Happy 36th Birthday Amy Winehouse!
September 14th, 1983 - July 23rd, 2011
occasionally subtle
No title available
hello vonnie

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official daine visual archive

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shark vs the universe
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
EXPECTATIONS
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seen from Iraq

seen from Iraq
@sirj-things
Happy 36th Birthday Amy Winehouse!
September 14th, 1983 - July 23rd, 2011
wow this is fucking historic as fuck i can’t believe im seeing this
chi non riblogga è un rotolone
Non sia mai.
questa cosa è di una bellezza e profondità sconvolgenti, ed è giusto che sia anche su tumblr
via
Mi inchino con venerazione
C’è gente :D che ancora lacrima dal ridere gracchiando er cavaliere nero eheh
@vagoenonricordo
Arirebloggo per tutta la vita
è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama. Lo scoprirai, Elisewin. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai ...
Alessandro Baricco, Oceano Mare
Un sorriso sincero...
Un sorriso sincero…
Un sorriso sincero è il tempio della verità. Un labirinto in cui mi perdo, felice, innamorato della luce. Io, Alessandro Bruno
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Il timing del coraggio...
Il timing del coraggio…
Avrei voluto avere sempre il coraggio di essere felice fino in fondo, quando ne ho avuta l’opportunità. Io, Alessandro Bruno
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ah, fratello mio, certe volte sei proprio ispirato...
Questa è una lettera rivolta alla Sentinella in piedi, che ieri a piazzale Lazzarini ha avuto il coraggio di portarsi da leggere “Le origini del totalitarismo” di Hannah Arendt, mentre manifestava contro il diritto di alcune persone a vivere una vita normale. Per chi non lo sapesse, quando Hannah Arendt si recò a Gerusalemme per assistere al processo del gerarca nazista Adolf Eichmann, si aspettava di trovarsi di fronte un mostro di una malvagità senza confini, perché solo un mostro avrebbe potuto organizzare matematicamente la deportazione di milioni di persone mandate a morire come se fossero animali al macello. Enorme fu il suo stupore, dunque, quando si ritrovò davanti un uomo talmente piccolo e mediocre che “Chiunque poteva essere Eichmann, sarebbe bastato essere senza idee, come lui. Più che l’intelligenza gli mancava la capacità di immaginare cosa stesse facendo.” Hannah rimase di pietra, quando capì che tutto quel male orrorifico e spaventoso era stato commesso da una persona normale, anzi normalissima: una persona come me e te. Non un mostro; solo un uomo che non capiva veramente fino in fondo il male che stava commettendo. Ecco, io in questa foto vedo una persona che sta manifestando per impedire a delle persone come me e te di poter condurre una vita dignitosa e normale. E allora io non scorgo grandi differenze tra te, Sentinella in piedi, ed Adolf Eichmann: siete solo due ingranaggi di una macchina che non sapete né cosa sia, né dove porti. È la banalità del gesto di te e dei tuoi compagni ad avermi fatto rabbrividire ieri in piazza: quindici persone che manifestano affinché possano vedere negati dei diritti a qualcuno è una cosa che mi fa correre i brividi lungo la schiena. Mi fa paura. Ora, ho messo la tua faccia sulla rete, non perché io voglia ferirti o renderti odioso. Io non ti odio. Hannah non fu soddisfatta nel vedere Eichmann impiccato, perché rappresentava una sorta di sconfitta per l'umanità: la sua frase di congedo dalla vita “Tra breve, signori, ci rivedremo. Questo è il destino di tutti; viva la Germania, viva l’Argentina, viva l’Austria, non le dimenticherò”, significava che, nonostante avesse finalmente visto con i suoi occhi cosa aveva realmente commesso, l'uomo Eichmann non era riuscito nemmeno alla fine a comprendere perché lui era colpevole e meritevole di morire. Ho messo la tua faccia sulla rete perché vorrei che tu capissi di cosa ti stai rendendo colpevole. Vorrei che te e tutti quelli che la pensano come te leggeste queste mie parole e ci rifletteste su, perché ieri davanti a voi eravamo in tanti, più di voi Sentinelle, ma so che siamo in pochi confrontati con chi in fondo la pensa come voi. Questa mia battaglia, sia chiaro, non è una battaglia per le persone omosessuali. È una battaglia per le persone, punto, le persone come me e te. E mentre tu ieri in piazza mandavi un messaggio d'odio, io oggi ti mando un messaggio d'amore e ti chiamo fratello mio. Quindi, fratello mio, se vorrai venire a me e abbracciarmi, fallo. E se vorrai venire a me e colpirmi, fallo pure: non colpiresti me, ma la mia idea, come io oggi non voglio colpire te, ma la tua idea. Ti lascio con un messaggio di Martin Niemöller, affinché tu rifletta su quanto davvero possa essere banale il male e possa capire perché io abbia sentito così urgente il bisogno di scriverti. Sperando di reincontrarti, tuo fratello Enrico Del Bianco. “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. P.S. Ho scritto questa lettera per mandare un messaggio. Non me ne faccio niente dei vostri mi piace. Le condivisioni invece mi fanno sentire che non sono l'unico scemo che sente il bisogno di gridare contro il male. Grazie.
Enrico Del Bianco
Notte cosi
e be’... come faccio a non rebloggarla?! :D
FRIDA KAHLO: Strange Like Me
I am in my kitchen right now actually crying
Ti prego dimmi qualcosa per cui valga la pena alzarmi dal letto e combattere in questa vita di merda.
Perchè è la tua.Mi verrebbe da dire, ma è evidente che non basta.Guarda, non so cosa ti angoscia così tanto quindi non mi esprimo in giudizi su questa frase (che di mio non accetto di sentir dire).Però a occhio e croce mi verrebbe da dire.Per andare a riprenderti la bici che i tuoi ex vicini ti hanno nascosto dopo che hanno forzato il lucchetto.Per andare al parco a fare due tiri col freesbee.Per sentire tua madre e dirle che va tutto bene e intuire che è felice di ciò.Se non va tutto bene, ti alzi la mattina per aggiustare le cose.Per scoprire che il parco sotto casa chiude alle 22.00 anche se a Roma non chiudeva mai.Per prendere per il culo gli aironi che son belli, ma sguazzano nel fango.Per ridere.Per imparare che basta avere fede in quel che si è.E in quel che si fa.Per sorridere ad un anziano che ti insegna che si può mangiare fino ad abbottarsi anche ad ottancinque anni dopo esser stati per quattro mesi in ospedale per un bypass al cuore e vedere la gioia negli occhi per l'imminente anniversario di matrimonio, l'ennesimo, il sessantacinquesimo.Per vedere di nuovo allagarsi la tua casa e incazzarti e poi riderne.Per non morire, dentro.Perchè dobbiamo alzarci e vivere per noi stessi.Per onestà nei nostri confronti e rispetto anche verso gli altri.Verso chi s'è svegliato e sapeva di andare a morire per qualcosa.Verso chi s'è svegliato e s'è svestito di tutto per la pace che poi non sarebbe mai arrivata.I fallimenti bisogna scordarseli e ricominciare.Conosco gente malata che si sveglia ogni mattina con la gioia di vivere che invece non vedo in chi sputa in faccia alla salute.Ti devi alzare perchè puoi aiutare ancora e sempre qualcuno, anche solo con la presenza.Ti devi alzare per mangiare quando hai fame, fare pipì quando ti scappa, per ritornare a letto finalmente e dormire perchè hai davvero sonno.Per sdraiarti sotto al cielo e guardare l'aria e respirare.Respirare forte e chiudere gli occhi e cadere.Per vedere per la prima volta un quadro o una porta azzurra.Per prendere la borsa metterti una maglietta bianca senza reggiseno una gonna con lo spacco e andare a prendere la verdura al mercato con le vecchiette uscite dalla chiesa che ti chiedono se davvero il libricino sull'uomo più grande al mondo lo avevano lasciato sulla pattumiera e sì, ma lo vogliono lo stesso e tu glielo dai tanto la storia di gesù la sai.Sai chi era gesù?Quello che diceva : ama il prossimo tuo come te stesso.Ma in questa frase c'è un trucco, il figlio di puttana (salvando la madre) è stato ambiguo.Non ha detto ama gli altri.Ha detto amati.La fede in te stesso è il senso di tutto e tutto ha senso.Quindi rimboccati le maniche e fatti sto favore.Lamentati incazzati, ma vai avanti e ridi.Ridi e ama.
P.S.: io non sono un guru e non pretendo di aver ragione o di saper le cose, però ti lascio con uno che mi aiuta molto ogni volta. Eccolo.
Io alcuni vorrei aiutarli ad avere quello che gli è mancato da piccoli. Le botte, ad esempio.
tutto in un istante:
mammhut:
(via curiositasmundi)
L’amore non giustifica tutto. Prima o poi ci si stanca di dare senza mai avere, di subire senza mai sentirsi chiedere scusa. Di non essere amati come si deve. Magari non si smette d’amare, ma si va via. Per non impazzire, per vedere se potrebbe andare meglio. Si va via, prima o poi.
Susanna Casciani
(via allafinedelgiorno)
No, gli immigrati clandestini non vengono in Italia “coi barconi”, sono tutte cazzate, dato che solo il 12% dei migranti clandestini viene via mare; il 73% via aerea, il 15% via terra.
Un rapporto Eurispes del 2012 chiamato “Italia in nero” attribuisce 22.5 miliardi di € annui...
Non ho mai capito se i razzisti, del colore della pelle, ne fanno un problema estetico. Tipo a me non piace il giallo. Quindi non mi ci vesto, e se devo decidere il colore delle pareti o di un oggetto che devo comprare, preferisco evitarlo. Difficilmente mi capiterà di scegliere il colore di una pelle da indossare, ma se dovesse accadere preferirei qualcosa che non dia sul giallo. Di certo però non vado a dire agli altri quello che devono decidere per loro. Non è che protesto se uno si compra la macchina gialla, saranno affari suoi. E nemmeno se uno usa una pelle gialla, addosso, vado a dirgli che fa schifo. Io, i razzisti, da questo punto di vista li capisco poco. Poi la settimana scorsa è venuta fuori questa storia del colore del vestito. È blu e marrone o bianco e oro? A me è successo che prima l’ho visto bianco, poi quando ho riguardato la stessa foto era blu. Come se avessi bevuto un bicchiere di cocacola e al secondo sorso fosse stato chinotto. Mica perché mi fa schifo, però ci rimani male. Quindi comunque dovremmo aver capito che la percezione della realtà, dei colori in particolare, non è che sia poi così lineare e condivisibile. Ognuno li percepisce in un modo un po’ tutto suo, e dipende da tanti fattori. La luce, lo sfondo, la posizione, il sesso, l’età, la digestione. Questa consapevolezza potrebbe farci contestare meglio una multa presa per essere passati col rosso. Cioè, magari a me sembrava di essere passato col rosa antico. Ma potrebbe anche aiutarci con i razzisti, che alle argomentazioni razionali sono poco sensibili per costituzione, spostando l’accento sulla percezione della realtà. Così quando un razzista ti dice che odia i neri, più che cercare di farlo ragionare, che è dura, conviene fargli capire quella storia del vestito e dei colori, e dirgli “Boh, che ti devo dire, a me non sembrano mica neri. Cioè, tu li vedi neri?”, e lui ti dice “Sì, certo, sono neri, li vedo neri”, e gli spieghi che non esiste il colore in sé, esiste la percezione del colore, che è molto personale, e tu, quello che lui vede nero, non lo vedi nero. Lui, il razzista, probabilmente si altererà un po’, che loro fanno così, però bisogna insistere, a dirgli che no, non è mica nero. “Allora cos’è?”, ti chiederà. “Una persona”, tocca rispondergli.
Il razzismo come problema percettivo (via periferiagalattica)
Rimani! Riposati accanto a me. Non te ne andare. Io ti veglierò. Io ti proteggerò. Ti pentirai di tutto fuorché d'essere venuta a me, liberamente, fieramente. Ti amo. Non ho nessun pensiero che non sia tuo; non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te. Lo sai. Non vedo nella mia vita altra compagna, non vedo altra gioia Rimani. Riposati. Non temere di nulla. Dormi stanotte sul mio cuore....
Gabriele D'Annunzio