Leggere Proust ti costringe a ragionare sul Tempo.
Le persone a tendenza ansiosa ne passano molto a pensare al futuro vincolando il proprio presente a prospettive che non è detto nemmeno che si realizzino; le persone a tendenza malinconica si crogiolano invece in un passato mitico e considerato irriproducibile che relega il momento presente a brutta copia di un tempo che non può tornare.
Il presente è un puntino minuscolo in equilibrio tra queste due forze uguali e contrarie. L'essere nel qui e ora è una pratica vitale, ma che non appartiene al mondo occidentale, noi che, finanche nella nostra storia della letteratura, abbiamo immaginato futuri incredibili - distopici e non - e abbiamo raccontato la nostra nostalgia per un mondo che non c'è più (questa è una tradizione anche squisitamente orientale).
Concentrarsi giorno dopo giorno solo su quel puntino è difficilissimo, ma c'è chi dice che sia l'unico modo per vivere appieno la nostra vita. Voi ci riuscite?
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