A diciassette anni pensavo fossi irraggiungibile.
Ho dovuto aspettarne altri due per realizzare di avere una possibilità.
Quattro, invece, per mandare tutto all’aria – progressivamente però, ché con me sei sempre stato paziente.
Ho un caratteraccio, lo so. Me lo dicevano già a sei anni, quando cercavo di nascondere il broncio dietro una tenda di lunghissimi capelli perché costretta a fare amicizia con bambini che non avevo mai visto prima – ‘che brutto carattere’, sentivo dire agli adulti. Allora, con gli occhi lucidi, cercavo d’ingoiare quell’inquietudine che mi attraversava tutta ed essere gentile. Se non altro, però, prima avrei potuto scaricare il badile sull’eccessiva timidezza. Ora, invece, pare quasi che non abbia scusanti.
A sedici anni mi venne detto di essere intrattabile. A farlo fu la mia cotta di allora: compagna di banco, nonché di sventure. Sentire quelle parole fu come ricevere una secchiata d’acqua gelida in pieno volto, con tanto di secchio compreso. Mi ripromisi di cambiare, ma ho l’impressione di non essere riuscita ad andare tanto lontano, se mi ritrovo a scrivere queste parole – nonostante da quel giorno gli anni passati siano ormai sei.
Questa, qualora non si fosse capito, è una lettera di scuse – o perlomeno un maldestro tentativo, ché io con le parole non ci ho mai saputo fare neanche la metà di quanto mi piacerebbe. Scuse a te, che sei sempre stato paziente; che hai sempre cercato di porgermi la mano nonostante facessi di tutto per ignorarla o allontanarla. Ammetto che ci voglia tanta pazienza, ad avere a che fare con me. Spesso non faccio altro che sbraitare, aggredire e ferire – e tu, tra tutti, non ti meriti questo comportamento.
Perciò ti chiedo scusa, ancora.
Ti chiedo scusa per il tempo che ti ho fatto perdere e per le lacrime che ti ho fatto versare; per la preoccupazione alla quale ti ho costretto e per l’amarezza con la quale ho fatto trascorrere le tue giornate. Ti chiedo scusa per ciò che ho detto al solo scopo di far male, nonché per tutto ciò che non ti sono mai riuscita a dare.
Spero che, un giorno, tu possa ricordarmi anche per i miei momenti migliori.