Sto pensando che oggi è domenica.
Sto pensando che non si può morire a 22 anni in questo modo.
Penso che non ci siano quindi scuse per trovare almeno due ore di tempo per convocarli e chiudervi in una stanza con i vostri figli maschi da 02 a 70 anni (se avete la fortuna di essere ancora vivi) e con l’immagine di sfondo di Giulia Cecchettin su un telefonino o su un tablet.
E iniziare a parlare, con linguaggi diversi a seconda delle età, di amore, tenerezza, comprensione, empatia e frustrazione. Soprattutto di frustrazione.
Di come sia NORMALE che una storia FINISCA,
di come sia NORMALE essere lasciati,
di come sia NORMALE fallire in qualcosa,
di come sia NORMALE soffrire per un abbandono o una delusione,
di come sia NORMALE inciampare e cadere e sanguinare.
E non c’è niente di male in questo.
Il dolore e il fallimento devono essere considerati PARTE INTEGRANTE della nostra esistenza. Bisogna accettarli, trarre insegnamento (se un insegnamento c’è) e andare avanti.
Poi bisogna passare a parlare di quello che NON È NORMALE.
Essere possessivi NON È NORMALE.
Imporre un sentimento non ricambiato NON È NORMALE.
Pretendere che qualcuno ci ami NON È NORMALE.
Essere violenti, verbalmente o fisicamente, NON È NORMALE.
Perseguitare qualcuno NON È NORMALE.
Offendere e considerare un OGGETTO un essere umano NON È NORMALE.
Bravo ragazzo. Un po’ geloso. Un po’ possessivo. Fragile. Depresso. Insicuro. Non si era mai ripreso. La sua unica ragione di vita. Filippo costituisciti perché DEVI SPIEGARE.
Spiegare cosa? Perché esistono spiegazioni? Esistono motivi plausibili?
Smettetela di essere ipocriti e chiamate le cose con il loro nome: Mostri e atti mostruosi. Superficialità e non conoscenza dei propri figli.
Perché se tuo figlio è depresso tu lo accompagni da uno specialista che possa aiutarlo.
Se tuo fratello comincia a comportarsi in modo strano tu qualche domanda te la fai e cerchi di intervenire aiutandolo. Non ti trinceri dietro a un: “Non era mai stato un violento” dimostrando che siamo solo coinquilini senza essere davvero famiglia.
Basta cortei. Basta indignazioni che durano qualche ora. Basta fiaccolate. Basta chiacchiere.
Educate i vostri figli a non essere mostri prima che “primini della classe” per il vostro ego.
Educateli alla non violenza e al rispetto.
Aiutateli e sosteneteli nei momenti difficili con supporto di specialisti.
Ma per favore non voltate il viso dall’altra parte minimizzando.
Concludo con una frase di Z. Bauman:
"Come sarebbe sicuro e confortevole il mondo, quanto sarebbe gradevole e amichevole se a perpetuare azioni mostruose fossero dei mostri e soltanto dei mostri."