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@poketcoffee
«Ha aggredito me, non lo Stato. Chi vi ha dato il diritto di perdonarlo senza consultarmi?»
Questa frase fece il giro del Paese e continuò a essere citata per anni.
A pronunciarla fu una DONNA turca durante il processo che la vedeva imputata per omicidio.
La vicenda era iniziata molto tempo prima.
La donna era sopravvissuta a una grave aggressione. L'uomo ritenuto responsabile era stato processato e condannato a 20 anni di carcere. Per lei quella sentenza rappresentava qualcosa di più di una semplice punizione: significava poter vivere senza il timore di incontrarlo di nuovo.
Per un periodo credette che fosse davvero finita.
Poi arrivò una decisione che cambiò tutto.
In seguito a un provvedimento di amnistia, l'uomo venne scarcerato dopo aver trascorso in prigione circa 20 mesi.
Dal punto di vista legale, il rilascio era previsto dalla normativa in vigore. Per la donna, invece, fu uno shock.
La persona che riteneva responsabile della violenza subita era tornata libera molto prima di quanto avesse immaginato.
Passò del tempo.
Ma quella decisione continuò a pesare sulla sua vita.
Alla fine lo incontrò di nuovo.
E lo uccise.
L'arresto fu immediato e il caso attirò l'attenzione dell'opinione pubblica. Molti si concentrarono non solo sul delitto, ma anche sulle circostanze che lo avevano preceduto.
Durante il processo, il giudice le chiese perché fosse arrivata a compiere un gesto così estremo.
La sua risposta divenne la parte più conosciuta dell'intera vicenda.
«Ha aggredito me, non lo Stato.
Chi vi ha dato il diritto di perdonarlo senza consultarmi?»
Quelle parole vennero riportate da giornali, commentatori e programmi televisivi. Non perché cancellassero la gravità dell'omicidio, ma perché esprimevano un conflitto che continua a essere discusso in molti Paesi.
Da una parte c'è la legge, con le sue regole, le amnistie e i provvedimenti previsti dagli ordinamenti giuridici.
Dall'altra ci sono le vittime, che spesso vivono quelle decisioni in modo molto diverso da chi le firma.
Il caso continuò a essere ricordato proprio per questo motivo.
Non offriva risposte semplici.
Metteva però al centro una domanda che ancora oggi viene posta ogni volta che si parla di giustizia, pena e diritti delle vittime: quanto spazio dovrebbe avere la voce di chi ha subito il danno nelle decisioni che riguardano il responsabile?
È una questione che continua a dividere opinioni e tribunali.
a tutte le DONNE.
❤️
..
... Joe
Lilith non nasce come demone: nasce come rifiuto. Nella tradizione ebraica più tarda è la prima moglie di Adamo, creata dalla stessa terra, uguale a lui.
Quando le viene chiesto di sottomettersi, Lilith rifiuta. Lascia l’Eden e si stabilisce presso il Mar Rosso, luogo di caos primordiale, confine tra ordine e caos.
Da quel momento diventa simbolo della femminilità oscura: notte, sessualità libera, conoscenza proibita, autonomia selvaggia. Secoli di racconti la trasformano in figura temuta, ma la sua essenza rimane la stessa: colei che sceglie se stessa piuttosto che il posto assegnato.
Lilith cammina tra i mondi: tra Eden e esilio, tra obbedienza e libertà, tra ciò che la società controlla e ciò che sfugge al controllo.
Non chiede perdono. Non ritorna. Sopravvive fuori dalla struttura.
Forse è per questo che ancora oggi inquieta profondamente. Rappresenta la parte femminile che rifiuta di essere addomesticata, la forza che sceglie solitudine piuttosto che compromesso, l’autonomia che spaventa chi ha bisogno di gerarchie.
... Joe
A queste coraggiosamente DONNE
❤️
RAZZISMO
Evidentemente, se sei italiano ed investi volontariamente un povero tunisino che ti ha rapinato, sei un assassino razzista che merita la galera a vita senza se e senza ma.
Nessuna attenuante.
Se sei un marocchino che investe volontariamente un gruppo di pedoni e poi scende dall'auto dispensando coltellate, sei un povero giovane sofferente per il razzismo degli italiani.
Perizia psichiatrica subito!
La vera riforma della giustizia?
Prendere la parte marcia della magistratura, gettarla nel gabinetto e tirare lo sciacquone.
P. S.: Auguriamo l'assoluzione alla signora Cinzia Dal Pino.
Deghenghi
Chi pubblica questi post è, per sua stessa ammissione, un coglione. Con in più qualche altra caratteristica: ignorante, razzista e che non capisce un cazzo. In altre parole: la destra che ci governa.
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Ora, per far capire al "signore" qui sopra perché è un idiota è bene abbassarsi al suo livello, ergo...
In sintesi:
chi commenta in modo becero questo post è, per sua stessa ammissione, un coglione. Con in più qualche altra caratteristica: ignorante, razzista e che non capisce un cazzo. In altre parole: la sinistra arrogante e disperata.
Il punto vero è che questa gente non ce la fa, ha esaurito argomenti validi, perché confutato dalla realtà di tutti giorni e inacidito dalla presunzione di chiedere tolleranza quando egli stesso è intollerante.
Al comunistello @bicheco auguro di prendere i mezzi dopo le 20.00 di sera e magari di cercare di prendere un treno in una qualsiasi grande città italiana.
L'arroganza di chi non sa confrontarsi, non ha argomentazioni,solo insulti!!!!! Spregevole!!!!!Ma fatti una vita te e chi ti segue.....
Sappiamo tutti che le nostre ragioni valide,qui non c'entra il colore,ed il fatto di essere tollerante non è un difetto, sarà sempre una guerra tra poveri,e NOI siamo bravissimi a prendercela tra di NOI, quando CI isultiamo , stiamo insultando la NOSTRA intelligenza.
Mi chiedo se di quel 99% che sopravvive,ci sia qualcuno che SIA stanco di parlare, nero, rosso, bianco,viola, qualunque colore è mio fratello, perché anche IO sono in quel 99%.
E
NON
VOGLIO
PIÙ
SOPPORTARE.
... Joe
Questa la realtà dei fatti!
Poi qualcuno mi definirà razzista, nazista, fascista,
non importa...
IL CORAGGIO DEL TRICOLORE
Il nostro è un passato di bandiera, di inni ascoltati sull'attenti, di amor patrio. Oggi, invece, sventolare una bandiera italiana fa notizia, è sinonimo di coraggio.
Che tristezza!
Viviamo in mezzo agli "Italiani apolidi", che appartengono a tutte le nazionalità tranne che alla propria e che difendono i morti che più aggradano loro, dimenticando gli altri; viviamo in mezzo agli "italiani apolidi" che violano acque straniere di Nazioni in guerra solo per fare notizia, per finire sui giornali, sui social, per dipingersi eroi, "Cavalieri dei Leoni" come Don Chisciotte quando ne affronta due ... affronta! Sono due leoni annoiati, che lo guardano e si girano dall'altra parte, ma questo non gli impedisce di sentirsi importante. Raffinatissima sagacia di de Cervantes!
Sì, viviamo in mezzo agli "italiani apolidi" che belano slogan a difesa di questo o di quello solo per entrare in contrasto con il bene dell'Italia, della Nazione, della Patria, della Bandiera.
E, dunque, evviva la signora impavida che ha rammentato a tutti noi cosa significa essere italiani. Speriamo che ce lo ricorderemo anche alle urne, tra un anno.
Credo di amarla...
Nell'epoca della vigliaccheria, dell'igiene sociale, che ci porta a saltare il dolore altrui come una pozzanghera, per evitare di sporcarsi le scarpe nuove, sempre se non lo stiamo riprendendo col telefono, venga assegnato a quest'uomo ogni alto riconoscimento di Stato. Abbia ogni consolazione e ogni forza dai suoi vicini, dai suoi concittadini, dai prossimi che incontra. Così chi è ferito, ancora più gravemente: che possa trovare amore e coraggio diffuso dalla minoranza italiana ancora presente in questo Paese.
Per il resto, inutile commentare, polarizzare, ideologizzare, scrivere, ragionare: abbiamo già perso. E questo è solo un ennesimo tassello che si aggiunge sulla nostra fine. Nient'altro, se non certificare la vittoria del villaggio globale e delle sue regole.
#modena
Quest'uomo è Luca Signorelli
Poveri italiani illusi che gli arabi si integrano con gli italiani.
Non ci accorgiamo che stiamo allevando nel nostro territorio tanti serpenti corallo, quelli che ti osservano in silenzio, ti invidiano, provano rancore, sono capaci di sentire il tuo battito del cuore, sono capaci di stare in attesa per ore, forse qualcuno dice per giorni....
Poi quando meno te l'ho aspetti, in momenti di felicità, di passeggio per la città, in un momento di rilassamento e abbassamento della guardia, ti colpiscono mortalmente, senza pietà, scaricando il rancore che tengono dentro per anni
Questo è l''allevamento dei serpenti corallo.
Ora vedrete che ci sarà il famoso Pierino di turno e qualche partito che darà la colpa a noi italiani.
Che bassezza, che vergogna.
Pronta guarigione ai feriti che hanno la sola colpa di essere italiani ed europei purtroppo.
L'INNOCENTE e il MEGA RISARCIMENTO !!!
Se Alberto Stasi è davvero innocente, spetterà agli "ITALIANI MEGA RISARCIRLO" con i soldi delle nostre tasse che anche a causa degli errori giudiziari aumentano sempre di più!!!
E si amiche e amici perché i giudici non pagano, sbagliano ma non pagano, grazie anche e soprattutto ai 15 milioni di "NO" !!!
Alberto venne arrestato la prima volta nel settembre del 2007 poi rilasciato, da quella data fino al dicembre del 2015, data in cui fini in galera definitivamente con una condanna a 16 anni di carcere, e ricordiamolo, voluta dalla Cassazione e non dai giudici di primo e secondo grado, subi processi mediatici terrificanti, lo apostrofarono " il MOSTRO" "l'ASSASSINO SPIETATO" e quant'altro finendo sulle prime pagine dei giornali per anni. Gli hanno reso la vita veramente complicata e difficile con interrogatori, intercettazioni, pedinamenti, avvocati e psicologi, insomma lo hanno distrutto riducendo un ragazzo giovane laureando in una materia grigia senza più vita.
Dopo la condanna definitiva del dicembre 2015, Stasi fino ad oggi si é fatto 11 anni di carcere e, adesso spunta che il vero colpevole molto probabilmente non è lui !!!
Insomma, la magistratura italiana fallisce, sbaglia, punisce innocenti, crea mostri e alla fine non paga mai!!!
E noi italiani paghiamo ancora una volta la colpevolezza di chi sbaglia chiedendoci il "perché" !!!
Nel caso in cui Alberto Stasi sia scarcerato perché dopo 20 anni si è "scoperto" che non è l'autore dell'omicidio di Chiara, a quanto verranno condannati i magistrati che lo hanno rinchiuso ingiustamente per 16 anni? ...ah no, già... Bella Ciao, Bella Ciao, Bella Ciao, Ciao, Ciao
Message in a bottle
FEMMINISTE, NULLA DA DIRE?
Nonostante buona parte dei servi del giornalismo non ne parlino, secondo gli ultimi dati Eurostat, negli ultimi 10 anni gli stupri in UE sono aumentati del 150% mentre le violenze sessuali del 94%. Si tratta di dati estremamente preoccupanti ma che non stupiscono, se pensiamo che questi fenomeni sono aumentati GUARDACASO come conseguenza dell’immigrazione massiccia che ha vissuto il nostro continente negli ultimi 10 anni.
Ma come? Non erano “dottori ed ingegneri” che ci dovevano pagare le pensioni? Proprio loro, quei buoni e cari portatori di “cultura innovativa”?
Certo, la cultura innovativa della vita umana che vale zero, specialmente se quella delle donne.
Come dico da sempre, se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo. A distanza di oltre un decennio dalla destabilizzazione della Libia, sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze dell’immigrazione: non portano nessun vantaggio e dissipano le risorse del nostro Stato sociale, dalle spese per la sanità alla scuola pubblica, alle case popolari (per le quali sono sempre primi nelle graduatorie, a discapito degli italiani). Come se non bastasse, gli immigrati importano violenza, degrado, spacciano, rubano, STUPRANO ed AMMAZZANO.
Per risolvere questi problemi la risposta è semplice: espellere chi non ha il diritto a stare sul nostro suolo attraverso la REMIGRAZIONE.
Per quanto riguarda invece i dati sopra citati, siamo sicuri che le utili idiote femministe resteranno in silenzio anche questa volta.
Celine Emile
Sapete dove potete ficcarvi le vostre politiche green? Sapete cosa potete farci con le vostre città dei 15 minuti, le vostre "smart city" e i vostri deliri ecosostenibili?
L'Italia ha già tutto per vivere in armonia con l'ambiente. Le basta riscoprire se stessa. Siamo la patria dei borghi, dei paesaggi frutto del perfetto connubio tra il lavoro dell'uomo e la natura.
Non ci appartiene l'architettura mostruosa dei palazzi grigi, non ci appartiene l'urbanistica dei quartieri alienanti, non ci appartiene lo svuotamento dei centri storici.
Esserci allontanati dalla nostra predisposizione al bello ci ha abbrutiti. E depressi. L'esterofilia ha reso arido il nostro animo, come una manciata di sale sparsa su un terreno potenzialmente floridissimo.
La desertificazione dell'animo italiano è un crimine. Con troppi testimoni silenti.
Matteo Brandi
Presidente Pro Italia
Buon 1° maggio.
Ricordiamo SEMPRE il tradimento dei grandi sindacati, schierati con i più feroci nemici dei lavoratori italiani. E quando qualcuno volle cancellare il diritto al lavoro per far guadagnare l'industria farmaceutica, CGIL e compagni tacquero e acconsentirono.
Non si dimentica un cazzo.
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Presidente Pro Italia
Una buona festa dei Lavoratori ai pochi che sono rimasti, tolti quelli che ci hanno rimesso la pelle durante lo svolgimento del proprio mestiere, andare al lavoro e non tornare più, so cosa significa, e vorrei non saperlo. Tolti quelli del pressappochismo, assenteismo, malalavorismo; auguri a Voi stoici che ancora ogni giorno vi alzate e vi fate un culo così per portare a casa la pagnotta e dare un servizio degno, decoroso e professionale, auguro di avere un futuro sicuro, se non ricco almeno agiato, che i vostri diritti vengano sempre riconosciuti e che nessuno vi urli dietro come spesso fa quel mentecatto del mio capo. Che vi arrivi tutto ciò che meritate con la vostra quotidiana semina. Buongiorno e buon primo maggio.