Desiderato dalle telecamere
Mi sveglio alle 4 di mattina come promesso ma Sandy sta ancora dormendo. Aspetto un’ora circa in camera combattendo contro la voglia di dormire e finalmente sento qualcuno muoversi di fuori. Non è facile controllare l’ora per un cieco presumo. Sandy prende il recipiente in plastica da 17 litri e mi suggerisce di prendere il secchio più piccolo, lo osservo mentre maniacalmente controlla che tutte le porte siano chiuse a chiave e prima di avviarci per la discesa, si premura persino di chiudere il cancello in legno della staccionata di casa con un lucchetto rotto. Scendiamo insieme la stradina ripida chiacchierando e allo stesso tempo studio la sua andatura per capire se ogni passo sia accuratamente misurato. Mi racconta di come l’anno prima sia caduto nel fiume (forse no quindi) precipitando per qualche metro e rompendosi la spalla e un piede; è da allora che ha smesso di occuparsi delle sue mucche, attività che portava avanti da oltre 8 anni in totale cecità’. Provo a immaginarlo mentre col falcetto tradizionale percorre la giungla nei dintorni alla ricerca di erba da portare alle sue mucche. Ora il suo unico introito deriva dalla vendita delle banane nel pezzo di giungla di fronte alla casa, un terreno che tiene in affitto.
Raggiungiamo i bagni pubblici (la nostra destinazione), una costruzione edificata a ridosso del fiume con tetto in lamiera, mura in pietra e tre stanze di cui l’ultima è la doccia pubblica per gli uomini. L’acqua, che proviene da una sorgente li vicino, fuoriesce da dei tubicini a mo’ di fontana un po’ ovunque al di fuori e all’interno della costruzione. Raccolta l’acqua risaliamo la strada. Mi ritrovo col fiatone davanti all’entrata di casa, Sandy sembra invece rilassatissimo; penso tra me e me che si tratti di tecnica. Facciamo colazione con dei noodle e delle uova. Da questo momento in poi comincio a pensare a come preparare la mia futura lezione di inglese, penso che forse potrei insegnare le stanze della casa e gli oggetti all’interno di ognuna. Le ore passano ed è ora per me di andare in città e incontrare M. Ci incontriamo ad un ATM (bancomat) alle 9 di mattina. Devo prelevare dei contanti, dopodiché ci sediamo al di fuori di un negozio. Si avvicina un uomo, si presenta e ci chiede direttamente se volgiamo fare parte di un film le cui riprese si svolgono a Lovina, la zona più turistica della città. La scena consiste nel camminare insieme e fingere di cadere. Accettiamo, l’appuntamento è alle 2:30, ma siccome poco dopo ho la conferma da Wayan che la mia lezione si terrà oggi alle 3, disdico la mia presenza alle riprese ma M potrà comunque andarci da sola. Guidiamo ad un internet point un po’ fuori città dove ho intenzione di preparare per bene la lezione di oggi. Stampo qualche materiale e mi scrivo i vocaboli su di un foglio. L’idea e quella di disegnare gli oggetti sulla lavagna e vedere se qualcuno dei ragazzi già conosce i vocaboli, dopo di che in modo teatrale dovrei mimare delle azioni comuni che si fanno in casa del tipo, lavarsi I denti, accendere la televisione , sedersi ecc e i bambini dovranno dirmi quale oggetto tra quelli che ho disegnato ho intenzione di usare, infine dividerò i ragazzi in gruppi e gli farò disegnare una delle stanze e scambiatisi i disegni dovranno scrivere i vocaboli sui reciproci fogli senza copiare dal quaderno. La lezione è programmata per le tre, ma verso l’una Wayan mi chiede di andare a comperare dei cancella lavagna, il tempo stringe, sfreccio tra Il traffico , ormai mi sento un motociclista pro, arrivo al negozio in città dopo una lunga ricerca, data l’incogruenza tra la posizione su google maps e la posizione reale o forse perché’ ci sono troppe piccole botteghe per queste dannate vie; in ogni caso mi avvio di fretta per il punto di ritrovo accordato, una stazione di servizio, e col cellulare quasi scarico e poco carburante arrivo con un leggero ritardo.
Wayan mi presenta il mio partner per la lezione, un giovane ragazzo di 15 anni che mi da subito l’idea di essere un tipo molto sveglio. Guidiamo insieme verso la destinazione finale, Sidetapa un villaggio di montagna. Mi accolgono con tanti sorrisi, parcheggiamo I motorini e entriamo tutti insieme nel piccolo tempio dove i bambini già aspettano. Sono tantissimo, mi cantano la canzone di benvenuto e da lì in poi mi sento sotto pressione.
Mister Roberto inizia la lezione, col viso colante di sudore e visibilmente imbarazzato.
Ho subito l’impressione che il livello di comprensione sia molto basso, e forse la mia lezione è troppo sofisticata. Dopo la seconda stanza l’attenzione è già bassa e la mia voglia di mimare, in modo da intrattenere, sparisce quando in risposta al tentativo di mimare qualcuno che si lava e si asciuga le mani ho come risposta da Wayan che qui essendo un villaggio povero non hanno il lavandino.
Finalmente e ora di farli disegnare, e da qui in poi la lezione di per sé finisce.
Prima di partire mi regalano una noce di cocco, sono le 5 e mezza e M mi scrive che forse ce’ ancora speranza per me di raggiungere il punto di incontro. Wayan sembra interessata a conoscere M quindi mi scorterà verso la famosa Lovina Beach. Arrivati alla statua dei delfini M non c’è, significa che le riprese sono iniziate per cui io e Wayan cerchiamo il set. Lo troviamo a 300 metri dalla statua, è davvero un piccolo gruppo e quando arriviamo M ha appena finito la sua parte. Rimaniamo mezzoretta a chiacchierare e a osservare le riprese della prossima scena. Sembra difficile girare con tutti i rumori attorno. Wayan propone a me e M di andare al villaggio di Sidetapa mercoledì dove verremo filmati dalla tv nazionale mentre insegniamo inglese e faremo delle attività tra le quali costruire cesti di bambù e magari visitare una cascata. A quanto pare le telecamere mi desiderano, accettiamo, l’appuntamento è per mercoledì alle 9.










