RER B. 26 agosto 2017. Dall'aeroporto Charles De Gaulle, se volete raggiungere il centro di Parigi con il metro, dovrete prendere la RER B. No, non sono i “boquiniste” e nemmeno i “macaron” la Parigi autentica. O meglio lo sono ancora, ma se volete vedere i parigini nella loro completezza, dovete venire sulla RER B. Alulnay sous Bois, Aubervilliers, Stade de France, qui siamo vicini a St. Denis, quel nome che per mesi è salito agli onori e agli orrori delle cronache a causa dei noti attentati. Qui il metro veloce di Parigi raccatta “banlieusard” (gli abitanti delle banlieu), che nemmeno sanno di esserlo. “Ah, ma quelli sono assassini, vengono dalla banlieu!”, diceva una signora ben (s)pettinata nel centro di Novara; secondo quella teoria, chi sale in queste stazioni e su questo treno che mi porta verso la mia casina sui tetti di Parigi, è sicuramente un assassino, un militante dell'Isis, un terrorista. Sì, è anche da qui oltre che da Molenbeek a Bruxelles che l'Isis ha pescato i suoi militanti, ma di fronte a me vedo solo una mamma araba con gli occhi pieni di dolcezza, un nigeriano con la maglia del Paris St. Germain, qualche kenyota, cinesi, qualche azero, qualche di qualsiasi altra parte del mondo. È la nuova umanità. Inutile venire qui per richiudersi nel Louvre e poter pensare quanto è stato splendido l'Occidente negli ultimi duemila anni! Domani l'Occidente sarà splendido se avrà saputo far vivere insieme Occidente, Medio Oriente ed estremo Oriente, sarà splendido se avrà fatto parlare il Nord e il Sud del mondo. Ho sempre amato e sono sempre tornato in questa città per tutto quello che ha rappresentato per la cultura europea ed occidentale, non ho scelto un titolo a caso per il mio album fotografico, ho scelto le illuminanti parole di Jean Girardoux: “Ho sotto gli occhi i cinquemila ettari di mondo in cui si è pensato di più, parlato di più e scritto di più…” Ma la Storia continua inesorabile il suo corso. Da alcuni anni ho un motivo in più per tornare nella mia adorata Parigi, e il motivo è proprio l'incontro delle culture e delle genti, le “contaminazioni”, per usare un termine antipatico ma efficace. Sono sicuro che Parigi per continuare ad essere Parigi debba continuare ad essere una città accogliente. Se vorrete, vi porterò con me…