Lettera ad Ale, autore di “Mi vivi dentro”
Ciao Ale, ho appena finito di leggere Mi vivi dentro... Volevo scriverti un enorme GRAZIE.
Grazie Alessandro, perché la tua storia è anche la nostra storia. Come per te la farfalla a noi apparve l’arcobaleno. Era il giorno del mio matrimonio, quasi un anno fa, e avevo perso mio fratello da circa otto mesi... La tua Franci è nata al Cielo un mese e un giorno dopo M. (il nome ha origine ebraica e già la sua storia ha qls di profetico), il mio amato fratello maggiore. Anche noi abbiamo voluto che F., suo figlio, lo vedesse un’ultima volta in ospedale. (Lì ho insistito io su mia cognata che titubava). Ho sbranato il tuo libro in due giorni, dopo aver divorato Wondy. Ora voglio leggere tutto della tua Franci... Che tipetto straordinario!
Il dolore, il calvario... So cosa si prova, l’ho visto anche io, nel volto e nel corpo straziato di mio fratello, a soli 34 anni costretto a un’operazione al cervello per un tumore maligno tra i più spietati, che gli ha paralizzato la parte sx del corpo. Ed eravamo solo all’inizio della scalata. Lo so, lo conosco bene quel malditesta che provava il tuo Riccio. E so che significa quando scrivi che quel tumore un po’ era entrato in te. Anche io, così come i miei e V., la moglie di mio fratello... Tutti noi ne siamo rimasti profondamente segnati. Compreso il piccolo nostro F., mio nipote di 6 anni, che però, come dici tu dei tuoi figli, mostra una forza e una voglia di Vita e di gioia impressionanti!
Anche noi abbiamo avuto 12 angeli custodi, gli amici di M. (era il carismatico del gruppo, il consigliere fidato) che anche da Roma, Emilia, Puglia venivano e stavano di giorno e di notte a fargli compagnia! Quanti turni organizzati per i suoi numerosi ricoveri...
Abbiamo vissuto tanto dolore ma anche tanta grazia: non è da tutti essere così accompagnati, sentire tutto quell’amore!
Grazie Ale, perché mi conforta sapere che non sono la sola, che la mia famiglia non è la sola a vivere con un “braccio” in meno ma un arcobaleno, una farfalla unici, personali e speciali in più! Sì. Ci vivono dentro Ale. E ci sono. In noi, nell’ unità della nostra famiglia, nell’amore degli amici, nei ricordi, in certi momenti in cui la loro presenza è così palpabile da rimanerne scossi! Anche noi abbiamo festeggiato M., il novembre scorso, in un primo memorial pensato secondo ciò che lui amava di più: un torneo di calcetto anche per bimbi e una cena di amici, a cui hanno partecipato 130 persone. Abbiam devoluto tutto per le cure di un bambino malato di Leucemia. È stato incredibile!
Come sai bene, accadono davvero dei fatti straordinari, più grandi di noi, e che sembrano dirci:”La morte non è l’ultima parola, siamo nati e non moriremo mai più( citando Chiara Corbella). Guardate cosa vi combiniamo???” Continuano a farci e fare del bene, anche dal Paradiso!
E quanto ti dà pace realizzare che è davvero così?
Termino qui, e scusami per il flusso di pensieri ma avevo bisogno di scriverti subito, come si fa di getto, nei momenti più emozionanti, con un grande amico che sa leggerti dentro...