di molti cittadini bianchi nei confronti della causa dell’uguaglianza razziale. La sua preoccupazione era che l’indifferenza di coloro che potevano fare la differenza avrebbe perpetuato l’ingiustizia e il razzismo, tanto quanto l’azione violenta dei razzisti.
Approfondimenti:
Cosa vuol dire essere indifferenti? Quali sono i motivi dell'indifferenza di fronte alle ingiustizie.
Lo spiega la psicologia sociale.
Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, è l'indifferenza dei buoni. Martin Luther King. Aforisma sulla passività morale.
Perché si dicono bugie? Psicologia dell'arte di mentire.
Analizziamo sinteticamente i diversi aspetti in base agli studi recenti sulla natura delle bugie, sulle motivazioni e modalità di rivelazione.
Come deve essere una bugia perfetta?
Una bugia perfetta deve essere incorporata in fatti veri. La bugia si definisce come “una falsa affermazione detta per trarre altri in errore, di solito a proprio vantaggio”.
Deve essere chiara e semplice da capire.
Deve contribuire a costruire un quadro plausibile.
Uno studio condotto da Brianna Verigin e Ewout Meijer dell’Università di Maastricht ha analizzato le strategie delle bugie. L’analisi si è basata su 194 persone, fra le quali alcune si dichiaravano ottimi bugiardi e il 40% dei partecipanti allo studio risultava essere composto da bugiardi “di professione.”
La strategia più comune tra i bugiardi era tralasciare alcune informazioni (bugie di omissione) e creare storie credibili impreziosite dalla verità.
Quali sono le motivazione per dire bugie?
La bugia è considerata un’azione consapevole, e chi mente ha un’alternativa, ma sceglie di non adottarla.
Si ipotizza dunque, che la capacità di mentire, chiamata intelligenza machiavellica, abbia potuto svilupparsi come una strategia evolutiva per primeggiare senza conflitti aperti.
Esistono inoltre, le menzogne di cortesia che sono considerate praticamente inevitabili, ad esempio quelle dette sul lavoro o quando si incontrano nuove persone.
Tutto ciò non deve meravigliarci, infatti sin da bambini impariamo a mentire “a fin di bene” (“Non dire a Mario che è grasso”, “Dì alla zia che ti piace la camicia che ti ha regalato”).
Ma non mentiamo solo agli altri, tutti mentiamo anche a noi stessi.
Si tratta del concetto di autoinganno, il quale ha anch’esso il suo vantaggio evolutivo, come evidenziato da Michael Gazzaniga, un noto neuroscienziato statunitense.
Il ruolo dell’autoinganno: l’utilità di mentire a se stessi
Michael Gazzaniga sostiene che c’è un vantaggio evolutivo nell’autoinganno che consiste nell’essere inconsapevoli di mentire a se stessi, così da non potersi tradire attraverso segnali non verbali come la voce o le espressioni facciali che potrebbero rivelare la paura di essere scoperti.
In pratica, l’autoinganno potrebbe avere radici evolutive, perché offre vantaggi nella sopravvivenza e nel mantenimento dell’autostima attraverso la non consapevolezza delle proprie menzogne verso se stessi.
Dan Batson dell’Università del Kansas ha condotto un esperimento per dimostrare come le persone mentano a se stesse per migliorare la propria immagine. . .
Perché si dicono bugie? Psicologia dell'arte di mentire. Una bugia perfetta deve essere incorporata in fatti veri.
Chi sei non si cuce nella lana del mantello né si riflette nell’oro delle fibbie. La stoffa può essere liscia o ruvida, nuova o logora – ma l’anima resta la stessa, invisibile all’occhio, palpabile solo nel silenzio che sai abitare senza timore.
Il latte che si guasta non incolpa la tazza. Eppure quanti, nel primo sorso amaro, maledicono il recipiente! Siamo veloci a puntare il dito verso ciò che si vede, l’abito, il volto, la circostanza. Ma la radice del gusto – dolce o aspro – è dentro, sempre dentro.
La cosa più importante nella vita è smettere di dire 'Vorrei' e iniziare a dire 'Voglio'. Non considerare nulla impossibile, poi tratta le possibilità come probabilità. - Charles Dickens
La vita è un flusso di dare e ricevere: a volte offri l’acqua, a volte la bevi. Donare è il respiro che esce, ricevere è quello che entra. Ma guai a chi solo trattiene: anche il respiro, se non lo lasci andare, ti soffoca. Ci sono mani che prendono senza mai restituire — e non sanno che più stringono, più perdono. Il Tao, però, non tiene il conto: osserva in silenzio… poi restituisce a modo suo, con interessi invisibili. Ma quando incontri chi prende soltanto, offrigli un sorriso: almeno quello torna sempre indietro… prima o poi! – Lao Zen Scacciapensieri