Al termine dell’incontro con le aziende e i sindacati convocato dopo la morte del bracciante indiano Satnam Singh a Latina, il ministro Fran
Ma no... non criminalizziamole... diamogli un bacetto sulla fronte.
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Al termine dell’incontro con le aziende e i sindacati convocato dopo la morte del bracciante indiano Satnam Singh a Latina, il ministro Fran
Ma no... non criminalizziamole... diamogli un bacetto sulla fronte.
(di Giuliano Foschini, Antonio Fraschilla – repubblica.it) – ROMA — È bastato un treno non arrivato in orario a mandare in cortocircuito il
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Con ordine: è mezzogiorno, i marciapiedi della stazione Termini erano ancora bagnati dalla pioggia mattutina quando il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, insieme con quattro-cinque persone del suo staff salgono sul Frecciarossa 9519 Torino-Salerno. Destinazione, Caivano, fermata Napoli-Afragola. Dove accanto a don Aldo Patriciello, il ministro era atteso per inaugurare un Parco urbano attrezzato, nel giorno della “Festa dell’albero”. Certo, dirà qualcuno, il ministero di Lollobrigida nulla ha a che fare con il “Decreto Caivano” del Governo ma questa è un’altra storia. Lollobrigida era atteso alle 15 ma è in ritardo e non può perdere tempo. «Perché lo aspettavano i cittadini», hanno ripetuto ieri i suoi compagni di partito, a partire dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Perché doveva correre in tivvù per registrare la sua partecipazione ad Avanti popolo di Nunzia De Girolamo», dicono i maliziosi.
Fatto sta che Lollobrigida sale sul convoglio quando i monitor di Trenitalia, come spesso accade in questo periodo, segnano un ritardo di 7 minuti. Lollobrigida si siede in prima classe e si accorge che qualcosa non va. Appena uscito da Termini, il mezzo inchioda: un guasto sulla linea dell’Alta velocità costringe i treni ad andare sui vecchi binari. Significa che si sarebbe accumulato ritardo su ritardo. Sono passate le 12,45 quando Lollobrigida e il suo staff capiscono che non sarebbero mai potuti arrivare in tempo utile. «Serve un piano B». L’idea è quella di usare l’auto di servizio, ipotesi legittima che avrebbe potuto scegliere già in partenza. Ma era salito su un treno che non prevede fermate intermedie. Che fare quindi?
Qui arriva il pasticcio. Da quello che risulta a Repubblica qualcuno dal treno chiama la segreteria dell’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi, chiedendo una via di uscita. «Siamo a Ciampino, vorremmo scendere qui che qualcuno ci viene a prendere in stazione». La fermata a chiamata non è prevista in nessun protocollo. Può esistere soltanto per gravi motivi di salute dei passeggeri («e anche in questo caso si tende sempre a evitare» spiegano fonti di Rfi) oppure di ordine pubblico. Arrivare in orario a una manifestazione non sembra rientrare in queste due categorie. Fatto sta che qualcuno di Trenitalia chiama il capotreno, che ieri confessava ai colleghi: «Mi hanno chiamato dalla centrale». Spiegando che per ragioni superiori quel treno si doveva fermare. A quel punto dal 9519 avviano la procedura standard: chiamano Rfi, chiedono il via libera tecnico a fermarsi a Ciampino e aprono per tutti le porte: «Abbiamo fatto l’annuncio, chiunque poteva scendere», dicono da Trenitalia. Invece il solo ad approfittare è il ministro, «anche perché è il solo ad avere un’auto blu che lo aspettava…».
Le porte si aprono e si chiudono velocemente, «non c’è stato alcun impatto né sui viaggiatori né sulla circolazione», assicura Trenitalia, senza chiedere scusa a tutti gli altri passeggeri che non sono riusciti nemmeno ad arrivare a Salerno visto che il treno in questione è stato soppresso alla stazione di Napoli, dove è arrivato con 111 minuti di ritardo.
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Parole gravi come gli stronzi
Con: «enorme emergenza sostituzione etnica per colpa della teoria gender» Fontana ci ha vinto le elezioni in Lombardia, con tutta la destra che lo difendeva.
Se questi fanno finta di smarcarsi è perchè sanno che agli italiani piace farsi prendere per il culo piuttosto che assumersi la responsabilità di aver eletto dei pezzi di merda.
La società in liquidazione della ministra indagata per falso in bilancio e bancarotta ha chiesto la rateizzazione del debito da un milione e
Ma si... e fatelo anche voi un bel falso in bilancio. Dico, non per du spicci ma per 10 milioni. Tipo... quello che uno che lavora guadagna in 300 anni ma lei restituirà in 10.
Però i poveri mangiano meglio, ma non al Twiga.
La Russa difende Lollobrigida: «Invito Elly Schlein a mangiare un piatto povero come la pasta alla norma» al Twiga
Non solo non hanno vergogna, ma giocano a tirare la corda.
Secondo me tra di loro stanno facendo una gara a chi la spara più grossa senza pagarne le conseguenze.
L’ufficialità arriva direttamente dal sito del Parlamento europeo: “La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha nominato Matth
La rivelazione del quotidiano Domani
Un incarico nell’ambito della segreteria personale dell’assessore leghista, vice di Salvini: “Di lui mi fido, non è colpa mia se…
E' scoppiata una nuova epidemia, quella di assumere i cognati ... almeno finché le sorelle non se ne separano.
we are family
Mi lamento spesso di essere in linea generale sfortunato. Nelle relazioni amorose mi è andata male per ben due volte: sicuramente per inadeguatezza o incapacità mie. Però posso dire che sono stato MOLTO fortunato con la mia famiglia: padre (che non c’è più), madre, sorella. E poi cognato e nipote. Speciali anche loro. Lì trovo sempre un mare di bene e di amore indescrivibili. In questo sono…
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Il mio Cognatissimo @tommasosaccentii è in realtà Paolo Dybala #dybala #cognato (presso Jesi) https://www.instagram.com/p/CCGcYeRKMY1/?igshid=nzsf6fmozefn