Siamo come i libri.
La maggior parte delle persone vede solo la nostra copertina, una minoranza legge solo l'introduzione e molti credono alle recensioni.
Pochi conosceranno i nostri contenuti.
Émile Zola.
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he wasn't even looking at me and he found me
Claire Keane
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@ragefulrunner
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La maggior parte delle persone vede solo la nostra copertina, una minoranza legge solo l'introduzione e molti credono alle recensioni.
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Émile Zola.
Quante volte si è detto che le indagini di Gratteri finiscono sempre in un nulla di fatto?
Beh, non è vero ma sembra vero perché c'è una solida collaborazione tra media e politica che fa in modo di velare alcune notizie sostituendole con polemiche create ad arte pur di occupare ore e ore di talk televisivi e paginate sui giornali.
La scorsa settimana, è stata pronunciata la sentenza d'appello del maxi processo Rinascita-Scott. Questo processo, avviato grazie alle indagini di Gratteri, è paragonabile a quello celebrato negli anni '80 contro la Mafia siciliana ma non ha mai avuto il meritato spazio nell'informazione anche se vedeva coinvolti boss, colletti bianchi, politici e divise infedeli.
Nella sentenza d'appello sono stati comminati 1200 anni di carcere per 154 imputati (ci sono anche 50 assoluzioni e una decina di prescrizioni). Tra i condannati spicca il nome di Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia e coordinatore del partito in Calabria. Ha preso 7 anni e 8 mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
Chiaro come vanno le cose? Ora che il governo sta facendo tutto il necessario per ostacolare il lavoro dei giudici, questa notizia era da nascondere, ed è stata nascosta grazie a un giornalismo sempre più ridotto a passacarte del potente di turno. Considerato che, quando la politica e le mafie si mettono insieme, prendono di mira i soldi delle tasse dei cittadini pagate con sacrificio, trovo ancor più disgustosa questa condizione di opacità.
Permettetemi di suggerirvi un giornalista vero da seguire che approfondisce, tra gli altri temi, proprio la figura di Pittelli.
Barbara Lezzi
È lungo ma va letto. L'ho trovato sul web. Non è mio però lo sottoscrivo al 100%. L'ho verificato e leggermente accorciato.
Il debito USA è di 38.400 miliardi di dollari e produce 651 miliardi di dollari di interessi annui. Fallimento. Non ci sono più aziende USA e quelle che ancora resistono hanno delocalizzato quasi tutta la produzione in Cina, India, Bangladesh, Pakistan. Tesla compreso. Tutti i componenti dell'iPhone sono Made in China. Una chitarra Fender o Gibson è costruita in Cina o Messico. Nike ? Bangladesh e Pakistan. La ragione di tutto questo affonda le sue radici nel passato, quando nel 1971 Nixon decise di abbandonare il Gold Exchange Standard, rendendo il dollaro non più convertibile in oro e non essendoci più l'oro a invogliare gli investitori si dovette ripiegare sui titoli del debito pubblico che garantivano buoni interessi. Ma emettere debito pubblico significa che, a scadenza, occorre emettere un nuovo debito pari al capitale in scadenza e agli interessi da pagare. Il meccanismo diventa un moltiplicatore perverso e il risultato lo vediamo oggi : 38.400 miliardi di dollari di debito ! Un tempo avevano l'esercito più potente del mondo, oggi loro stessi ammettono di non poter più tenere il passo con Russia e Cina. Di questo passo dovranno smantellare gran parte delle oltre 700 basi militari che mantengono in tutto il mondo e che costano un pozzo di soldi. Il pazzo cotonato è un imprenditore, fallito si ma sa fare i conti e sa benissimo che sta gestendo un'impresa fallita. Così si dà da fare per raccattare più soldi possibile per tentare di arginare il disastro. I dazi dovevano servire a fare cassa e, in una certa misura, l''hanno fatta ma sono un'arma a doppio taglio perchè hanno colpito tutte le materie prime che servivano alle industrie ancora in piedi rischiando di farle collassare. Ha tentato di ottenere un indennizzo delle folli spese sostenute finora in Ucraina chiedendo che il comico gli desse le terre rare ma quelle stanno nel Donbass e quindi in mano alla Russia. Finite le opzioni non gli resta che un'alternativa: rubare. Ha cominciato col Venezuela, sta andando avanti con la Groenlandia, ricca di minerali. Sta puntando l'Iran. Ha cominciato i sondaggi in Nigeria per il petrolio. Ha bisogno di soldi, è disperato, vive nel terrore che gli USA dichiarino default sotto la sua presidenza e sta affrettando i tempi cercando di rapinare tutto quello che può. Purtroppo per lui nessuna azienda prefallimentare è mai risorta con questi sistemi, gli USA necessitano di una profonda riconversione da un sistema basato sulla finanza, cioè sulla speculazione, a un sistema basato nuovamente sulla produzione. E devono anche decidersi a rinunciare a fare i salvatori del mondo, non hanno più soldi per farlo. In mancanza di questi cambiamenti sarà solo questione di tempo. Il botto sarà inevitabile. E sarà spettacolare.
Giuseppe Rondinelli
L’uomo nella foto si chiama Mark Ruffalo, uno degli attori più noti di Hollywood.
Ieri, durante il red carpet dei Golden Globe,
ha fatto qualcosa di grandioso e per nulla scontato.
Prima si è presentato sul Red carpet con indosso sulla giacca questa spilla con scritto “Be Good”.
Una presa di posizione fortissima con cui Ruffalo ha voluto denunciare la barbara uccisione di Renee Nicole Good, schierandosi apertamente contro l’Ice e le retate anti-migranti in tutti gli Stati Uniti.
Poi, quando gli hanno chiesto perché, Ruffalo ha rivolto parole durissime contro Trump e la sua cosiddetta “moralità”.
“Questa è per Renee Nicole Good, che è stata assassinata. Abbiamo letteralmente truppe d’assalto che vanno in giro a terrorizzare la gente.
Non posso fingere che tutta questa follia non stia accadendo.
Abbiamo un Presidente che dice che le leggi internazionali non si applicano a lui e che si affida solo alla sua moralità. Ma lui non possiede moralità. Quell’uomo è il peggior essere umano al mondo.”
Non è per nulla scontato vedere un attore di questo calibro schierarsi in modo così esplicito contro Trump e per una causa giusta.
E non è neppure la prima volta che Ruffalo ci mette la propria faccia.
Lo aveva già fatto per Gaza.
Ma questa volta si è addirittura superato.
Lorenzo Tosa
Orbital launches by year. New record in 2025: 324 launches.
SpaceX alone launched 165 Falcon 9 rockets which is more than half of the orbital launches worldwide. Decline of Russia continues, China with significant increase.
Source and details:
Orbital launch stats from around the world.
Ad Ascoli la scena è stata chiara: piazza piena di contestazioni contro Matteo Salvini, bersagliato da fischi, cori e striscioni che denunciavano il suo allineamento a Netanyahu e al governo israeliano.
Il leader leghista ha provato a mascherare l’imbarazzo con una battuta sulle contestazioni, ma le immagini diffuse poco dopo lo hanno smascherato: lontano dai microfoni, ha perso la calma inveendo contro la sicurezza, furioso per la vicinanza dei manifestanti che lo accusavano di complicità con i crimini di guerra.
Questo è il vero volto di chi governa: sorrisi di facciata davanti alle telecamere, rabbia incontrollata appena si spengono i riflettori.
Ecco perché le mobilitazioni sono fondamentali: perché smontano la propaganda e mostrano la fragilità del potere.
Dieci, cento, mille contestazioni: ogni piazza può diventare un argine contro chi difende Netanyahu e i massacri a Gaza. L’Italia non deve restare complice.
Donato Arnesano
Come sempre, da sempre un arroguemmerda....🤷🏻♂️
"La leggerezza. Ogni volta che il mondo si fa troppo serio e pesante, applica una forza ironica in direzione opposta e contraria..."
(cit. Gabriella Greison)
csuuuszkalnak
they sure do
Un professore di Lettere e Filosofia del liceo Tasso, Giancarlo Burghi, ha scritto una lettera aperta al ministro dell’Istruzione Valditara che è un autentico manifesto PARTIGIANO di difesa altissima della cultura e della Costituzione.
È lunga, ma merita davvero di essere letta tutta, condivisa, applicata. Fino in fondo.
“Egregio ministro,
Le scrivo di nuovo dalla desolazione della “trincea”: quella in cui ogni giorno, con le studentesse e gli studenti, combattiamo l’eterna guerra contro la semplificazione e la superficialità. Oggi, però, le scrivo per ringraziarla delle Linee guida sull’insegnamento dell’educazione civica che ci ha inviato all’inizio dell’anno scolastico. Da oggi abbiamo un punto fermo nel nostro lavoro di docenti ed educatori: ci dirigeremo nella direzione esattamente opposta a quanto ci indica. L’educazione civica, secondo lei deve «incoraggiare lo spirito di imprenditorialità, nella consapevolezza dell’importanza della proprietà privata». In modo quasi ossessivo nel documento traccia l’idea di una sorta di “educazione alla proprietà ”.
Ma cosa dovremmo farci di questo slogan vuoto? Stiamo oltrepassando finanche il senso del ridicolo, andando oltre la teoria delle tre “i” di berlusconiana memoria (inglese, impresa, internet). Ai nostri studenti, signor Ministro, l’articolo 42 della Costituzione lo leggiamo e lo spieghiamo: «La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge […] allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere [..] espropriata per motivi di interesse generale". Dice proprio questo la Costituzione! Però non si ispira a Pol Pot ma alla dottrina sociale della Chiesa, al cristianesimo sociale di Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti. Nelle Linee guida Lei continua, poi, con l’affermazione di sapore thatcheriano, ma in realtà generica e vuota quanto la prima, per cui dovremmo insegnare che «la società è in funzione dell’individuo (e non viceversa)».
Vede Ministro, se le dovesse capitare di sfogliare la Costituzione italiana scoprirebbe che il termine “individuo” semplicemente non compare. (…) Mi consenta di farle notare che, se sfogliasse la Costituzione, scoprirebbe che il termine “patria” compare solo una volta (perché Mussolini lo aveva profanato e disonorato) e per di più non ha niente a che fare con “i sacri confini nazionali” da difendere o l’italianità quale identità da salvaguardare contro la minaccia della sostituzione etnica.
La patria è il patrimonio dei padri e delle madri costituenti, vale a dire le istituzioni democratiche non separabili dai valori costituzionali: l’eguaglianza, la libertà, la pace, la giustizia, il diritto di asilo per lo straniero «che non ha garantite le libertà democratiche».
I patrioti non sono quelli che impediscono lo sbarco dei migranti, ma coloro che ogni giorno testimoniano il rifiuto della discriminazione. Cosi come patrioti non erano i fascisti che hanno svenduto la patria a Hitler e l’hanno profanata costringendo milioni di italiani ad offendere altre patrie, ma i membri dei GAP (che non erano i “gruppi di azione proletaria” come ebbe a dire, per dileggio, Berlusconi), ma i “gruppi di azione patriottica (appunto), che operavano nella Brigate Garibaldi dei patrioti comunisti italiani, protagonisti della Resistenza quale secondo Risorgimento.
Ci consenta di formare i nostri studenti ispirandoci a chi di patria si intendeva: non a Julius Evola o Giorgio Almirante, ma a Giuseppe Mazzini che ha ripetuto per tutta la vita che la patria non è un suolo da difendere avidamente ma una «dimora di libertà e uguaglianza» aperta a tutti: «Non vi è patria dove l’eguaglianza dei diritti è violata dall’esistenza di caste, privilegi, ineguaglianze. In nome del vostro amore di patria, combattete senza tregua l’esistenza di ogni privilegio, di ogni diseguaglianza sul suolo che vi ha dato vita. (Dei doveri dell’uomo). Mazzini non contrapponeva la patria all’umanità, ma la considerava il mezzo più efficace per tutelare la dignità di ogni essere umano: «I primi vostri doveri, primi almeno per importanza, sono verso l’ Umanità. Siete uomini prima di essere cittadini o padri. […] In qualunque terra voi siate, dovunque un uomo combatte per il diritto, per il giusto, per il vero, ivi è un vostro fratello: dovunque un uomo soffre, tormentato dall’errore, dall’ingiustizia, dalla tirannide, ivi è un vostro fratello. Liberi e schiavi, siete tutti fratelli. (Dei doveri dell’uomo)
E ci consenta, da educatori democratici, di trascurare le sue Linee guida, per illuminare le coscienze dei giovani con le parole di don Milani: «Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri». Egregio Ministro, dal momento che la costruzione di una cittadinanza consapevole avviene anche attraverso l’esercizio della memoria storica e civile, Lei ci ha inviato a una circolare con cui ha bandito un concorso per le scuole con lo scopo di celebrare la «Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo». Il titolo del concorso: «1945: la guerra è finita!» Incredibile! Il 25 aprile 1945 che, prima dell’era Valditara, era semplicemente e banalmente la «liberazione dal nazifascismo» ora diventa un momento della «Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo».
Cosa dovrebbero ricordare le giovani generazioni nella sua bizzarra idea di memoria civile? Ecco il suo testo: «Il popolo che ha subito sulla propria pelle gli orrori di quel tremendo conflitto, dai bombardamenti degli alleati alle rappresaglie nazifasciste [equiparati !] fino agli ordigni bellici inesplosi che, nei decenni a venire, hanno continuato a produrre invalidità e mutilazioni». E tutto per andare «al di là della tradizionale lettura vincitori-vinti», opposizione che attentamente sostituisce quella di antifascisti/liberatori e fascisti. Si tratta dunque, secondo lei, di ricordare una guerra tra tante, quasi un ineluttabile evento naturale in cui tutti sono cattivi (i liberatori, gli aguzzini e i partigiani) e dunque tutti ugualmente assolti nel tribunale della neostoria. Del resto, Ministro, devo darle atto di una certa garbata compostezza sulla memoria del 25 aprile. La sua sottosegretaria (la nostra sottosegretaria all’Istruzione) Paola Frassinetti la Festa della Liberazione l’ha festeggiata al campo 10 del Cimitero maggiore di Milano per onorare i volontari italiani delle SS. È immortalata in un video in mezzo a un drappello di camerati che sfidano, tra insulti e minacce, alcuni manifestanti antifascisti. Frassinetti si lascia andare alla rabbia ed esclama “ma vai aff…”.
Sempre a proposito di Linee guida per l’educazione civica… Da sottosegretaria del suo Ministero Paola Frassinetti, il 28 ottobre del 2024, anniversario della marcia su Roma, ha celebrato il “fascismo immenso e rosso”. Capisce, signor Ministro, perché ci sentiamo soli nella trincea? E perché le ho detto che è “passato al nemico” (il nemico è la parzialità, la manipolazione, la contrapposizione faziosa). Ma noi siamo combattenti testardi. Non avendo capi politici da lusingare, la nostra coscienza e la Costituzione antifascista sono le nostre uniche e inderogabili “linee guida” da seguire nel formare cittadine e cittadini liberi e consapevoli. Egregio Ministro, spero che queste parole non mi costino quella decurtazione dello stipendio che ha inflitto a un mio collega per aver pronunciato delle parole che Lei non ha gradito. Sarebbe non solo grave ma anche di cattivo gusto anche perché di recente insieme ad altri ministri lei lo stipendio ha cercato di aumentarselo.”
P. S. Le sue Linee guida stanno conseguendo i primi risultati. Qualche giorno fa uno studente che aveva studiato la divisione dei poteri di Montesquieu ha osservato che se un ministro fa una manifestazione sotto un tribunale per difendere un altro ministro sotto processo viola la separazione dei poteri. Aggiungendo che un ministro non è un semplice cittadino ma un membro dell’esecutivo, cioè di un potere dello stato. Gli ho risposto che ha ragione e gli ho dato un ottimo voto in educazione civica.
Con cordialità, prof. Giancarlo Burghi.
On October 2nd, 1950, Charles Schulz‘s Peanuts debuted
Rodari
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