Tu ancora non lo sai
che le tue crepe non mi spaventano,
che so restare
anche quando fai silenzio
e il mondo dentro di te si chiude.
Non lo sai che il tuo dolore
non è un confine per me,
ma un luogo dove sedermi accanto,
senza fretta,
senza voler guarire tutto subito.
Nella pazienza che impara i tuoi tempi,
nelle mani che non chiedono spiegazioni,
negli sguardi che restano
anche quando abbassi il volto,
costruiremo qualcosa che somiglia alla pace.
Saremo rifugio,
saremo cura lenta,
respiro che torna regolare.
Ferite che smettono di sanguinare
perché finalmente non devono più difendersi.(......)
I. W.













