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St Peter’s Seminary Visit
湖に浮かぶ発電所
Abandoned power station on the lake.
[…] In realtà, come scrive Stenio Solinas sul Giornale, quello di Sorrentino “è il film più malinconico, decadente e reazionario degli ultimi anni, epitaffio a ciglio asciutto sulla modernità e i suoi disastri”. Il referto medico-legale in forma artistica di un Paese morto di futilità e inutilità, con una classe dirigente di scrittori che non scrivono, intellettuali che non pensano, poeti muti, giornalisti nani, imprenditori da buoncostume, chirurghi da botox, donne di professione “ricche”, cardinali debolucci sulla fede ma fortissimi in culinaria, mafiosi 2.0 che sembrano brave persone, politici inesistenti (infatti non si vedono proprio). Una fauna umanoide disperata e disperante che non crede e non serve a nulla, nessuno fa il suo mestiere, tutti parlano da soli anche in compagnia e passano da una festa all’altra per nascondersi il proprio funerale. Si salva solo chi muore, o fugge in campagna. È un mondo pieno di vuoto che non può permettersi neppure il registro del tragico: infatti rimane nel grottesco. Scambiare il film per un inno al rinascimento di Roma (peraltro sfuggito ai più) o dell’Italia significa non averlo visto o, peggio, non averci capito una mazza. Come se la Romania promuovesse Dracula a eroe nazionale e i film su Nosferatu a spot della rinascita transilvana.
Marco Travaglio sulla Grande Bellezza, il Fatto Quotidiano (via aliceindustland)
Ieri è andato in onda “La grande bellezza” su un canale gratuito e leggendo i numerosi commenti sul web, posso solo dire: ahimè. E’ il viaggio nell'animo perduto di Jep Gambardella. Scrittore di un unico romanzo, risucchiato dalla mondanità della città eterna. Luci, sfarzi, ricchezze, lusso, sesso, alcool, bella vita, assenza di responsabilità. Un'atmosfera iniziale che ricorda un po’ quella del Grande Gastby, con cui Jep ha in comune moltissime sfaccettature. L'ironia, il sarcasmo, il mostrarsi amante della vita, il far credere a chiunque lo circondi che è esattamente questo quello che ha sempre desiderato, che non c'è nulla al mondo che vorrebbe di più e poi definirsi un misantropo, uno che in realtà nel genere umano non ci crede nemmeno un poco. Un disilluso, un tormentato, un infelice, un “destinato alla sensibilità”. Sono queste le parole iniziali del film ed è stato questo il filo rosso. Jep si rende conto di vivere di vacuità, sciocchezze, cose frivole che tengono la mente distratta per una notte solo dopo la morte di Elisa, che rivela nel suo diario che suo marito era stato soltanto un suo sostituto, che è stato Jep il suo grande amore, l'amore mai dimenticato. E’ questa la molla che fa scattare in Jep l'istinto di riflessione. Fermarsi. Si guarda intorno, si guarda dentro, vuole riprendere a scrivere, ritrovare la sua umanità. Vuole provare qualcosa. “Sono belli i trenini che facciamo alle feste, vero? Sono i più belli del mondo… perché non vanno da nessuna parte.” Il circolo vizioso del vuoto. Incontra Ramona, spogliarellista affetta da un male incurabile che terrà segreto fino ai suoi ultimi minuti di vita, con cui Jep decide di entrare in contatto. Lei si mostra diffidente, abituata gli uomini che vogliono solo portarla a letto, e probabilmente in altri tempi lui sarebbe stato uno di quelli, ma stavolta no. “Uno non può voler solo fare conoscenza?”. Finiscono per avere un rapporto, un rapporto intimo. “E’ stato bello non fare l'amore.” “E’ stato bello volersi bene.” In questo senso intimo. Mentale. Morta Ramona, Jep resta solo. Ognuno dei suoi compagni di feste prende la sua strada. Chi lascia Roma, chi cambia vita, chi continua nella stessa. E Jep riflette: “Mi chiedono perché non ho più scritto un libro. Ma guarda qua attorno. Queste facce. Questa città, questa gente. Questa è la mia vita: il nulla. Flaubert voleva scrivere un romanzo sul nulla e non ci è riuscito: dovrei riuscirci io?”. E’ il fallimento di una vita. Una vita inutile, vissuta senza scopo. Jep ritrova l'ispirazione sempre grazie a Elisa. Le ritorna in mente in un flashback, gli ridà la speranza, qualcosa per cui andare avanti: scrivere. I gusti sono gusti e ci sta che un film possa piacere o meno, ma da qui a dire che si tratti di un film senza trama o in cui non si capisce nulla, vuol dire essere limitati. Non si vuole capire. Non è la solita pellicola, la solita commedia all'italiana in cui l'unico sforzo mentale da fare è capire quale sia l'amante di turno che rovina il matrimonio ventennale del momento. E’ un film che non va solo guardato, va visto. Nelle sue frammentazioni, nei suoi tagli, nei suoi passaggi di scena, nelle sue sfumature, nei suoi dialoghi. “Le vedi queste persone? Questa fauna? Questa è la mia vita. E non è niente.” Era questo quello che dovevate guardare. Il riflesso di una società, la nostra società. Tutta racchiusa in poche frasi. Come può un capolavoro del genere essere considerato privo di senso?! Un capolavoro che ha fatto il giro del mondo grazie a un regista napoletano, di cui vado immensamente fiera. Un regista, un attore, tutto il cast e la bellissima Roma richiamata in stile “Dolce vita”, ci hanno fatto ritornare al centro dell'attenzione per la nostra arte. Siamo il Bel Paese e vi potete lamentare quanto volete, incolpare i governi, i politici, gente che non fa niente, che prende solo soldi, frasi populiste ripetute all'infinito che trascurano un dettaglio fondamentale: la rovina dell'Italia sono gli italiani. I commenti di ieri sera me l'hanno confermato. E mi dispiace dirlo, ma è così. L'italiano medio può guardare solo il Grande Fratello.
Giulia Delle Cave (via bellasenzanimablog)
E se ti spammassi di like???😚
Non so ahahahah decidi tu
Pretty sure I heard her sigh in there.
The great raccoon chase.
my gosh <3 so cuuuute
The last day of Harry Potter.
MY HEART.
Grass / Fire / Water
Grass / Fire / Water
Grass / Fire / Water
Io decisamente non reggerei una persona uguale a me. Cioè, io già tipo non mi sopporto di mio, che l’unica cosa che mi blocca dal prendermi a sprangate sulle gengive forse è il fatto che io sono io e che quindi il dolore poi lo sento e sarebbe alquanto controproducente, il tutto.
Willwoosh ( Gli opposti si attraggono. )